Sistema Nebbiogeno: buona idea oppure no?

Sistema Nebbiogeno: buona idea oppure no?

Domanda:

Salve,

mi chiamo Eleonora e possiedo negozio di ottica e purtroppo ho già subito diversi furti. Cercando delle soluzioni valide per mettere al sicuro la mia attività da ladri e delinquenti vari, ho letto dell’esistenza del sistema di antifurto nebbiogeno, che sarebbe in grado di creare una nebbia fitta facendo in modo che il malvivente non riesca a vedere nulla. Secondo te si tratta di un buona soluzione? Confido in un tuo buon consiglio, nel frattempo ti ringrazio e saluto!

Eleonora

Risposta:

Salve Eleonora,

prima di dirti se si tratta di un sistema valido o meno, faccio una piccola premessa così da rendere più chiaro il discorso sull’argomento. Nel campo dei sistemi anti intrusione ci sono due scopo prioritari da avere ben presente per proteggere in modo intelligente gli edifici, che siano case o negozi: non consentire ai malfattori di entrare, e se riescono comunque ad entrare, non devono avere l’opportunità di far nulla. Per ciò che concerne il primo obiettivo (ossia che i delinquenti non devono avere modo di entrare), il tipo di protezione da realizzare è quello a strati. Ad esempio, se si ha un ambiente esterno come un giardino, occorre difenderlo attraverso l’installazione di specifici rilevatori da esterno. Oltre a ciò occorre proteggere il perimetro, ovvero le porte e gli infissi dalla zona esterna, e come ultima cosa è necessario proteggere lo spazio interno installando dei rilevatori di movimento. Le persone che abitano in un palazzo condominiale o in un appartamento, potranno concentrarsi solamente sugli infissi e sulle porte esterne e, naturalmente, sull’area interna.

Detto ciò, nei casi in cui un ladro dovesse riuscire a introdursi, esiste un prodotto molto innovativo da prendere in considerazione: il nebbiogeno. Quest’ultimo sistema di protezione è senza dubbio un’ottima idea, specialmente nelle attività commerciali come la tua. Questi sistemi, tuttavia, presuppongono un grande difetto che ne sta limitando di molto la vendita. Ti spiego a cosa mi riferisco: per esempio, mettiamo il caso che dopo aver installato un sistema con nebbiogeno nel tuo negozio si verifichi un falso allarme imprevisto in piena notte, cosa potrebbe succedere? Una ipotesi più che plausibile è che la nebbia generata dal dispositivo comincerebbe ad espandersi per tutto il locale, come è naturale e prevedibile che sia. Il guaio in tutto ciò deriva dal fatto che alle volte questa nebbia può essere confusa per del fumo, te lo dico perché è già capitato, nella fattispecie, che in determinate circostanze i vigili del fuoco abbiano fatto irruzione distruggendo vetrate, porte o serrande blindate, ritrovandosi poi con la spiacevole sorpresa che in realtà non c’era alcuna emergenze e pericolo di incendio… Puoi capire bene che in una situazione di questo tipo il danno è doppio: per loro che sono intervenuti inutilmente mettendo in campo delle risorse inservibili, e per i proprietari che troveranno le loro attività danneggiate! Pertanto, concludendo, per rispondere alla tua richiesta ti dico sì, si tratta di una buona idea, ma per i motivi sopra elencati utilizza tutte le precauzioni del caso! Un saluto

Come attaccare i cavi alla centrale antifurto

Come attaccare i cavi alla centrale antifurto

Domanda:

