Sensori interrati: cosa sono e come funzionano?

Sensori interrati: cosa sono e come funzionano?

Oggi vi presentiamo un breve approfondimento su un argomento di cui si parla abbastanza poco: i sensori d’allarme interrati. Infatti, la curiosità riguardo questi dispositivi è alta e molte sono le domande che ci ponete. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere.

Tra le varie tipologie di sensori di allarme presenti sul mercato vi sono anche i sensori interrati. La principale caratteristica di questi componenti è quella di essere installati sotto il terreno e di inviare un allarme quando vengono calpestati. La loro efficacia è alta e, inoltre, sono perfettamente adatti per proteggere aree estese e di elevata rilevanza, come centri militari, culturali, ecc. Sono molto indicati anche per aziende e le abitazioni con giardino. Va detto, però, che a causa del loro costo piuttosto elevato, raramente vengono utilizzati da semplici privati.

Nel dettaglio, come funzionano questi dispositivi? In pratica, i sensori interrati, quando sonno attivi, creano un campo magnetico in grado di percepire le vibrazioni del terreno sovrastante. Qualora decidiate di installare questi sensori antifurto interrati, fate molta attenzione a porre una corretta taratura. Tarandoli a dovere eviterete che, al passaggio di un piccolo animale, scattino fastidiosi ed inutili falsi allarmi.

Inoltre, potrete installare questa tipologia di sensori in qualsiasi terreno senza problemi, come la terra battuta, asfalto, prato, porfido. La loro copertura è uniforme, resistono fortemente agli agenti atmosferici e sono invisibili all’occhio umano.

Qualora abbiate la necessità di raggiungere un grado di protezione maggiore, potrete utilizzare questi componenti insieme alle barriere perimetrali infrarosso e a un sistema GPS.

I sistemi di videosorveglianza nei condomini

I sistemi di videosorveglianza nei condomini

La videosorveglianza nei condomini è uno di quei temi caldi su cui conviene restare sempre aggiornati. Infatti, di privacy e sicurezza si parla tanto e sono tante le accortezze da seguire per fare tutto secondo le regole. Soprattutto perché le regole cambiano spesso. Recentemente, infatti, è stata approvata dal Parlamento una nuova normativa. Da ora è possibile installare dei sistemi di videosorveglianza con la sola maggioranza e non più con l’unanimità totale dei condomini.

Ciò significa che, da ora, l’amministratore condominiale, dopo l’assemblea si è espressa e facendosi carico delle misure previste per la tutela dei dati personali dal provvedimento generale del Garante in materia di videosorveglianza, può dare il via alle procedure per l‘installazione di un impianto di videosorveglianza. Questa installazione, però, deve necessariamente rispettare le seguenti semplici regole:

  • l’affissione di cartelli che segnalano la presenza dell’impianto;
  • la definizione dei tempi di conservazione delle immagini acquisiste;
  • l’individuazione dei soggetti addetti alla visione delle immagini;
  • la nomina di un responsabile del trattamento delle immagini.

Inoltre, se richiesto, è necessario richiedere una verifica preliminare al Garante della Privacy.

L’amministratore condominiale ha una grande responsabilità, poiché, nel caso in cui anche solo alcuni di questi adempimenti non venissero rispettati, si finirebbe per incorrere in sanzioni amministrative, penali e civili.

Altro aspetto da rimarcare è che quanto detto sopra esclude ugualmente tutti quei sistemi di videosorveglianza installati per la protezione di spazi privati. Parliamo ad esempio di cantine, garage, box auto, appartamenti. In queste circostanze, infatti, resta l’obbligo di adottare le previste cautele a tutela di terzi.

Videosorveglianza in condominio

Videosorveglianza in condominio

La sicurezza delle nostre case rispetto alle effrazioni e agli atti vandalici rappresenta, oggigiorno, una tematica molto calda e soprattutto attuale. Mentre in passato le persone frequentemente risiedevano nelle proprie abitazioni spesso e volentieri con la aperta d’ingresso aperta, attualmente per diverse ragioni ciò risulta quasi sempre impensabile. Impianti di antifurto e porte blindate vengono installati sempre più spesso in tantissime case. In questo contesto l’ideale, ovviamente, sarebbe fare in modo che i ladri alla porta neanche ci sopraggiungano, o, nel disgraziato caso in cui riescano a portare a termine un furto, vengano poi rapidamente identificati. Per ciò che concerne queste ultime due questioni, attualmente la tecnologia ci consente di installare a costi contenuti, sistemi per la videosorveglianza, soprattutto all’interno dei condomini sta divenendo piuttosto consueta.

