Mini telecamere: DVR e scheda SD

Mini telecamere: DVR e scheda SD

Il settore degli impianti per la videosorveglianza, realizzati per proteggere le abitazioni, gli uffici, le aziende, i negozi e così via, nel corso degli ultimi anni si è evoluto considerevolmente sia in termini di qualità che di efficienza, riuscendo a proporre ed offrire sul mercato prodotti sempre più innovativi ed adattabili alle diverse esigenze del cliente. In determinate situazioni, c’è chi desidera mettere sotto controllo un locale senza aver bisogno di telecamere fisse ed operose ventiquattro ore su ventiquattro, desiderando invece soltanto un monitoraggio discreto ed attivo esclusivamente in determinati momenti della giornata, che sia in un contesto domestico oppure lavorativo.

Ed è qui che entra in gioco la potente macchina della sicurezza, che offre una vasta gamma di dispositivi adattabili alle differenti necessità di chi ne usufruisce. Infatti è possibile trovare in commercio mini telecamere o microcamere per la videosorveglianza, piccole, discrete e funzionali, perfette per non dare nell’occhio proprio perché non hanno bisogno di cavi per l’alimentazione ma soltanto di determinate batterie. Tali apparecchiature, quindi, non riprendono giorno e notte, in quanto pensate proprio per porre sotto controllo determinate aree e monitorare specifiche situazioni: l’ideale per contrastare la micro e macro criminalità.

Sebbene queste telecamere siamo compatte e di piccole dimensioni, possono essere accostate ai mini Digital Video Recorder (DVR): questi ultimi registrano le immagini generate dalle telecamere sulle classiche schede di memoria SD, che una volta riempite con tutti i dati si possono inserire in un personal computer per essere collegate ad un monitor o ad una televisione per poter visualizzare le immagini riprese.

Siffatte telecamere di videosorveglianza, pensate appositamente per mimetizzarsi e riprendere soltanto nel momento in cui si rileva un movimento, oltre a far sì che si risparmi molta energia risultano assai utili se poste all’interno di un negozio, per poter risalire ad esempio all’identità di qualcuno che ha rubato merce sugli scaffali o soldi dalla cassa e così via. Detto questo, però, è importante sottolineare che l’installazione di una o più telecamere per la videosorveglianza va necessariamente comunicata e segnalata all’interno dell’attività commerciale, come opportunamente predisposto ed indicato nella legge sulla Privacy.

Sul mercato esistono svariate tipologie di microcamera, tra cui quella a forma di vite, piccola, compatta e difficile da vedere e riconoscere: con questa particolare telecamera si possono registrare le immagini anche per due ore consecutive o più grazie alla dotazione di determinate batterie: ciò permette di nascondere agilmente il dispositivo tra i prodotti esposti nel locale oppure fra la merce posta sulla scaffalatura in maniera discreta e comoda. Se la microcamera è altresì in possesso della possibilità di registrare soltanto quando i soggetti presenti nell’ambiente posto sotto controllo sono in movimento, avrà autonomia per tutta la durata delle ore lavorative.

È bene ricordare che poco prima di chiudere l’attività bisogna disattivare la microcamera e controllare le immagini registrate sulla scheda SD, così da avere quotidianamente tutto sotto controllo, sentirsi al sicuro contro i ladri e dormire sonni tranquilli.

Telecamere Megapixel: caratteristiche e costi

Telecamere Megapixel: caratteristiche e costi

Grazie allo sviluppo tecnologico, l’importante settore della videosorveglianza ha vissuto negli ultimi anni una progressiva evoluzione: la grande capacità di offerta del settore, infatti, permette alle persone di avere a disposizione prodotti all’avanguardia per proteggere non solo la propria abitazione ma anche un’attività commerciale, una azienda, un ufficio, un garage, u capannone, un negozio e via dicendo. La continua crescita dei sistemi di videosorveglianza, permette dunque di riuscire ad offrire una nuova gamma di prodotti che puntano soprattutto all’alta definizione delle immagini generate dalle telecamere.

Tra i prodotti più recenti ed avanzati nel campo della videosorveglianza e dell’alta definizione, spiccano le Telecamere MegaPixel: parliamo di speciali apparecchiature che a differenza delle telecamere standard riescono a garantire un’ottima risoluzione e a generare immagini molto nitide, in cui è possibile scorgere le più piccole peculiarità e, cosa più importante, individuare gli oggetti come ad esempio le targhe delle macchine ed identificare le persone per garantire all’utente un’elevata sicurezza.  Inoltre, la telecamera fa sì che l’utilizzatore abbia nel risultato una superiore fedeltà ai colori dell’ambientazione ripresa.

