Serramenti zincati a caldo: caratteristiche e vantaggi

Serramenti zincati a caldo: caratteristiche e vantaggi

Domanda:

Buongiorno,

mi chiamo Alessandro e ho letto qua e là che l’acciaio, proprio per le sue caratteristiche intrinseche di elasticità, sicurezza e alta resistenza, risulta il materiale più idoneo, duraturo e funzionale per la realizzazione dei serramenti degli ambienti domestici e non. A tal proposito, essendo interessato all’applicazione di questo materiale per le finestre e porte finestre del mio appartamento, ti domando: quali sono i benefici dati dai serramenti zincati a caldo? Inoltre sapresti indicarmi un’azienda seria e preferibilmente con sede in Italia a cui potermi rivolgere per fare un acquisto di qualità e ad un buon prezzo? Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per i suggerimenti che vorrai darmi.

Cordiali saluti

Alessandro da Venezia

Risposta:

Buongiorno Alessandro,

hai perfettamente ragione, poiché oggigiorno i serramenti in acciaio zincato rappresentano una soluzione estremamente sicura, durevole ed economica disponibile sul mercato dei prodotti per la protezione passiva da effrazioni, furti e intrusioni da parte di ladri e malintenzionati. Senza dubbio nelle abitazioni, ma oramai da diversi anni nelle banche, negli uffici postali, nelle gioiellerie e in altri ambienti in cui si maneggiano quotidianamente soldi ed oggetti di valore, i locali sono quasi sempre blindati e salvaguardati tramite l’uso di vetrine ed ingressi di acciaio. I motivi di tale successo di applicazione di questa tipologia di materiale sono in linea di massima i seguenti:

a) Maggior durata nel tempo dei prodotti, anche in luoghi difficili e ostici per struttura e caratteristiche;

b) Maggior prevenzione dalla corrosione dovuta alla ruggine: i piccoli punti maggiormente esposti alla corrosione, come ad esempio i tagli o le trapanature, vengono sigillati dai prodotti di corrosione propri dello zinco, mentre per quanto riguarda i punti più ampi, la protezione catodica evita il diffondersi della ruggine che di solito si crea al di sotto dello strato di verniciatura;

c) Questo processo innovativo realizza un vero e proprio rivestimento legato al livello metallurgico all’acciaio, è importante sottolineare che nessun altro processo è capace di ottenere un risultato simile. Di conseguenza, l’acciaio galvanizzato garantisce agli utenti il più elevato grado di resistenza contro i danni meccanici che si possono presentare nel corso del tempo.

Montare il cilindro europeo

Montare il cilindro europeo

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Paolo ed ho sentito che montare il cilindro europeo non vuol dire necessariamente avere sicurezza, invece ho avuto modo di capire che esistono dei piccoli accorgimenti per metterlo che possono renderlo sicuro. Dovendo comprare a breve un nuovo portone, vorrei avere dei consigli per fare la scelta giusta e per affidarmi a dei professionisti seri ed esperti nel settore. Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per le dritte che mi darai!

Un saluto

Paolo

Risposta:

Buon pomeriggio Paolo,

Nulla da dire su quanto hai detto, poiché in effetti cilindro europeo non vuol dire necessariamente sicurezza, bensì si tratta di un nuovo standard che semplifica la vita quando ad esempio si perdono le chiavi, in quanto non sarà più necessario spendere una fortuna (risolverai con 200 o 300 euro circa per il cambio del cilindro). Entrando nel merito della tua richiesta, come hai già anticipato tu nella mail, se possiedi il giusto cilindro e sai montarlo con piccoli segreti ed accorgimenti, il tuo portone sarà un passo avanti in fatto di sicurezza. A questo punto, però, devo specificarti che questo passaggio non basta (mi capita abbastanza spesso di vedere gente che compra portoni scadenti e poi crede erroneamente di poter rimediare sostituendo il cilindro da un professionista…niente di più sbagliato).