Nelle aree comuni del condominio, e in special modo nelle zone topiche quali per esempio la porta d’ingresso e i corridoi d’accesso, vengono posizionate le telecamere connesse via cavo schermato oppure con linea LAN (se digitali) ad un altro ambiente, per esempio una camera comune, dove vengono installati gli altri dispositivi che compongono il sistema. In tale contesto avremo il videoregistratore digitale Digital Video Recorder di videosorveglianza, che ha il compito di connettere le telecamere presenti e di registrarne i video. Le immagini si potranno registrare in continuo oppure soltanto nel momento in cui il software del dispositivo capta la presenza di corpi in movimento all’interno del raggio d’inquadratura. Il Digital Video Recorder è generalmente fornito di modem per la connessione ad Internet, che permette la visualizzazione delle riprese anche a distanza. Il monitor completa la dotazione di base del sistema per la videosorveglianza condominiale. Decisamente utile, negli impianti per condominio, è la presenza di telecamere connesse al Digital Video Recorder attraverso Wi-Fi; tale meccanismo permette di sottrarsi alle connessioni fisiche, ovvero agli interventi di muratura per creare le tracce per i cavi.

Un’altra questione fondamentale per i sistemi di videosorveglianza nei condomini risulta quella legale, sia per quanto riguarda la Privacy, sia per il processo di approvazione e di installazione del sistema stesso. Fortunatamente, a definire la situazione, ci ha pensato la legge del 18 giugno del 2013, denominata “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici”. Attraverso questa legge viene stabilito che anche per l’installazione di un sistema per la videosorveglianza devono dare parere favorevole almeno il 50 % dei membri dell’assemblea di condominio, i quali devono però avere almeno il 50 % dei millesimi. Per ciò che concerne la questione della Privacy, anche per il sistema di videosorveglianza nel condominio vigono delle specifiche regole previste nei provvedimenti del 29 aprile 2004 e dell’8 aprile 2010, relative ai filmati nelle zone comuni, specialmente condominiali. Tra le norme da seguire, una decisamente discussa riguarda la reale necessità di questa tipologia di sistemi di sicurezza, i quali potrebbero interferire con l’abituale condotta dei condomini e dei cittadini che entrano nell’ambiente condominiale. Pertanto l’installazione di un sistema per la videosorveglianza risulta legittimo soltanto se altri impianti di allarme non sono adottabili, oppure nel caso in cui si siano già verificati vicende di furti o di effrazioni.

Allarme via cavo o via radio: questo è il dilemma!

Allarme via cavo o via radio: questo è il dilemma!

Sono in molti a scrivere e a chiedere quale sia il sistema antifurto migliore tra uno via radio e uno via cavo. Via cavo o via radio, quale scegliere? La risposta, però, non è mai semplice, anche se spesso finiamo per consigliare, se ci sono tutti i presupposti per farlo, di preferire quella via cavo. Cerchiamo di capire meglio, però, tutta la questione.

Infatti, nonostante ciò che abbiamo scritto appena sopra, i sistemi antifurto via radio, ossia wireless, sono comunque ottimi prodotti, ovviamente sempre che si parli di sistemi certificati e garantiti. Tuttavia, non possiamo dimenticare che possono rivelarsi inadatti se vengono installati in situazioni poco consone.

Questo perché sarebbe opportuno montare un sistema d’allarme via radio in locali non troppo grandi e mai in strutture che si sviluppano su più piani. In queste circostanze, il nostro consiglio sarebbe quello di affidarsi ad un sistema misto, ossia sia con e senza fili. Un altro aspetto da considerare è che i sistemi via radio sono più costosi rispetto a quelli via filo, perché i componenti e i sensori dei sistemi non filari risultano più cari. Non solo, sono anche più soggetti ai falsi allarmi.

Gli allarmi via cavo, al contrario, sono più affidabili per quanto riguarda la rilevazione d’intrusione; offrono sensori più performanti; hanno bisogno di una manutenzione minore e, infine, sono meno soggetti a manomissioni.