Le telecamere megapixel possono essere di sue tipi, IP o Analogiche: le prime usano la connettività IP su cavo LAN (risoluzione oltre i 12 megapixel); le seconde, invece, usano la trasmissione via cavo coassiale (risoluzione massima di 8 megapixel – 4K). Pertanto, parliamo di telecamere molto utili in termini di sicurezza; tramite lo speciale zoom, questi strumenti garantiscono immagini ricche di dettagli. Inoltre, grazie al potente obiettivo di cui sono dotate, riescono a coprire distanze molto lunghe, l’ideale per le riprese in ambienti estremamente ampi.

L’alta definizione che caratterizza le telecamere megapixel, per essere tale, deve avvenire in una area bel illuminata; inoltre ha bisogno di essere supportata, infatti è indispensabile accostare a questi dispositivi alcune componenti di ultima generazione, come gli algoritmi di compressione del segnale ed una banda di segnale potente e funzionale capace di gestire tutti i dati inviati in tempo reale dalla telecamera. Un altro grande beneficio offerto dalle telecamere MegaPixel proviene dal fatto che, a parità di numero di pixel per area, sono capaci di inquadrare aree più vaste rispetto alle classiche telecamere con risoluzione minore.

Questa speciale tipologia di telecamera, come specificato sopra fortemente raccomandata per chi desidera avere una alta risoluzione delle immagini e per chi vuole raggiungere un eccellente livello di sicurezza per la protezione dei propri beni, sta prendendo sempre più piede all’interno del mercato del settore della videosorveglianza: di conseguenza la tecnologia adottata risulta sempre più supportata, ed i costi sempre più competitivi.

L’evoluzione che sta vivendo questo particolare tipo di tecnologia ha fatto sì che le aziende produttrici riescano a fornire Hardware e Software sempre più avanzati, in grado di avere una visione particolareggiata anche in notturna o in situazioni di scarsità di illuminazione, migliorando di molto il risultato ricercato dall’utente sia in termini di qualità che di velocità e praticità nell’uso.

Monitor Videosorveglianza: la giusta scelta

Monitor Videosorveglianza: la giusta scelta

Grazie al progressivo sviluppo del mondo della tecnologia, ad oggi in commercio troviamo Kit di videosorveglianza pensati per consentire all’utente che lo installa di proteggere in maniera ottimale la propria casa, il negozio, il garage, l’azienda e quant’altro, e quindi di avvalersi di tutte le funzionalità incluse nell’equipaggiamento. Infatti, nel momento dell’assemblaggio di un kit, ogni componente deve essere all’altezza del ruolo che andrà a svolgere, sia in termini di qualità che di tempistiche. Il monitor rappresenta una delle componenti principali dell’intero sistema, in quanto ha la funzione monitorare il tutto, nonché di visualizzare le riprese delle telecamere ed identificare, se richiesto, anche una persona specifica. In commercio, per la videosorveglianza, si possono trovare due tipi di monitor, quelli a tubo catodico (CRT) e quelli a cristalli liquidi denominati monitor (LCD).

I monitor a tubo catodico godono di un ottimo livello di risoluzione (800/900 linee circa). Se riflettiamo sul fatto che un sistema di videosorveglianza ad alta risoluzione in bianco e nero crea immagini intorno alle 500/600 linee, allora il monitor CRT risulterà l’ideale, proprio perché è capace di riprodurre in maniera fedele i fotogrammi che vengono creati dalle telecamere.

Per quanto riguarda invece i monitor LCD, il livello di risoluzione risulta decisamente inferiore (350/650 linee circa), in quanto permette di visualizzare le immagini generate dalle telecamere a colori. In questo caso, per non declinare sulla qualità delle immagini e quindi per non avere immagini originali degradate, è necessario scegliere una telecamera di videosorveglianza con risoluzione più bassa rispetto a quella che riesce a visualizzare il monitor stesso.