Il portone blindato, per essere davvero sicuro a 360 gradi, deve essere il frutto di un insieme di accorgimenti e materiali di buona qualità che nel complesso costituiscono il portone stesso. Il tutto parte dalla fase di installazione, passando poi per la struttura del portone al bilanciamento dello stesso, nonché dai sistemi di sicurezza secondari (nella maggior parte dei casi questi ultimi sono poco conosciuti ma ti assicuro fondamentali) fino ad arrivare ad ulteriori fattori e caratteristiche che soltanto chi lavora con professionalità e serietà può conoscere ed utilizzare per rendere un buon servizio ai propri clienti! Sfortunatamente di questi esperti e professionisti non ne sono rimasti tanti in circolazione, e molti puntano su interventi scadenti, ma senza dubbio sbrigativi e apparentemente soddisfacenti anche a livello economico. Ma non è così, e col passare del tempo i problemi con questi lavori approssimativi vengono a galla.

Riprese del volto in alta qualità

Riprese del volto in alta qualità

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Stefania e ti scrivo per porti le seguenti domande: quali modelli di telecamere di videosorveglianza dovrei scegliere ed acquistare per riuscire a filmare e visualizzare il volto di chi entra dal portone di ingresso della mia abitazione in modo limpido e soprattutto riconoscibile? Secondo te in che punto preciso della casa dovrei installarle per ottenere la giusta angolazione? In commercio (on line o negozio fisico) a chi dovrei rivolgermi per comprarle e montarle in tempi brevi e con operatori competenti? Grazie infinite per l’attenzione e per l’aiuto che mi darai, resto in attesa di un tuo gentile riscontro.

Cordiali saluti

Stefania da Livorno

Risposta:

Buon pomeriggio Stefania,

prima di tutto ci tengo a precisare che la buona qualità delle immagini delle telecamere è indispensabile per raggiungere dei risultati soddisfacenti, in particolar modo nel caso in cui si ricorra alle vie legali. Per ottenere una valida qualità delle riprese di chi entra dalla porta, dal cancello o più in generale da qualunque tipologia di ingresso, è necessario dotarsi di telecamere ad elevata risoluzione, e che al contempo abbiano anche altre caratteristiche importantissime che ora ti illustro. Basilari sono anche la scelta del giusto obiettivo, la qualità dello stesso (da escludere pertanto i dispositivi che non arrivano da aziende serie e specializzate nel campo dei sistemi per la sicurezza) ed il progetto riguardante l’installazione.

In linea di massima si tende a scegliere degli obiettivi grandangolari; accade di frequente, tuttavia, che si abbia proprio l’occorrenza di visualizzare chiaramente il volto di coloro che entrano, come nel tuo caso specifico. Per questa ragione è preferibile optare per una doppia soluzione: una prima videocamera ad elevata risoluzione fornita di un obiettivo stretto (il tutto, naturalmente, da valutare in base al punto esatto di installazione) da puntare direttamente sulla porzione di spazio corrispondente all’altezza del volto di chi si trova in procinto di entrare, ed una seconda videocamera grandangolare posizionata dentro l’edificio per avere quante più indicazioni ed informazioni sulla persona, dovute per esempio dal tipo di abiti indossati, dall’atteggiamento, dal modo di incedere, di muoversi e così via, senza sottovalutare l’aspetto più importante nell’applicazione di questo tipo di telecamera di videosorveglianza, ovvero riprendere un eventuale reato (per esempio una rapina, un furto, una aggressione ecc.).

Qui troverai tutto il necessario, con telecamere in alta risoluzione ed elevata qualità, il tutto ad un buon prezzo di mercato poiché non ci sono intermediari a far lievitare i costi (rapporto diretto dalla A alla Z). Questa azienda, tra le altre cose, grazie ad un team di installatori esperti, oltre alla vendita sia all’ingrosso che al dettaglio effettua anche le installazioni, garantendo agli utenti anche il miglior supporto e assistenza tecnica per qualsiasi necessità, anche a livello progettistico. Un saluto e in bocca al lupo per il tuo sistema di videosorveglianza!