Buon pomeriggio,

io mio nome è Valerio e seguo spesso questo blog poiché lo trovo interessante e soprattutto molto utile! Oggi ho deciso di contattarti per avere un buon consiglio: nel corso dell’ultimo periodo ho deciso di acquistare ed installare una centrale di antifurto per la protezione della mia abitazione, ed ho valutato l’idea di optare per un sistema filare in quanto ho avuto modo di vedere che rispetto alla versione wireless è più sicuro ed affidabile (oltre al fatto che ho già la predisposizione in casa per il via filo). Devo ammettere però di non avere moltissima dimestichezza con questa tipologia di intervento, per questo vorrei capire con il tuo aiuto in che modo devo attaccare i cavi alla centrale d’allarme e ai vari elementi che compongono l’impianto. Inoltre ti chiedo di indicarmi il nome di una azienda esperta nel settore (preferibilmente nel Lazio), alla quale potermi rivolgere per effettuare l’acquisto senza incorrere in perdita di denaro e di tempo, e soprattutto che sappia seguirmi passo passo! Attendo di sapere come fare, nel frattempo ti ringrazio vivamente per l’aiuto e per la tua disponibilità.

Un saluto

Valerio

Risposta:

Buon pomeriggio Valerio,

devo dire che il collegamento dei cavi alla centrale d’allarme è, in linea di massima, standard a livello teorico. Per quanto riguarda invece l’atto pratico, potresti invece ritrovarti ad avere a che fare con funzioni differenti e schemi elettrici non intuitivi e particolareggiati. A tal proposito il mio suggerimento per te è quello di puntare su una e studiarne bene tutte le specifiche tecniche, in questo modo vedrai che poi il resto lo capirai senz’altro meglio. Detto ciò, a questo punto ti invito ad acquistare tutta l’apparecchiatura presso un rivenditore serio di professionisti nel settore, dove ci sia un operatore competente che sia disposto ad aiutarti e a seguirti man mano. Infine, per rispondere alla tua domanda su una ditta valida alla quale affidarti per l’acquisto. E pensa che ora, e lo stesso vale per molti dei miei colleghi, faccio il tecnico d’antifurto di mestiere ed acquisto regolarmente da loro, perché sono sempre affidabili, innovativi e garantiscono un’assistenza straordinaria e senza eguali, ancor di più se si prendono in considerazioni le aziende concorrenti attualmente sul mercato dei prodotti per la sicurezza. Entrando nel merito della tua richiesta specifica, puoi dare un’occhiata alla loro centralina Vision 8, si tratta di un prodotto altamente innovativo, con un ottimo rapporto qualità prezzo, molto piacevole a livello estetico, completa di tutto, semplice da usare e gestire e con un ampio spazio e margine per effettuare i vari collegamenti.

Contatto magnetico per ferro

Contatto magnetico per ferro

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Ivan e ti scrivo per chiederti se secondo te può andar bene qualunque tipo di contatto magnetico d’apertura per un portone o un infisso di ferro oppure ci sono delle differenze da prendere in considerazione a seconda del materiale su cui si installa il dispositivo d’antifurto. Attendo di conoscere la tua idea in merito, nel frattempo ti saluto e ringrazio!

Ivan

Risposta:

Buon pomeriggio Ivan,

prima di entrare nel merito della tua specifica richiesta, credo sia il caso di spiegare brevemente che cosa sono i contatti magnetici d’apertura e quali le loro funzioni: si tratta di piccoli apparecchi che vanno applicati sui due battenti della porta o della finestra che si intende mettere in sicurezza. L’obiettivo? Far sì che, nell’istante in cui vengono allontanati a causa dell’apertura della porta o dell’infisso, si verifichi il blocco del campo magnetico generato. Pertanto il loro scopo, non appena viene rilevata l’apertura non voluta, è quello di inviare un segnale alla centralina d’antifurto (filare o wireless che sia), così che essa stessa possa far scattare l’allarme anti-intrusione. Per quanto riguarda l’aspetto estetico, il contatto magnetico può avere forme diverse: rettangolare, cilindrica o con un’apposita filettatura nel caso di innesto delle viti. Ad ogni modo si presentano con dimensioni ridotte, discreti e non invasivi, i quanto una volta tinteggiati dello stesso colore dell’infisso e della porta, si adattano alla perfezione con lo stile dell’arredamento del luogo in cui vengono installati. Si parla di apparecchi economici e ed efficaci nel riconoscere le intrusioni da parte di ladri e malviventi. Infine, per ciò che concerne la componentistica dei sistemi d’antifurto per le case o per gli uffici, ne bastano anche soltanto un paio, naturalmente di polo opposto.