In tutti i casi, quando si sceglie di acquistare un Kit di videosorveglianza, è importante avere un monitor che sia capace di visualizzare contemporaneamente più riquadri tramite PiP (Picture in Picture): in questo modo, installando più telecamere, il monitor provvederà alla visualizzazione di tutti i fotogrammi creati dalle telecamere su di un solo schermo.

In commercio sono presenti alcuni monitor capaci di visualizzare le immagini anche da otto telecamere, ed altri dotati di telecomando, grazie al quale è possibile spostarsi agilmente e velocemente da un’inquadratura a un’altra e anche di zoomare una specifica immagine.

Esistono inoltre modelli di monitor che possiedono più ingressi: quelli analogici RCA e BNC si possono collegare in maniera diretta alla telecamera o al videoregistratore; quelli HDMI si possono collegare ai sistemi di videosorveglianza generando in tal modo immagine chiare e nitide; ai tradizionali ingressi SCART possono subentrare gli ingressi RCA, i quali inviano immagini superiori in termini di qualità e di dispersione (alcuni ingressi SCART detti “dorati”, migliorano decisamente l’immagine rispetto al tradizionale cavo argentato SCART).

Dopo questa carrellata di funzionalità e caratteristiche, è importante sottolineare che quando si sceglie di acquistare un monitor l’aspetto fondamentale sul quale puntare l’attenzione su di un prodotto completo a 360 gradi, che rispecchi fedelmente tutte le vostre reali esigenze. Di solito è bene acquistare un prodotto lievemente al di sopra rispetto a ciò di cui abbiamo bisogno, proprio per evitare di dover tornare a spendere altro denaro per comprare un altro monitor.

Impianti wireless: sicuri come quelli tradizionali?

Impianti wireless: sicuri come quelli tradizionali?

Sono molte le domande che ci poniamo prima di installare un sistema di videosorveglianza. Una delle domande più comuni riguarda sicuramente la tipologia di sistema da installare nella nostra abitazione o attività. Di tipologie, infatti, ce ne sono diverse e possono differenziarsi soprattutto in base alla telecamere utilizzate. Tuttavia, la prima grande scelta riguarda gli impianti: wireless o tradizionali.

Wireless o tradizionali: qual è il più sicuro?

Gli impianti wireless sono quelli che non necessitano di cavi, la parola inglese wireless indica appunto l’assenza di cavi. Stanno diventando sempre più diffusi, soprattutto quando devono essere installati all’esterno. Come mai? La ragione è estremamente pratica e logistica: l’assenza di fili li rende più semplici da installare, nonché più discreti e meno individuabili. Inoltre, installarli non comporta alcun stravolgimento o lavoro all’interno dell’abitazione, spesso invece necessari quando si va a montare un sistema di videosorveglianza munito di cavi, prese e fili.

Pertanto, qualora l’installazioni di sistemi filari tradizionali causasse problemi, tali impianti diventano necessari. I problemi causati dagli impianti tradizionali possono essere sia di tipo architettonico sia di tipo pratico. Problemi pratici possono presentarsi, ad esempio, quando l’ambiente è piuttosto piccolo oppure, al contrario, troppo grande, magari distribuito su più piani.

La cosa importante da sottolineare e da tenere in considerazione è che, a parità di qualità e di manutenzione dell’apparecchiatura installata, gli impianti wireless hanno la stessa efficacia e sicurezza dei sistemi tradizionali.

Ovviamente, l’unico modo per garantire efficacia e sicurezza, come accennato, è nella manutenzione delle apparecchiature – sia hardware che software – sistematica. Soprattutto i sistemi senza fili, che funzionano a batterie e potrebbero, se non vengono controllati costantemente, possono scaricarsi all’improvviso e, quindi, non funzionare più. Oltre alla manutenzione sullo stato delle batterie, quando si installa un impianto wireless è consigliabile ricorrere alla supervisione di un centro di teleassistenza. Il centro di teleassistenza è deputato al controllo ininterrotto, 24 ore su 24, del suo funzionamento.

In altre parole, quindi, la tecnologia wireless è ampiamente efficace tanto quanto la tecnologia tradizionale. In ogni caso, a decretare l’efficacia e la sicurezza di un sistema sono piuttosto altre variabili. Parliamo, ad esempio, del numero e della qualità delle telecamere installate, del tipo di software implementato nel DVR o della scelta del digitale rispetto all’analogico. Se, quindi, l’impianto wireless e quello filare sono uguali in affidabilità, non lo sono per quanto riguarda l’estetica e il costo. Infatti, stendere dei cavi, installare prese e condutture destinate a ospitare una miriade di fili diversi, comporta una spesa non indifferente. Una spesa non per tutti sostenibile per aumentare semplicemente la sicurezza della propria abitazione o della propria attività.