Alimentatore centrale d’allarme

Alimentatore centrale d’allarme

Domanda:

Salve,

mi chiamo Romolo e vi scrivo per porvi le seguenti due domande: qual è il ruolo di un alimentatore nell’ambito del funzionamento di una centrale d’antifurto? In che maniera posso capire se il mio alimentatore è potente a sufficienza?

Grazie per l’attenzione

Romolo

Risposta:

Salve Romolo,

la centralina d’allarme antifurto, oltre alla gestione delle varie funzioni in capo al sistema di sicurezza, ha il compito di fornire energia indispensabile al suo funzionamento. Nell’ambito della normale tensione di rete, questa energia è data dall’alimentatore, mentre quando si verifica la mancanza della corrente, tale energia viene fornita dalla batteria tampone ospitata dentro la centralina e negli altri apparecchi auto alimentati del sistema di antifurto. Una valida alimentazione è necessaria non solo per il regolare funzionamento dell’antifurto ma anche per il suo perdurare nel corso del tempo. In linea di massima, inoltre, è sempre preferibile che esso sia diviso e non integrato nel circuito della centrale, in modo tale che, ad un ipotetico guasto del solo alimentatore, non si renda necessario sostituire l’intera centrale ma soltanto il singolo elemento. Come specificato sopra, l’alimentatore ha l’importante compito di provvedere a colmare la mancanza di alimentazione per l’impianto e di ricaricare le batterie tampone presenti. Dunque, per quanto riguarda la tua seconda domanda sul come fare a capire se il tuo alimentatore è abbastanza potente, bisogna effettuare un piccolo calcolo conseguibile prendendo i dati dell’antifurto:

  1. a) Prendi i dati dell’assorbimento sia a riposo che in allarme dei vari apparecchi (centralina, rilevatori e così via), rilevabili tramite le informazioni fornite dalla ditta costruttrice (ad esempio i requisiti tecnici contenuti nel manuale delle istruzioni); b) individua la capacità delle batterie tampone.

Applica la seguente formula:

Cu = (∑Cb: Tr) x 0,8 + Cr

Cu indica la corrente in uscita dall’alimentatore; ∑Cb indica la somma delle capacità di tutte le batterie tampone del sistema di antifurto; Tr indica il tempo minimo della ricarica delle batterie calcolato in ore; Cr indica il livello d’assorbimento della corrente a riposo di tutti gli apparecchi alimentati dalla centralina calcolato in Ampere. Per esempio: se si applica tale formula con una batteria tampone in centrale di 7 Ah ed un consumo complessivo a riposo di 0,2 A, ipotizzando di possedere un’ulteriore batteria tampone per la sirena auto alimentata da 2 Ah e di avere a disposizione un tempo minimo di ricarica pari a 12 ore, si otterrà il seguente risultato [(7 + 2): 12] x 0,8 + 0.2 = 0,8 A. Pertanto la centrale dovrà essere dotata di un alimentatore che fornisca per lo meno 0,8 A.

Ad ogni modo, vista la tendenza di una parte delle ditte costruttrici a gonfiare tale valore, oltre al fatto che sarebbe sempre preferibile non utilizzate l’alimentatore al massimo delle sue capacità, suggerisco di optare per una centrale con alimentazione superiore, per far sì che lavori quasi a freddo, o ancora di valersi di alimentatori esterni integrativi, in modo tale che il loro lavoro sia distribuito fra più apparecchi.

Full D1 nei DVR

Full D1 nei DVR

Domanda:

Buongiorno,

ti contatto per porvi la seguente domanda: che cosa significa e sta ad indicare la sigla FULL D1 nell’ambito dei videoregistratori digitali DVR (Digital Video Recorder)? Rappresenta un vantaggio averla? Se si in che maniera? Grazie tante per l’aiuto e per la disponibilità, resto in attesa di conoscere il tuo parere.