Queste, ovviamente, sono considerazioni fatte in linea generale, mentre la scelta va fatta caso per caso. Ogni utente, in base alle proprie esigenze e le proprie necessità, sceglierà quello che fa al caso proprio. Questo consiglio che vi stiamo per dare, però, vale sempre: optate per prodotti venduti da aziende autorizzate e serie, che siano in grado di assicurarvi una garanzia sul prodotto di almeno due anni, che offrano un’assistenza sia durante che dopo la vendita, ma soprattutto che assicuri qualità!

Videosorveglianza: i vantaggi del controllo da remoto

Videosorveglianza: i vantaggi del controllo da remoto

Nell’era contemporanea, come ben si sa, Tablet e Smartphone sono sempre più protagonisti delle nostre vite: tutto, oggigiorno, risulta più smart, semplice e possibile. Anche il settore dei sistemi per la videosorveglianza ha allargato da un bel po’ le prospettive in direzione delle svariate possibilità che la tecnologia è capace di offrire a tutti. Per esempio, il controllo a distanza della propria casa fa toccare livelli di serenità e di sicurezza notevolmente elevati, non soltanto per ciò che riguarda le abitazioni private ma anche per gli ambiti professionali come i negozi, gli uffici, le aziende, i locali commerciali e così via. Smartphone e Tablet ci forniscono la capacità di godere, in modo intuitivo, di servizi che in passato non si potevano neanche immaginare; lo stesso discorso vale per gli impianti di videosorveglianza, in quanto questi dispositivi, in passato appannaggio di poche realtà, attualmente consentono a tantissimi utenti di monitorare le case o le attività commerciali da remoto, perfino da altri Stati. Tutto ciò risulta possibile, per l’appunto, grazie al controllo a distanza, che estende di gran lunga il grado di sicurezza e dà l’opportunità di avere sott’occhio l’edificio usando pochi ma semplici apparecchi.

Dopo aver definito il tipo di monitoraggio da remoto che si vuole ottenere per sorvegliare e proteggere la casa, per realizzare il controllo a distanza risultano indispensabili due dispositivi, ossia un Network Video Recorder e le telecamere IP (Internet Protocol), ovvero delle videocamere che si collegano alla rete sia locale che Internet attraverso un cavo Ethernet oppure tramite la modalità wireless (senza fili); detto ciò, basterà configurare la rete con i parametri IP, utilizzando il proprio router o modem. A questo punto c’è una precisazione da fare, ossia che le telecamere più recenti risultano sì più costose, ma al contempo sono in grado di consentire una comunicazione diretta con lo Smartphone ed il Tablet anche aggirando l’utilizzo del modem oppure del router. Tutto ciò dà al proprietario di avere sotto controllo, ventiquattro ore su ventiquattro, quello che accade in casa a 360 gradi.

Vediamo ora quali sono le possibili modalità di controllo da remoto: in questo contesto, moltissimo dipende dal tipo di telecamere di videosorveglianza, ad esempio le telecamere IP di fascia bassa permettono all’utente di vedere le immagini in tempo reale sia su Smartphone che su Tablet, ma in tale circostanza la connessione alla rete internet degli apparecchi mobili deve essere alquanto potente per poter consentire la buona riuscita dello streaming video. In alternativa ci sono le telecamere IP, sia nella versione Bullet che in quella Dome, che consentono di zoomare, inquadrare i piccoli dettagli, scattare i fermo immagine e roteare per via della dotazione di determinati software che vengono forniti al momento dell’acquisto. In questo caso, sia lo Smartphone che il Tablet divengono il vero e proprio terminale tramite il quale gestire le telecamere e monitorare la struttura a distanza. Infine, sono da annoverare anche le telecamere di fascia elevata, le quali si azionano in maniera automatica riconoscendo il movimento e permettendo anch’esse il controllo a distanza.