Queste sono le ragioni per cui, oltre che per la loro comprovata efficacia e sicurezza, i nuovi sistemi senza fili stanno progressivamente surclassando gli impianti tradizionali. Questi assolvono ugualmente la loro funzione, ma con qualche costo, tempo, lavoro e disagio in più. Gli impianti wireless, poi, sono più al passo coi tempi: le abitazioni sono sempre più provvisorie e i traslochi ormai rappresentano una costante della vita di una normale famiglia.

Telecamere: la distanza per cogliere i dettagli

Telecamere: la distanza per cogliere i dettagli

La capacità delle telecamere di videosorveglianza è molto simile a quella dell’occhio umano. Fatta eccezione del loro essere strumenti elettronici, le telecamere come gli occhi dell’uomo hanno limiti oltre i quali non possono andare. Ad esempio, anche loro sono limitate nell’inquadrare particolari e dettagli.

Nella progettazione di un sistema di videosorveglianza di buona qualità, è bene non sottovalutare alcuni parametri. Uno di questi parametri è quello della distanza, aspetto fondamentale se non si vuole rendere del tutto inutile il dispositivo.

Ecco alcuni numeri per capire meglio di cosa stiamo parlando. La maggior parte delle telecamere presenti in commercio possono riprendere fino a una distanza di 50 metri. In questa misurazione della distanza, però, bisogna tener conto della capacità dell’apparecchio di distinguere il volto di una persona. Ciò sta a significare che, se aumentando l’ingrandimento l’immagine di un volto diventa sgranata, allora la distanza è eccessiva e va ricalibrata. In genere, a distanze superiori ai 10 metri, solo le telecamere con risoluzione alta e con zoom ottici potenti posso assicurare delle immagini non troppo sgranate.

In ogni caso, bisogna considerare bene un aspetto: in un sistema di videosorveglianza domestico, riconoscere un volto da una lunga distanza può non essere così importante. Questo perché, se le telecamere sono poste a controllo di un bene prezioso, i malviventi o i malintenzionati saranno costretti ad avvicinarsi e rendersi riconoscibili.

Per concludere: è molto importante scegliere con cura la distanza a cui porre una telecamera per la videosorveglianza negli ambienti professionali. È meno importante, invece, in quelli domestici. Tuttavia, in commercio, ci sono dispositivi professionali come le Megapixel, le HDTV e le Speed Dome che sono altamente performanti. Il loro limite sta nel fatto che necessitano di persone che le sappiano manovrare per cogliere i dettagli.

Il sistema antifurto per le attività commerciali

Il sistema antifurto per le attività commerciali

Negli ultimi anni cresce a dismisura il numero dei negozi che desiderano proteggere la propria attività commerciale dai furti. Di conseguenza sale anche la necessità, da parte dei titolari, di dotarsi di impianti di antifurto efficienti e funzionali in base alle diverse tipologie di attività, soprattutto quelle in cui sono presenti oggetti di valore. Spesso, però, si verificano da parte dei commercianti difficoltà nella scelta dell’impianto giusto o problemi nella fase di progettazione e installazione. Di seguito troverete una carrellata di consigli utili per poter fare la scelta giusta e per spendere il giusto in termini di qualità/prezzo.

Prima di tutto è importante puntare l’attenzione sui punti di accesso al negozio, in quanto rappresentano il pass per i malviventi che intendono mettere in atto l’effrazione (porta principale, porta secondaria, magazzini, laboratori, finestre e vetrine).

Partiamo con le porte: i vari ingressi, frontali o sul retro, possono essere posti sotto controllo con allarmi che funzionano tramite contatto magnetico: quest’ultimo, infatti, fa scattare l’allarme al momento dell’apertura del battente. Ci sono inoltre altri dispositivi sensibili agli urti, ossia i sensori antiscasso.