Cordiali saluti

Fabio

Risposta:

Buongiorno Fabio,

la denominazione Full D1 sta ad indicare che tutti i canali del dispositivo Digital Video Recorder presentano, nell’ambito della registrazione, una risoluzione di ben 704 × 576 pixel, il tutto con immagini fluide e prive di scatti. Fino ad oggi, nella stragrande maggioranza dei Digital Video Recorder, era già possibile registrare tutte le videocamere con risoluzione D1 (quindi 704 × 576 pixel), ma occorreva rinunciare a qualcosa riguardo la fluidità delle immagini, o in alternativa bisognava ridurre il livello di risoluzione. Ad ogni modo, per quanto riguarda la differenza fra il FULL D1 e un modello tradizionale, devo dire che non ce n’è moltissima, come non sono ancora tanti i dispositivi che hanno adottato tale sistema, per cui risulta abbastanza difficile ottenerle ad buon prezzo di mercato. Oltre a ciò, i professionisti del settore e le ditte professionali che si occupano di videosorveglianza, già da tempo producono e vendono i Digital Video Recorder con risoluzione Effio e HD SDI (attualmente su richiesta poiché ancora in fase di sperimentazione), che rappresentano senza dubbio il futuro. Di seguito ti propongo un esempio di videoregistratore FULL D1 con un buon rapporto qualità prezzo (link: videoregistratori DVR Full D1).

Grazie all’innovativa tecnologia EaZy Networking, programmare il registratore per visualizzare le videocamere dallo Smartphone non è mai stato così facile ed immediato: si prende il cellulare, si scatta una foto al codice posto sul videoregistratore e automaticamente si è già connessi, senza dover essere necessariamente degli esperti ed avere a che fare o impazzire con ulteriori impostazioni; quindi, una volta aggiornato il sistema di videosorveglianza, si passa in automatico al Full HD. Grazie a questa tipologia di registratore, sarà possibile anche integrare le telecamere AHD e i vecchi modelli di telecamere in formato analogico alle nuove in Full HD senza dover sostituire neanche un filo, il tutto tramite la funzione di riconoscimento automatizzato e integrato della telecamera. Ciò vuol dire che tanti tipi di telecamera andranno bene per un solo videoregistratore: un bel vantaggio sotto tutti i punti di vista! Senza contare il fatto che, da New York, da Parigi, da Londra o da qualunque altra parte della Terra, hai la possibilità di prendere in mano il tuo telefono cellulare e sorvegliare i tuoi ambienti a distanza, il tutto ad una velocità in Gigabit. L’app EagleEyes, una delle più note e importanti a livello internazionale, opera con iPhone, iPad, PC, Mac Apple e Android, così da poter collegare qualunque schermo, proiettore, monitor da computer e televisione, o ancora trasmettere le immagini registrate dalle videocamere su tutti i televisori di casa attraverso l’antenna.

Se dovessi avere ancora bisogno dei miei consigli mi trovi qui! Un saluto e auguri per tutto

Collegare contatti magnetici d’allarme

Collegare contatti magnetici d’allarme

Buon pomeriggio,

mi chiamo Federico e prima di esporti le mie domande ci tengo a farti i complimenti per il blog che gestisci, trovo molto utili e soprattutto chiare le risposte che scrivi ai tuoi lettori! Ora ti spiego in breve la mia situazione: possiedo un appartamento, all’interno ho fatto installare un sistema di allarme così composto: una centrale, un rilevatore di presenza e dodici contatti magnetici d’apertura, applicati sia sugli infissi interni che su quelli all’esterno. Circa un paio di mesi fa ho dovuto sostituire gli infissi all’interno, per cui i sei contatti magnetici sono diventati contatti da incasso. Ora, però, si devono collegare i fili… ho avuto modo di notare che nei precedenti contatti magnetici i cavi collegati erano 2, mentre in quelli nuovi ce ne sono quattro (non so se può servire specificarti che sono tutti bianchi). Secondo te, dovrei collegarne sempre e soltanto due o tutti e quattro? Spero tu possa darmi qualche buona dritta, confido in te!