Detto ciò, tornando alla tua domanda specifica sui contatti magnetici e sul materiale per l’installazione, la risposta è no, non va bene qualsiasi modello di contatto magnetico per l’applicazione su una porta o un infisso in ferro. Difatti esistono varie tipologie di contatti, alcune sono opportune per l’installazione sulle superfici ferrose, mentre altre rischiano di smagnetizzarsi con il tempo nel caso di una installazione similare. Detto ciò, per non fare la scelta sbagliata, ti consiglio di chiedere il parere di un rivenditore esperto e professionale per farti consigliare il rilevatore migliore, soprattutto perché come ho accennato sopra ci sono in commercio contatti magnetici d’apertura di varia forma, isolamento e potenza che si adattano in modo migliore ai diversi contesti. In riferimento a quanto appena detto.

UPS rotto: come rigenerarlo

UPS rotto: come rigenerarlo

Domanda:

Ciao,

mi chiamo Gabriele e ti scrivo per chiederti come bisogna agire quando si ha a che fare con un USP danneggiato… devo necessariamente comprarne uno nuovo oppure posso sistemarlo? Se si in che modo si può rigenerare? Aspetto di conoscere la tua idea in merito, e nel frattempo ti ringrazio tanto per l’attenzione e per aiuto che mi dedicherai nella risposta.

Cordiali saluti

Risposta:

Ciao Gabriele,

Capita spesso di sentir parlare di USP o gruppo di continuità, in particolar modo nel campo delle applicazioni informatiche, al tempo stesso però è difficile che si sappiano con esattezza tutti i benefici che questo dispositivo è in grado di apportare, come poter effettuare la scelta migliore in base alle proprie specifiche necessità di sicurezza o ancora come poter calcolare il livello ideale di potenza utile ad un corretto e duraturo funzionamento nel tempo. L’USP, ovvero il gruppo statico di continuità, dalla dicitura in inglese Uninterruptible Power Supply, è un apparecchio usato per mantenere alimentati a livello elettrico in corrente alternata apparecchiature elettriche in modo costante. Si tratta di uno strumento indispensabile laddove ci siano dei dispositivi elettrici che non devono, in alcuna circostanza, restare senza corrente (per esempio in arre pubbliche come nosocomi, centrali e così via), poiché se ciò si verificasse si provocherebbe una inefficienza più o meno onerosa a seconda dei casi. Risulta molto utile anche nei Paesi in cui si verificano vari e sistematici black out. Dopo questo breve excursus generico sull’USP, devo dire che spesso questo apparecchio ci salva ore e ore di lavoro, e protegge con efficienza gli impianti di videosorveglianza in mancanza di corrente elettrica.

I gruppi di continuità restano attivi ed operano senza soste 24 ore al giorno, e presentano pertanto un loro specifico ciclo di durata. Per tale motivo, dopo alcuni anni, anche gli USP danno il ben servito, tuttavia non sono del tutto spacciati, e in taluni casi c’è una maniera per rigenerarli: è sufficiente cambiare le batterie presenti al loro interno. Il gruppo di continuità, difatti, è in sostanza formato da diverse batterie e da un carica batterie: se ci armiamo di un cacciavite e apriamo il gruppo di continuità stando ben accorti a ricordare l’ordine delle viti e dei vari elementi, scorgeremo facilmente e rapidamente una o più batterie, spesso legate fra loro grazie ad alcuni connettori. A questo punto, una volta sfilati questi connettori, sarà possibile vedere la batteria contenuta all’interno. Di solito tale batteria è una ricaricabile a piombo da 12 V e con un differente amperaggio in base alla misura; fatto ciò non servirà altro che leggere di fianco alla batteria stessa le specifiche tecniche e chiamare un distributore di prodotti per sistemi di antifurto per comprarne di nuove. Una volta rimosse le vecchie e sostituite con le nuove batterie, basterà richiudere il tutto per far sì che il nostro gruppo di continuità si rigeneri e torni come nuovo. Spero di aver risposto alla tua domanda in maniera chiara e puntuale, per qualsiasi altra questione mi trovi sempre qui!