Per quanto riguarda invece gli ambienti interni, sia durante l’orario di apertura che nelle ore di chiusura in special modo di notte, per poterli proteggere al meglio è necessario installare un impianto di videosorveglianza. Le telecamere devono essere posizionate nei pressi delle aree dove è presente la merce di valore, delle casse e, se sono presenti, anche vicino alle porte secondarie. Le telecamere migliori sono senza dubbio quelle che si connettono alla rete internet, in quanto in questo modo è possibile tenere sotto controllo le zone dell’attività commerciale ventiquattro ore su ventiquattro anche da remoto, per esempio tramite Tablet, personal computer o Smartphone. Per le telecamere più all’avanguardia sarà immediato inviare un messaggio o una e-mail nel caso di intrusioni nel negozio.

Per proteggere gli ambienti dell’attività commerciale sono funzionali anche i sensori volumetrici, i quali possono essere posizionati nelle vicinanze delle entrate principali e/o secondarie. Il tutto deve necessariamente essere collegato ad una centrale antifurto, a sua volta collegata ad una sirena antifurto sistemata all’esterno, ben visibile ma non facilmente raggiungibile.

Riguardo le eventuali vetrine presenti nell’attività commerciale, è consigliabile tenerle protette attraverso la presenza di serrande: queste ultime vanno tirate sempre giù nelle ore notturne e nei giorni di chiusura: ovviamente per una sicurezza davvero completa è necessario dotarle di sensori antisfondamento capaci, in caso di urti o forzature, di inviare il segnale d’allarme.

Vantaggi in questo senso possono derivare anche dalla presenza di un combinatore telefonico collegato direttamente agli uffici preposti delle Forze dell’Ordine: in tal modo i militari saranno subito pronti ad intervenire in caso di furto.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il costo di un buon impianto antifurto costituito da: una sirena, tre sensori antisfondamento, tre sensori volumetrici, tre coppie di contatti magnetici, una centralina ed un combinatore, si può aggirare intorno ai 2000 euro, ad esclusione del sistema antifurto nebbiogeno, il quale necessita di un budget più alto in quanto capace di bloccare i malviventi dentro il negozio rilasciando una accecante (momentaneamente) nebbia atossica.

La domotica low cost: il futuro in casa

La domotica low cost: il futuro in casa

Alzi la mano a chi pensa che la domotica e l’automazione in casa sia quasi fantascienza. E alzi la mano chi pensa che, in ogni caso, comporti spese elevatissime. Ecco, sappiate che vi state sbagliando! Le ultime innovazioni tecnologiche hanno reso possibile, spendendo sole poche centinaia di euro, la realizzazione di un impianto domotico funzionante.

Partiamo dalle basi. Cos’è la domotica? La domotica è una scienza che, unendo l’informatica all’ingegneria, rende la nostra casa più intelligente. Luci, elettrodomestici, allarmi di sicurezza: tutto diventa autonomo, comportando un grande risparmio di energia e denaro. Migliora la qualità della tua vita, della tua casa e del tuo portafoglio!

Ma come fare per rendere la nostra casa a prova di domotica in maniera economica e semplice? Sul mercato, potrete trovare prodotti che controllano l’alimentazione di qualsiasi apparato elettrico e vi basterà inserirli nelle prese elettriche. Una volta posizionato il dispositivo, semplicemente utilizzando il proprio smartphone, l’utente potrà controllare da remoto tutti gli apparecchi collegati a quelle prese elettriche, come le lampade, elettrodomestici, tapparelle.

Il kit è composto da due dispositivi: uno switch e un sensore di presenza. Il sensore di presenza rileva i movimenti e può fungere anche da sensore antifurto. Il kit deve essere collegato a una rete wi-fi e configurato tramite un applicazione disponibile sia per sistemi Apple che Android.

Una volta che avrete installato e configurato il kit, potrete automatizzare le operazioni di accensione e spegnimento dei dispositivi, in modo da impostare orari, giorni della settimana. Qualunque tipo di anomalia e malfunzionamento, inoltre, vi sarà segnalato e notificato dal sistema sul vostro smartphone.

Software con Kit Videosorveglianza

Software con Kit Videosorveglianza

Poter proteggere al meglio la propria abitazione, oppure una attività commerciale, un’azienda o un ufficio con un kit di videosorveglianza, oggi è una prerogativa di molti cittadini. Da diversi anni a questa parte il mercato della sicurezza offre una immensa scelta di sistemi di videosorveglianza, tutti molto semplici, convenienti e facili da installare. Fra le più importanti caratteristiche da annoverare all’interno di questi equipaggiamenti fai da te, vi è la possibilità di archiviare anche mesi di filmati; di ricevere le notifiche immediatamente via e-mail o tramite cellulare, nonché la visualizzazione delle registrazioni da remoto attraverso un computer o uno Smartphone.