Ti ringrazio tanto e ti saluto

Federico da Mantova

Risposta:

Buon pomeriggio Federico,

inizio subito dicendoti che mi fa davvero molto piacere leggere i tuoi complimenti e gli apprezzamenti sul mio lavoro e su come avvengono le risposte su questo blog, per cui sono io che ringrazio te per aver scelto questo spazio come punto di riferimento in fatto di sicurezza! Allora, entrando nel merito della tua situazione specifica, con molta probabilità i tuoi sono contatti magnetici d’apertura a doppia linea, quindi una per il tamper con funzione anti manomissione e l’altra per la funzione di allarme. Dunque, per quanto riguarda il segnale d’allarme, ti può bastare collegarne due; se invece desideri avere la possibilità di fruire anche della funzione anti sabotaggio, ti servirà collegarli tutti e quattro.

In tale contesto, però, è indispensabile capire bene quale sia la coppia di cavi per la segnalazione dell’allarme. A tal proposito, come primissima cosa e per non sbagliare, ti suggerisco di marcare i quattro cavi con alcune lettere e, usando un tester con un beep in portata Ohm x 1 (nello specifico a finestra chiusa), di collegare il cavo A ad un puntale e il cavo B all’altro. Fatto ciò dovrai aprire la finestra: se a quel punto senti il suono, puoi stare sicuro che è la coppia esatta, invece se il suono non c’è, dovrai chiudere la finestra e fare altri tentativi, sino al momento in cui non sentirai il fatidico beep. Pertanto, una volta trovata la coppia giusta, non ti rimane che collegare i fili nello stesso modo in cui erano collegati i precedenti ed il gioco sarà fatto!

Ti assicuro che è più complicato a dirsi che a farsi, per cui con un po’ di attenzione e di buona volontà non avrai problemi ad effettuare questi tentativi e a procedere nel modo giusto! Spero di esserti stato di aiuto, naturalmente se dovesse servirti altro puoi tranquillamente tornare sul blog e scrivere le tue richieste! Ti saluto e ti faccio un in bocca al lupo per il tuo sistema d’allarme

Elevate temperature e falsi allarmi

Elevate temperature e falsi allarmi

Buon pomeriggio,

mi chiamo Ferdinando, ti seguo spesso e ti faccio tanti complimenti per il tuo lavoro; quest’oggi ho deciso di contattarti per esporti la mia situazione e magari trovare in sieme una soluzione al mio problema: all’interno della mia abitazione ho un sistema di antifurto, e da un po’ di tempo a questa parte sto avendo a che fare con la manifestazione di falsi allarmi provocati dai sensori roller tapparella. Ti specifico che la mia condizione è un po’ particolare, poiché ho dei cassonetti esterni e delle tapparelle motorizzate di alluminio. A suo tempo i rilevatori sono stati collocati dentro il cassonetto con il cavo fissato sulla tapparella; i falsi allarmi si sono manifestati su determinate tapparelle e in diversi orari della giornata, sia con le tapparelle sollevate che con le stesse totalmente abbassate. Inoltre ho avuto modo di notare (cosa che credo sia il punto focale del malfunzionamento) che le tapparelle che creano problemi sono quelle esposte ad un più elevato irraggiamento dei raggi solari e che, quando si verifica l’innalzamento della temperatura, i falsi allarmi aumentano. Detto ciò, pensi possa trattarsi di un falso contatto del roller tapparella dovuto al caldo eccesivo? Come puoi ben capire, non vorrei dover utilizzare il mio impianto d’allarme soltanto durante l’inverno… Spero tanto tu possa darmi una mano a risolvere questa spiacevole situazione, mentre aspetto si conoscere la tua risposta ti ringrazio tanto per l’attenzione e ti saluto!