Telecamera via internet e videoregistrazione

Telecamera via internet e videoregistrazione

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Gianfranco e da un po’ di tempo a questa parte sto valutando l’idea di acquistare ed installare un sistema di videosorveglianza che mi permetta di proteggere la mia proprietà e di avere tutto sotto controllo soprattutto quando sono lontano da casa, cosa che accade spesso per via del mio lavoro. A tal proposito vorrei dotarmi di una o più telecamere che mi consentano di visionare le immagini via internet e possibilmente anche registrarle direttamente sul mio pc. Hai qualche buon consiglio da darmi in proposito? Su quali prodotti dovrei orientarmi? Inoltre hai da suggerirmi il nome di una ditta serie ed esperta nel settore che mi possa offrire prodotti di qualità ed assistenza tecnica professionale? Ti ringrazio per la disponibilità e per l’aiuto che mi darai!

Cordiali saluti

Gianfranco da Torino

Risposta:

Buon pomeriggio Gianfranco,

nell’ambito della tua richiesta specifica, loro hanno una videocamera molto innovativa e performante per la visualizzazione delle immagini da internet. Posso dirti per esperienza personale che le telecamere delle aziende concorrenti, in realtà, richiedono tutte impostazioni non poco difficoltose e macchinose, o ancora presuppongono servizi sia gratuiti che a pagamento come ad esempio il DDNS o l’IP statico e così via. Le IP camera network della speciale tecnologia denominata “Plug & Play”: ciò vuol dire che, una volta effettuato il collegamento della telecamera al router, il gioco è praticamente fatto, senza alcuna impostazione aggiuntiva né altri interventi!

Per via di questa vantaggiosa caratteristica, questa telecamera risulta adatta a tutte le esigenze di sicurezza, sia per coloro i quali desiderano effettuare da soli il montaggio, sia per chi si rivolge all’installatore esperto, il quale ha la possibilità di risparmiare il 50 % del tempo dovuto alle programmazioni, e non avere nessuna problematica di supporto o assistenza tecnica. Dunque un beneficio sia per il cliente che per l’operatore che interviene! In più, inclusa nella confezione della videocamera, viene offerto un software innovativo utile per gestire in contemporanea sino a 16 telecamere di videosorveglianza via internet, con la possibilità per l’utilizzatore di visualizzare, ascoltare, registrare e rivedere i filmati comodamente e senza intoppi dal proprio computer. Si tratta di un apparecchio ideale sia per gli esperti che per i meno esperti, perciò adatto per tutte le persone che ricercano un prodotto qualitativamente valido al giusto prezzo, e che al contempo consenta di evitare criticità o seccature in tutte le fasi di installazione.

Spero di averti fatto una panoramica chiara e puntuale sull’argomento, comunque se dovesse servirti ancora il mio parere puoi tornare tranquillamente a scrivermi. Un saluto e in bocca al lupo per il tuo sistema di videosorveglianza!