Dispositivi per attivazione e disattivazione dell’antifurto

Dispositivi per attivazione e disattivazione dell’antifurto

Tenendo ben presente che la modalità di attivazione e disattivazione dipenda dalla singola centrale antifurto che si sceglie di acquistare, per gestire e controllare un impianto antifurto principalmente abbiamo a disposizione quattro strumenti:

  • la chiave meccanica
  • la chiave elettronica
  • il telecomando
  • la tastiera

Ognuno di questi dispositivi ha peculiarità, caratteristiche, pro e contro che vi andiamo ora ad esporre. L’utente, prima di acquistare, è giusto che si informi, valuti in base alle proprie esigenze.

Partiamo col il parlarvi della chiave meccanica. Si tratta di una chiave vera e propria che si infila in un’apposita serratura e girandola – su ON e OFF – può inserire o disinserire l’antifurto. Questo meccanismo si basa su un impulso elettronico che ha il grande svantaggio di essere poco sicura. Infatti, la chiave, non protetta a dovere, può indebolire l’efficacia del vostro antifurto.

La chiave elettronica, invece, permette l’attivazione e la disattivazione semplicemente sfiorando la chiave contro un rilevatore. Sfrutta codici che, utilizzando la modalità “rolling code”, vengono rigenerati a ogni attivazione e disattivazione. In altre parole, generano codici scelti tra miliardi di combinazioni possibili. In questo modo, le chiavi elettroniche sono decisamente più sicure e meno clonabili. È, inoltre, un sistema pratico, semplice ed economico. Anche in questo caso, una raccomandazione è d’obbligo: attenzione a proteggere a dovere la chiave. Ad esempio, non attaccatela mai alle chiavi di casa: se ve le rubassero, dareste al ladro un modo semplicissimo per svaligiarvi l’abitazione.

Il telecomando è un dispositivo con un meccanismo simile alla chiave elettronica. La differenza consiste che questo permette l’attivazione e la disattivazione del sistema anche da remoto. Questa capacità si rivela utile nel caso non ci fosse la possibilità di installare i lettori di prossimità necessari per leggere le chiavi digitali.

Infine, la tastiera è la modalità più diffusa e usata da chi possiede un antifurto. Parliamo di una piccola tastiera presente sulla centrale che, digitando un codice personale, può attivare e disattivare l’antifurto. Nonostante sia molto comune, si tratta di una soluzione poco pratica e sicura. Infatti, il codice, se dimenticato o sbirciato, rende completamente inutile l’antifurto.

Sensori a tenda: la protezione invisibile

Sensori a tenda: la protezione invisibile

Si sa la prevenzione non è mai troppa e questa regola, quando applicata alla sicurezza propria e dei propri beni, diventa ancora più vera. Avere un buon antifurto, di questi tempi, è assolutamente una buona idea. Ma può bastare? Per sentivi davvero al sicuro, ci sono anche altre soluzioni che unite, al sistema di allarme, possono garantirvi una protezione totale. Parliamo, ad esempio, dei sensori a tenda. Vediamo di cosa si tratta.

I sensori a tenda rappresentano un ottimo strumento per proteggere la vostra casa, specie se munita di giardino e con animali domestici. Questi sensori, spesso chiamati impropriamente a tendina, rilevano la presenza e il passaggio in un’area molto ristretta e limitata, proprio come se fossero una tenda. Infatti, si intende una barriera verticale, simile ad una tenda. Se questa area viene attraversata. si genera l’allarme.

Generalmente, questo dispositivo viene applicato a finestre e infissi, così da rilevare solo l’attraversamento del varco, lasciando la possibilità di muoversi all’interno ed all’esterno di questa area così precisa.

I sensori a tenda vengono, poi, consigliati anche perché sono disponibili in molte colorazioni, quindi si adattano bene a qualsiasi tipologia di serramento voi abbiate. In altre parole, non c’è da preoccuparsi per l’estetica della casa e del giardino, potrete trovare la soluzione che fa più al caso vostro. Inoltre, un altro importante vantaggio è che questi sensori sono in grado di intervenire prima che gli infissi vengano scassinati, di fatto impedendo che l’intrusione avvenga. Infine, è possibile attivarli in modo totale o parziale, in base all’assenza o alla presenza di persone in casa.

Qualora questi componenti andassero ad espandere o potenziare un sistema d’allarme antifurto già esistente, non hai da temere problemi i complicazioni. Si tratta di dispositivi che potrete trovare sia via cavo che via radio, che al massimo possono richiedere un adattamento in centrale.