Cordialmente

Ferdinando

Risposta:

Buon pomeriggio Ferdinando,

prima di tutto mi fa piacere saperti un lettore interessato e ti ringrazio per i complimenti sul mio lavoro! Allora, entrando nel merito dei contenuti della tua mail, ovviamente non hai torto poiché un impianto di antifurto è fondamentale per la protezione della casa specialmente durante i mesi estivi, quando statisticamente i furti sono più numerosi, per cui vediamo ora insieme in che modo risolvere questa criticità! Allora, ti dico subito che secondo me l’analisi che hai fatto è quella giusta, con molta probabilità il problema è dovuto all’elevata temperatura che si crea dentro il cassonetto… purtroppo però, non potendo installare le schede in altri luoghi, non ti rimane che comprare un altro modello e esaminarne il funzionamento. Te lo dico perché, se il problema è di tipo elettronico, probabile che non si ripeta in prodotti di un marchio diverso.

In ogni caso, prima di procedere alla sostituzione, se vuoi effettuare un test ed essere sicuro al 100 %, ti suggerisco di provare ad isolare il prodotto con delle graffe di plastica o con l’ausilio di qualunque altro piccolo oggetto che sia in grado di distaccarlo dalla superficie del cassonetto. In realtà la temperatura non sarà chissà quanto diversa, ma tale tentativo potrebbe farti evitare la dilatazione, e dunque un corto circuito nell’ambito della rilevazione stessa. Prova a seguire questi suggerimenti e fammi sapere come andrà, comunque se dovessi avere ancora bisogno di pormi altri quesiti o di avere delle delucidazioni su ciò che ci siamo appena detti, torna pure a scrivermi senza problemi! Un saluto e a presto!

Problemi con Vodafone Station e combinatore telefonico

Problemi con Vodafone Station e combinatore telefonico

Buon pomeriggio,

mi chiamo Stefano e non molto tempo fa ho deciso di acquistare ed installare un sistema di antifurto per proteggere a 360 gradi la mia casa e la mia famiglia da ladri e malintenzionati. Ora ho deciso di scriverti poiché sto riscontrando dei problemi dovuti alla Vodafone Station 2, (il modem con la sim integrata da collegare direttamente alla presa della corrente elettrica senza dover utilizzare la chiavetta internet), e non so proprio come fare per risolverli! Ti spiego cosa succede: il dispositivo pareva funzionare in modo corretto, poi ho effettuato un test sul funzionamento del combinatore telefonico del sistema di antifurto introducendo il cavo nell’uscita line 1 della Vodafone Station, e all’improvviso, senza una palese motivazione, ha smesso di funzionare! Naturalmente ho tentato più volte, ma infilando il doppino la linea voce e la linea dati scompaiono, mentre togliendolo tutto torna a funzionare normalmente. Non ho idea del perché succeda questo… tu sapresti darmi un parere? Come posso risolvere questa faccenda? Ti ringrazio tanto per tutto, attendo di poter leggere la tua risposta!

Cordiali saluti e complimenti per il tuo lavoro!

Stefano

Risposta:

Buon pomeriggio,

e grazie tante per i complimenti Stefano! prima di entrare nel merito delle domande e del contenuto della mail, ci tengo a precisare sia a te che agli altri lettori che la Vodafone Station 2 presenta una modalità di funzionamento alquanto particolare, per cui posso dirti soltanto di provare a fare dei tentativi per comprendere e prendere in considerazione alcuni aspetti specifici di cui ti parlerò qui di seguito.