Proteggere il DVR con un armadietto

Proteggere il DVR con un armadietto

Non a tutti capita di pensare a cosa accadrebbe se nel corso di un furto o di un atto vandalico, i malviventi dovessero rovinare il nostro Digital Video Recorder, ovvero l’oggetto che contiene e preserva le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Di solito la prima cosa che gli utenti fanno è collocare il videoregistratore in un punto di difficile accesso, come per esempio al di sopra di un mobile alto. Di fatto però, nella maggior parte dei casi, questo metodo si rivela per nulla sicuro e senza dubbio scomodo per il proprietario del dispositivo, poiché il registratore deve essere sempre accessibile per scaricare le immagini, per adoperarsi nella programmazione o più semplicemente per modificare l’ora. Al malintenzionato, invece, basterà poco per capire il luogo in cui è installato il DVR, anche se ben occultato. Per sopperire a questa esigenza sono stati ideati degli appositi armadi per contenere in totale sicurezza i Digital Video Recorder per la videosorveglianza. Si tratta sì di un costo in più, che tuttavia può rivelarsi spesso necessario, in particolar modo nei casi in cui il sistema di videosorveglianza viene applicato nei condomini, nei supermercati o negli ambienti accessibili a tante persone. Realizza in casa armadi per i Digital Video Recorder su misura: si tratta di un tipo di progettazione che nasce da una lunga esperienza sul campo, con accortezze funzionali ed esteticamente eleganti, per un intervento pulito oltre che estremamente sicuro.

L’Armadio-TVCC, ossia l’armadio di sicurezza blindato per la videosorveglianza viene realizzato su misura per serbare e salvaguardare in piena sicurezza tutti gli apparecchi del sistema di videosorveglianza (ideale soprattutto per installazioni in condomini, box, aziende e così via). Questo armadietto, costruito dall’azienda artigianalmente, presenta delle innovazioni e delle tecnologie che nascono proprio dalle esigenze e dalle richieste dirette da parte degli installatori. Entrando nello specifico delle caratteristiche, grazie alla presenza di feritoie collocate lateralmente, il sistema di videosorveglianza sarà in grado di “respirare”, assicurando lunga durata agli apparecchi. La chiusura di lato e i paletti sia sopra che sotto rendono la struttura sicura e protetta dagli eventuali attacchi di malintenzionati e vandali. La staffa, oltre ad essere orientabile su misura, è già programmata per il display, il tutto con carrello estraibile per il registratore, slot dedicato per il box di alimentazione e gruppo di continuità. Tutti gli apparecchi sono posti in maniera assolutamente ordinata e professionale, e senza alcun sobbalzo. I loro installatori sanno perfettamente quali sono le difficoltà alle quali si incorre per il passaggio dei cavi nelle casseforti convenzionali, per cui tramite l’uso di un apposito canale passa cavi posteriore ed uno specifico condotto per la canalina, sono in grado di rendere l’installazione facile, ordinata e soprattutto efficace. Tale armadietto di sicurezza blindato di videosorveglianza, inoltre, è predisposto con un doppio sistema d’installazione, dunque con appoggio sulle gambe e/o attraverso l’ancoraggio sulla parete; se le gambe non dovessero servire, si potranno svitare senza problemi ed in qualunque momento.

Antifurto per le grate

Antifurto per le grate

Domanda:

Buongiorno,

mi chiamo Mariano e ti domando, in questo momento, quali sono i sistemi di antifurti o i sensori giusti per la protezione delle grate di sicurezza? A chi posso rivolgermi per fare un acquisto sicuro e conveniente? Grazie infinite per la risposta che mi verrà data!

Cordiali saluti

 

Risposta:

Buongiorno Mariano,

Al momento in commercio esistono diverse soluzioni per la protezione delle grate, le tre principali te le propongo di seguito.

a) I contatti magnetici d’apertura: rappresentano il sistema di sicurezza probabilmente più utilizzato e spesso anche il più utile e funzionale. Quando si verifica l’apertura delle grate, questi sensori fanno partire l’allarme. Di contro, se un malintenzionato riuscisse segare le barre delle grate, i sensori non riceverebbero nessun avviso e per questo non invierebbero la segnalazione d’allarme.

b) I contatti inerziali o di vibrazione: se un malintenzionato tentasse di colpire o di tagliare le grate, questi sensori darebbero subito l’avviso d’allarme facendolo partire. Questi sensori, però, devono essere di eccellente qualità, poiché si tratta dei dispositivi più delicati e più soggetti alla manifestazione dei falsi allarmi ove non fossero di buona fattura e installati nella maniera corretta e nel luogo giusto. È molto consigliato, in abbinamento, anche il modulo per la regolazione della sensibilità di vibrazione, indispensabile per far partire l’allarme.