Videosorveglianza su internet

Videosorveglianza su internet

Il settore della videosorveglianza su internet è attualmente al centro di una fervente discussione fra chi la ritiene il futuro e fra coloro che al contrario ritengono che possa rappresentare un grande problema per la sicurezza del proprio impianto di videosorveglianza. In questo contesto, iniziamo da un fatto, ovvero dalla possibilità che un hacker riesca ad entrare in un sistema di sicurezza; in passato un hacker molto abile è riuscito addirittura ad eludere le difese del Pentagono, penetrando nel loro sistema di sicurezza online. Ovviamente, si tratta di un caso limite, che nella fattispecie richiede tantissimo tempo e delle competenze fuori dal comune per la maggior parte degli individui. Detto ciò, è un fatto che la videosorveglianza in internet non sarà mai sicura al 100 %, ciò nonostante non risulta per nulla semplice abbattere le resistenze ed hackerare l’impianto, in quanto sono indispensabili delle tecnologie specifiche e molte altre competenze informatiche.

Pertanto, possiamo dire che un sistema può essere violato, ma esistono sempre delle soluzioni per aumentare la sicurezza seguendo delle semplici regole. Innanzitutto, per quanto riguarda il videoregistratore Digital Video Recorder, è sempre meglio dotarsi di un sistema innovativo ed avanzato per poter assicurare la realizzazione di una rete con una protezione di base già elevata in partenza. Inoltre, è consigliabile non usare mai la porta 80, ossia quella usata solitamente per l’accesso alla rete internet: sostituirla, infatti, renderebbe il lavoro assai complicato ad un’eventuale hacker, in quanto per penetrare nel sistema dovrà per forza conoscere qual è la porta usata per la connessione alla rete. Un altro accorgimento è anche quello di cambiare la password con cadenza regolare, usando nella composizione del codice sia lettere che numeri.

Dunque, seguendo queste piccole ed importanti accortezze, potremmo riuscire senza criticità a rendere le cose molto complicate al nostro eventuale nemico, il quale, oltre a dover ricavare la password e la porta usata per la connessione, dovrà inevitabilmente sapere anche l’indirizzo IP della rete. Si tratta di questioni non da poco anche per un hacker molto esperto, il quale avrà sicuramente più interesse ad entrare in sistemi ben più appetibili rispetto a quelli di videocamere che sorvegliano una semplice abitazione. Un hacker, infatti, dovrebbe avere una valevole motivazione per cercare una maniera per entrare nelle vostre difese spendendo tempo e sforzi in tali attività.

Dopo queste considerazioni, risulta palese che un sistema per la videosorveglianza in internet resta una soluzione assai valida, in quanto la comodità nella gestione permette all’utente di poterlo regolare e controllare anche a distanza da apparecchi come lo Smartphone, il Tablet o il personal computer. La videosorveglianza su internet è semplice da utilizzare proprio perché si può gestire comodamente dal pc di casa e risulta anche molto potente, in quanto si possono sfruttare diversi software per ingrandire il servizio offerto dalle telecamere di videosorveglianza. Concludendo, la lontana possibilità che il sistema di videosorveglianza in internet possa essere forzato da un genio dell’informatica, non può rappresentare una motivazione sufficiente per desistere dal dotarsi di un impianto di videosorveglianza di questa tipologia.

Sistemi per la videosorveglianza di ultima generazione

Sistemi per la videosorveglianza di ultima generazione

Fino a oltre un decennio fa, le società che trattavano i sistemi di videosorveglianza erano davvero pochissime, soprattutto nell’ambito degli impianti di sicurezza con possibilità di gestione a distanza. Infatti, intorno alla fine degli anni 90’, internet era diffuso solo nelle grandi aziende, pertanto i sistemi con controllo a distanza venivano collocati unicamente all’interno delle banche, delle ambasciate, dei grandi musei, dei locali delle forze dell’ordine, delle stazioni con i pozzi di petrolio o più in generale di ambienti in cui si presupponevano dei rischi elevati. Successivamente, con la diffusione della rete internet, la situazione è cambiata progressivamente, sino a giungere all’era contemporanea con la proliferazione dell’ADSL; in questo contesto anche il settore della videosorveglianza è cambiato notevolmente, proponendo sul mercato i videoregistratori digitali Digital Video Recorder con presa di rete LAN, facili da connettere ad internet e visualizzabili tramite la rete usando un personal computer, un Tablet o uno Smartphone, sia Iphone che Samsung con sistema Android.