Per fare una prima ipotesi, parto dal fatto che la Vodafone Station funzioni e che sia stata installata in maniera corretta, per cui presumo ed immagino che il tradizionale telefono voce collegato al morsetto TEL 1 funzioni bene anch’esso. La mia domanda è la seguente: hai provato a telefonare con voce normale? Sussiste il tono libero? Se il responso è sì, scollegando il cavo grigio RJ dalla parte del telefono, e collegandolo al combinatore telefonico, anch’esso dovrebbe riuscire a telefonare. È vero? Altro quesito: in che modo riesci a sapere che la linea voce scompare nel momento in cui colleghi il combinatore telefonico? Ti suggerisco di effettuare una chiamata, ma prima di farlo accerta di avere escluso il controllo del tono di linea. Inoltre, quando riferisci che scollegando il cavo grigio tutto torna a funzionare normalmente, intendi dire riconnettendo il telefono?

A questo punto ti chiedo di provare a rispondere a queste domande, perché soltanto così puoi trovare una soluzione ed individuare la vera fonte del problema di malfunzionamento. Una volta fatte tutti gli opportuni tentativi del caso, torna ad aggiornarmi su cosa accade e se sei riuscito a risolvere la criticità! Naturalmente, in caso contrario, torna pure a scrivermi così proviamo a risolvere insieme in un altro modo, o in alternativa puoi sempre contattare il servizio clienti della Vodafone al numero dell’assistenza per spiegare il tutto direttamente ad un operatore oppure scrivere sul sito on line della Vodafone. Un saluto e in bocca al lupo per tutto.

Collegamento errato della sirena esterna

Collegamento errato della sirena esterna

Ciao,

mi chiamo Franco e prima di esporti la mia situazione ti faccio i complimenti per il blog, scrivi sempre risposte chiare e precise! ti illustro il mio problema: possiedo un sistema di antifurto senza fili con doppia sirena d’allarme, una all’interno e una all’esterno. Dalla centralina, inoltre, ho l’opportunità di escludere l’attivazione della sirena che si trova all’interno nel caso in cui si verifichi la mancanza dell’alimentazione elettrica. Alle folte usufruisco di tale funzione poiché mi può capitare di staccare la corrente per effettuare dei lavoretti nell’abitazione, purtroppo però non è presente la stessa funzione per la sirena all’esterno e così ogni qual volta lo faccio comincia a suonare, generando un bel po’ di disagio sia a me che ai vicini di casa! In che maniera posso evitare questo problema? Premetto che dentro c’è una batteria da 12V che non ho collegato per cercare di evitare la problematica, ma penso che non sia una buona pratica… Sbaglio? Aspetto tue notizie, e nel frattempo ti ringrazio per la consulenza.

Saluti

Franco

Risposta:

Ciao Franco,

grazie tante per i complimenti! Allora, come prima cosa dovresti fare un po’ di chiarezza su alcuni aspetti per poterti rispondere, tu possiedi una sirena esterna alla quale non hai collegato la 12V, ho capito bene? Per cui, quando stacchi la corrente elettrica, la sirena con la sola alimentazione proveniente dalla centralina comincia a suonare, giusto? Se è così, penso che rimanga soltanto la batteria della centralina ad alimentare il tutto, anche perché in caso contrario saremmo di fronte ad una sirena che parte senza alimentazione, il che sarebbe letteralmente impossibile. A questo punto ci tocca capire come possa accadere che la sirena parta quando non c’è l’elettricità… sei certo che non si tratti di un modello realizzato ad hoc?

La sirena d’antifurto, di norma, viene alimentata da un normalissimo positivo e negativo e da un “blocco” che, quando c’è, fa sì che l’avvisatore non suoni. Se tale blocco viene tolto, magari per un allarme o per il taglio dei cavi, la sirena comincia a suonare; occhio però, perché togliere il blocco non vuol dire togliere l’alimentazione. Quando manca la corrente, la batteria di centrale prosegue a fornire il voltaggio utile affinché il blocco resti alto e la sirena non cominci a suonare (la sirena si aziona soltanto se anche la batteria di centrale manca).