c) Le barriere o i volumetrici da esterno: si tratta della soluzione probabilmente più costosa e allo stesso tempo anche più delicata, poiché tutto quello che si trova in ambiente esterno può essere di frequente soggetto alla manifestazione dei falsi allarmi causati ad esempio dal passaggio degli animali, dalle piante o dagli oggetti mossi dal vento e così via, e può essere attaccato più facilmente dai ladri. Risulta dunque importante proteggere questa tipologia di sensore tramite dei collegamenti anti manomissione, e montarli soltanto nei punti adatti, scegliendo sempre dei prodotti di qualità che abbiano dei filtri specifici per gli animali e per la rilevazione dei movimenti.

Detto ciò, sin potrebbe dire senza troppi problemi che la miglior soluzione per questa tipologia di protezione delle grate è rappresentata dall’applicazione dei contatti magnetici d’apertura in abbinamento a dei buoni sensori inerziali di vibrazione, così da poter raggiungere una protezione completa con zero imprevisti e ad un prezzo accessibile. Tutte e tre le soluzioni che ti ho appena illustrato, con il grosso vantaggio di avere il miglior sensore di vibrazione inerziale presente attualmente in commercio (ti specifico che questo prodotto è di loro produzione), oltre ad una serie di sensori magnetici d’apertura adatti alle più svariate esigenze di sicurezza (questi ultimi sono di loro importazione e marcatura). Questa azienda, leader nel settore, offre anche le barriere e i sensori volumetrici da esterno a tripla tecnologia, dotati di filtri anti animali che arrivano sino ad un massimo di 20 chili, e una intelligenza artificiale capace di adattarsi al meglio alle variazioni esterne della temperatura.

Inseritori sistema antifurto

Inseritori sistema antifurto

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Lorenzo e non molto tempo fa mi sono fatto fare da un installatore un preventivo per un impianto di antifurto da installare per la protezione del mio appartamento da ladri e malintenzionati. Questo sistema prevede l’installazione di un “inseritore antifurto” tramite le chiavi elettroniche. Secondo te e la tua esperienza sul campo, è sicuro o sarebbe preferibile l’uso di una tastiera? Sono molto indeciso, e leggendo qua e là ci sono talmente tante informazioni generiche e tecniche che non sono riuscito a prendere una decisione definitiva. Pertanto spero tu possa aiutarmi a chiarirmi le idee. Nel frattempo ti saluto e ringrazio per il tempo che mi dedicherai nella risposta!

Lorenzo da Rimini

Risposta:

Buon pomeriggio Lorenzo,

di solito il funzionamento di un impianto di sicurezza per la casa è concepito in modo semplice e intuitivo per facilitare gli utilizzatori finali. Riuscire ad optare per un sistema sicuro e all’altezza delle alle proprie specifiche necessità, è importante prestare attenzione alle caratteristiche dei vari sistemi di controllo per attivare e disattivare l’impianto stesso. Come succede a molti dei miei lettori interessati all’argomento, probabilmente la tastiera l’avrai vista un sacco di volte nei film americani, questo aspetto magari può fartela apparire come più familiare e più sicura… senza dubbio si tratta di un validissimo dispositivo per l’attivazione e disattivazione del sistema di antifurto, anche se in realtà la chiave elettronica assicurano una maggior sicurezza e anche più praticità. Parliamo infatti semplicemente di infilare e sfilare la chiave in una toppa. Le chiavi elettroniche, negli sistemi di allarme più performanti e di qualità, in pratica modificano il codice a ciascun inserimento, o in alternativa presentano una codifica a 32 bit o più (ciò significa che garantisce miliardi di possibili combinazioni: un vero grattacapo per i ladri, anche per quelli più esperti), e risultano perciò impossibili da copiare.