Da qualche anno a questa parte, tutti i videoregistratori Digital Video Recorder sono passati da una compressione MJPEG ad una H.264, raggiungendo in tal modo un livello di compressione superiore, capace di far prolungare il numero dei giorni di registrazione senza al contempo far diminuire la qualità, accrescendo anche la velocità della trasmissione dello streaming video. In tale panorama, l’espansione della rete internet e la diffusione degli Smartphone ha ampliato considerevolmente la vendita dei sistemi per la videosorveglianza di ultima generazione anche per gli utenti privati, che oltre a rispondere al meglio alle necessità di sicurezza per i propri beni, riescono a visionare la propria casa in modo facile, comodo e intuitivo attraverso il telefono cellulare, ogni qualvolta che lo desiderano anche da remoto.

Inoltre, la legge sulla Privacy, ha agevolato notevolmente l’installazione dei sistemi per la videosorveglianza in campo domestico, consentendo a tutti i proprietari di abitazioni, che siano grandi ville o mini appartamenti, di installare il proprio sistema TVCC senza eccessive problematiche ed intoppi burocratici. Per ciò che concerne l’ambito professionale, la legge sulla videosorveglianza risulta senza dubbio più articolata e particolareggiata, ma inoltrando lo specifico modulo presso l’ufficio del lavoro ed adeguandosi alle normative in vigore (se necessario in alcuni contesti bisogna sottoscrivere un accordo con i rappresentanti sindacali dell’azienda), si può installare un sistema per la videosorveglianza anche nelle attività commerciali, negli uffici, nelle fabbriche, nelle aziende, nei negozi e così via.

In questo contesto, è importante sottolineare che la questione Privacy, nel campo della videosorveglianza, è una questione importante e di grandissima attualità. In Italia, infatti, tutto il procedimento di ripresa e di registrazione dei video generati dalle telecamere, è regolamentato da diversi decreti legislativi che hanno essenzialmente due scopi: informare le persone che vengono riprese, esplicitare la natura del trattamento delle immagini e chi ne sia il l’autore. Parliamo di una lista di informazioni che devono essere sempre ben comprensibili e visibili grazie all’installazione obbligatoria di specifici cartelli, che vanno posizionati in aree visibili; inoltre le autorità competenti devono essere a conoscenza dell’ubicazione delle telecamere per darne o meno l’autorizzazione.

Gli elementi fondamentali di ogni antifurto per casa

Gli elementi fondamentali di ogni antifurto per casa

Per sentirsi davvero protetti e al sicuro all’interno delle proprie mura domestico è importante essere in possesso di un buon sistema antifurto. Infatti, la presenza di un allarme all’interno della propria abitazione è, attualmente, uno dei pochi strumenti in grado di migliorare la propria sicurezza e quella della casa. Per chi, però, non ha conoscenze tecniche in materia può non essere facile orientarsi nel vasto mondo degli antifurto. Per questo ovvi vi illustriamo gli elementi essenziali di ogni impianto di antifurto.

Partiamo dalle basi: i sistemi antifurto si dividono in via cavo e via radio. Vi sono sistemi che offrono telecomandi con pulsanti antipanico, in grado di attivare l’allarme e di avvisare le autorità in caso di intrusione. Invece, un componente importante che non sempre viene dato in dotazione è la batteria extra. Si tratta di un componente che permette di mantenere attiva la sicurezza anche in caso di mancanza di corrente elettrica. Un consiglio utile per risparmiare sul lungo periodo è quello di optare per sistemi antifurto che utilizzino batterie ricaricabili.

Un altro elemento fondamentale in un sistema antifurto sono i rilevatori di fumo, i quali sono in grado di avvisarci in caso di incendio. Questo ci dà la possibilità di scappare in tempi celeri e di avvisare tempestivamente la società di gestione e i vigili del fuoco.

Sono altrettanto importanti i rilevatori di movimento, sensori estremamente sofisticati capaci di distinguere il volume di un animale da quello di un intruso. Questa tecnologia si rivela molto utile per evitare fastidiosi e inutili falsi allarmi.