Detto ciò, ipotizzo che la sirena non sia collegata in maniera corretta, per cui, quando si aziona non si tratta di un allarme ma piuttosto di un’anomalia, che dovrebbe essere segnalata con un led o in alternativa con la sirena da interno, ma non con quella all’esterno! Spiegami meglio, quando si verifica un vero allarme, la sirena parte? In più ti suggerisco di verificare quanti cavi sono collegati nella sirena d’antifurto.

A questo punto il mio consiglio per te è quello di dare seguito a queste verifiche, tornando a scrivermi per aggiornarmi sulla situazione. Ah un’ultima cosa, non dimenticare di riattaccare la batteria nella sirena, è importante! Saluti e in bocca al lupo

Sensore e prove tecniche: cosa fare ancora?

Sensore e prove tecniche: cosa fare ancora?

Buon pomeriggio,

mi chiamo Tonino, non so se ti ricordi di me e della mia difficoltà con un rilevatore DUAL-IR ed un trattore: non avendo ancora risolto, torno a contattarti poiché ho fatto tutte le tarature che mi avevi suggerito nella mail precedente ma purtroppo, al transito del trattore, il rilevatore è tornato a dare problemi… Ti specifico che ho già impostato il dip switch nella modalità ON, che mi abbatte la potenza del segnale; ho verificato anche che le testine agiscano radenti alla facciata della casa ed ho regolato al minimo tramite il trimmer la profondità della rilevazione delle stesse. Ora non so più come agire, e ho deciso di contattati di nuovo per sapere se hai ulteriori consigli da darmi visto che non so più cosa fare! Devo dire con tutta franchezza che non sono sicuro al 100 % di aver tarato alla perfezione i sensori, ed ho il timore che i ladri e i malviventi possano gironzolare tranquilli e senza problemi nella mia proprietà, mentre dovrei essere soltanto io e il mio trattore a poterlo fare. Ti ringrazio nuovamente, confido in te e nei tuoi nuovi suggerimenti per venire finalmente a capo del nodo della questione!

Un saluto

Tonino da Firenze

Risposta:

Buon pomeriggio Tonino,

assolutamente, mi ricordo benissimo di te e del tuo problema! Allora, mi spiace per la tua situazione, sfortunatamente penso che sia la massa del trattore a generare il riverbero sulle onde del rilevatore, e che il calore originato dal trattore stesso interferisca in modo negativo con i fasci dell’infrarosso; se è così, cosa che ormai ritengo più che probabile, vuol dure che tale interferenza riesce a penetrare nel raggio di copertura, e di conseguenza fa sì che il sensore vada in allarme quando non dovrebbe. Senza dubbio hai agito bene, poiché ridurre al minimo la portata e quindi l’intensità del sensore è una buona soluzione, ma al contempo devi fare molta attenzione poiché tale meccanismo potrebbe in qualche modo andare a diminuire il grado di sicurezza e quindi la funzione primaria del sensore stesso.

A questo punto ti suggerisco di associare al vecchio un sensore di un’altra tipologia (per esempio i sensori con lente a tenda, che proiettano dall’alto verso il basso e che proteggono evitando i falsi allarmi), o in alternativa di variare in maniera drastica l’orientamento di quello attuale, ma devi vedere se si può fare e come va dopo! Oppure potresti installare una barriera a raggi infrarossi attiva (con fasci di raggi infrarossi a tagliare), che non dovrebbe provocare la manifestazione dei falsi allarmi, a meno che il trattore non entri nel terreno.

Pensi di poter intraprendere una di queste soluzioni che ho prospettato? Se si fammi sapere come andrà, spero tu possa risolvere finalmente la questione! Aspetto aggiornamenti, sono curioso, e naturalmente, se dovessi avere ancora bisogno di pormi altre domande o di avere ulteriori chiarimenti su quanto ci siamo detti, torna pure a scrivermi! Un saluto e in bocca al lupo per i tuoi nuovi tentativi