Per quanto riguarda la tastiera, invece, quest’ultima risulta più lenta per le caratteristiche intrinseche del proprio meccanismo: ogni volta che ne hai bisogno, infatti, devi digitare il codice (senza commettere errori) e pigiare il tasto per la conferma. In tutto questo, ovviamente, se qualche malintenzionato riesce a spiare il tuo codice, sarà in grado di replicarlo ed introdursi con estrema facilità e senza ostacoli nel tuo appartamento! Tanti utenti che non vogliono rinunciare né all’una né all’altra tecnologia, decidono di farsele installare entrambe (quindi sia inseritori antifurto che tastiera), ma come ti ho specificato prima, secondo il mio parere e la mia esperienza sul campo, i sistemi con le chiavi elettroniche sono molto più rapidi e sicuri. Infine, nel caso in cui dovessi smarrire la chiave elettronica, niente paura: basterà cancellarla e riprogrammarne una nuova senza incorrere in pericoli o altro. Quindi, ricapitolando, la chiave elettronica è un dispositivo tra i più apprezzati poiché pratico ed efficace; include al suo interno un codice selezionato fra combinazioni infinite, che si può in ogni caso reimpostare nei casi in cui la chiave venga smarrita. Un saluto e auguri per il tuo nuovo impianto di antifurto!

Sensori per le tapparelle: come funzionano

Sensori per le tapparelle: come funzionano

Domanda:

Buongiorno,

mi chiamo Loredana e ti scrivo perché avrei bisogno di qualche informazione, vorrei acquistare ed installare un sistema di antifurto all’interno del mio appartamento situato al secondo piano di una palazzina condominiale al centro di Novara, dando maggior attenzione alla protezione delle mie sei finestre poiché sono particolarmente esposte e vulnerabili. Leggendo qua e là e domandando in giro ho avuto modo di capire che in commercio vengono proposti dei sensori da installare direttamente sulle tapparelle per rilevare eventuali tentativi di intrusione. Sapresti dirmi come funzionano questi dispositivi e in che modo si devono installare? Secondo te rappresentano una valida soluzione per mettere in sicurezza le varie aperture della casa? Ti ringrazio tanto per i consigli e per l’aiuto che vorrai darmi, aspetto di conoscere il tuo parere.

Cordiali saluti

Loredana da Novara

Risposta:

Buongiorno Loredana,

parto subito dicendoti che senza dubbio i sensori di cui parli, ovvero quelli specifici per le tapparelle, rappresentano degli ottimi dispositivi per rilevare i tentativi di furto ed effrazione da parte di ladri e malintenzionati, al tempo stesso però risultano un poco difficili da installare, per questo servono delle piccole accortezze che ora ti illustrerò.

Per ciò che concerne il loro funzionamento, questi sensori sono l’ideale per controllare e tutelare sia le tapparelle che le serrande e le saracinesche, in quanto hanno la capacità di far scattare l’allarme non appena un ospite indesiderato tenti di sollevare, strappare, tagliare o più in generale di danneggiare l’avvolgibile; quest’ultimo si può lasciare a qualunque altezza, poiché i sensori mantengono la memoria della loro ubicazione di partenza. I sensori per le tapparelle al di fuori appaiono come delle piccole cordicelle che al loro interno celano uno “switch” (ovvero un mini interruttore) fornito di una lamella. La corda, ruotando, va a sbattere su tale mini interruttore, generando così delle chiusure e delle aperture della lamella stessa. I sensori vanno posti all’interno del celetto, ed occorre tirar giù la corda assicurandola sull’ultima toga della tapparella: per cui, nel momento in cui si verifica il sollevamento indesiderato della tapparella, il sensore fa partire l’allarme.

Invece, quando sopra ti accennavo alle difficoltà che si possono incontrare quando si installa questa tipologia di sensori, riguardano il fatto che, se non vengono installati nella maniera corretta (e non è sempre semplice), la corda va a sfiorare il telaio della finestra e con il passare del tempo, la corda può rovinarsi sino a rompersi. Altra criticità che si potrebbe incontrare riguarda, ad esempio, il fatto che i cavi che si portano per il sensore, potrebbero andare a finire all’interno del rullo. Detto ciò, risulta chiaro come sia preferibile, avendo a che fare con questo tipo di installazione e caratteristiche, rivolgersi a tecnici esperti che sappiano come agire. Ad ogni modo, i sensori per le tapparelle funzionano bene e rappresentano un eccellente sistema di antifurto per la protezione ottimale dei punti di accesso delle abitazioni. Se dovesse servirti sapere altro su questo argomento o ulteriori chiarimenti su quanto scritto, torna pure a contattarmi! Saluti

Sensore wireless protezione box in lamiera: come fare

Sensore wireless protezione box in lamiera: come fare

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Giorgio e di recente ho acquistato e fatto installare un impianto di antifurto con sensori perimetrali da esterno senza fili per la protezione della mia abitazione. Nell’ultimo periodo, purtroppo, nella mia zona si sono verificati diversi furti ai danni di garage e rimesse, pertanto vorrei realizzare anche una buona protezione del mio box auto (il materiale con cui è costruito è principalmente lamiera) con un rilevatore interno volumetrico sempre via radio. L’installatore al quale mi sono rivolto, però, mi ha detto che la tecnologia wireless dentro il box in lamiera non può funzionare correttamente per via della presenza del ferro che ha la capacità di limitare la propagazione delle onde radio. Tuttavia, da quello che so, la versione alternativa via cavo risulterebbe, oltre che difficoltosa, anche parecchio dispendiosa. Come posso fare per risolvere questa situazione? Hai da suggerirmi una soluzione wireless che possa andar bene per il mio box senza dover spendere una fortuna? Confido nei tuoi consigli, nel frattempo ti ringrazio e saluto

Giorgio

Risposta:

Buon pomeriggio Giorgio,

prima di tutto ti ringrazio per questa domanda, poiché mi dà la possibilità di argomentare su una tematica che può interessante a tanti utenti che come te hanno la necessità di proteggere il proprio box. Entrando nel merito della tua situazione specifica, devo dire che l’installatore a cui ti sei rivolto non ha torto quando afferma che il rilevatore wireless all’interno di un box in lamiera non potrebbe funzionare al meglio, poiché come hai già riferito tu nella mail, il materiale di ferro bloccherebbe la trasmissione necessaria delle onde radio. Detto ciò il consiglio che posso darti, a dirla con sincerità, non è proprio il più appetibile e raffinato, ma penso sia l’unica maniera per non farti passare il cavo e per non subire problematiche in fatto di portata. A questo punto dovresti comprare, bada bene dello stesso marchio del tuo sistema di antifurto, un trasmettitore via radio del modello che presenta l’uscita filare NC (NORMALLY CLOSED, ovvero contatto normalmente chiuso); di solito in commercio i contatti magnetici d’apertura wireless vengono proposti già dotati di tale contatto cablato, per cui sarà molto facile reperirlo.

In sostanza, lo scopo è quello di posizionare tale trasmettitore all’esterno, così da non dover avere a che fare criticità nella ricezione (ovviamente, per far si che il tutto vada come deve andare, un minimo deve essere schermato dalla lamiera e deve essere ben inscatolato per non pigliare l’acqua), e di collegare l’ingresso NC del sensore volumetrico interno proprio con il trasmettitore. In questa maniera avresti la possibilità di sfruttare il collegamento via radio, e di poter installare il rilevatore volumetrico interno senza dover realizzare tracce e trasformare in alcun modo il circuito. Spero di averti fatto un quadro chiaro ed esaustivo delle opzioni che hai per risolvere il problema, fammi sapere come andrà seguendo questa soluzione, e se dovessi avere altri dubbi o domande da pormi torna pure a scrivermi! Un saluto e a presto