In commercio, grazie ai vari produttori leader nel mercato, sono presenti numerosi kit di videosorveglianza già predisposti con specifici software che permettono la visualizzazione nonché il controllo delle telecamere presenti nell’equipaggiamento, siano esse wireless, quindi senza fili, oppure telecamere con sistema via cavo tradizionale. Ad oggi, il progressivo utilizzo delle tecnologie di rete ha permesso che quasi tutte i sistemi completi per la sicurezza presenti in commercio siano forniti di kit di videosorveglianza IP. Inoltre la maggior parte dei DVR (Digital Video Recorder) incorporati nei kit, riescono ad inviare e ricevere i segnali attraverso la rete locale o quella internet: pertanto ci si può appoggiare sia ai personal computer, sia ai nuovi Smartphone e Tablet.

All’interno dei kit di videosorveglianza wireless o in quelli che comprendono le telecamere IP (capaci di interfacciarsi con la rete e mandare flussi video tramite segnale wi-fi o cavo ethernet), vengono forniti all’utente software di base per la visualizzazione delle riprese o indicati come software più comuni per visualizzare i flussi video inviati attraverso protocolli standard di rete. Si tratta di browser web o lettori multimediali capaci sia di manifestare le riprese in tempo reale, sia di provvedere ai comandi base per le comunicazioni con le telecamere già predisposte per la programmazione in modalità remota o ricezione di comandi. I kit di videosorveglianza professionali sono comunemente forniti anche di software di centralizzazione: questi ultimi, per via della capacità di controllo da remoto che possiedono, consentono di gestire le telecamere e i differenti dispositivi attraverso il personal computer o anche tramite le centrali dislocate.

C’è inoltre da sottolineare che i componenti dei vari kit, essendo pensati e progettati per attuazioni facili e veloci per il cliente, soprattutto nella fase di installazione, di frequente comprendono un videoregistratore digitale che gestisce tutto l’insieme delle telecamere tramite il suo efficiente sistema operativo: quest’ultimo, infatti, è realizzato proprio per questa tipologia di operazione, fornendo le funzioni software più comuni, ossia la visualizzazione immediata delle immagini da più telecamere; la programmazione dei dispositivi connessi fino all’invio di allarmi e notifiche via sms/email o centrali di telesoccorso; oppure il salvataggio di frammenti di video su Pen Drive. E ancora è prevista la Programmazione Scheduling, che permette di schedulare le registrazioni; ed infine la gestione con relativo controllo dei movimenti delle telecamere motorizzate.

Cerberus, l’antifurto per proteggere lo Smartphone

Cerberus, l’antifurto per proteggere lo Smartphone

Si chiama “Cerberus” ed è una applicazione completa e specifica per il sistema operativo Android: si tratta di una App antifurto capace di offrire all’utente che la scarica una pluralità di servizi utili, sia per quanto riguarda lo smarrimento, sia per quanto concerne un eventuale furto di questi dispositivi. Vediamo insieme come lavora questo speciale antifurto.

Cerberus è dotato di ben tre modalità (da qui il nome: Cerbero, cane mitologico a tre teste) per proteggere il tuo dispositivo: avvisi automatici, controllo remoto tramite il sito della app, controllo remoto via sms da un altro cellulare). Se si è subito il furto dello Smartphone o del Tablet, Cerberus permette di localizzarli, di indentificare il ladro e di recuperare questi dispositivi. Sul mercato dei prodotti per la sicurezza questa App rappresenta l’antifurto migliore, più popolare e più scaricato. Non si tratta solo di una applicazione del tipo “trova il mio telefono”, in quanto Cerberus permette di controllare da remoto il proprio smartphone o tablet, attivando il GPS del device anche se spento.

Il sistema ha la capacità di eseguire in autonomia determinare operazioni, tutte personalizzabili in base alle esigente del cliente, per tutelarvi: far partire un allarme nonostante la modalità silenziosa; localizzare il dispositivo e bloccarlo tramite un codice; di conoscere il numero di una nuova SIM inserita nel device; di inviare avvisi e-mail o sms nel caso in cui la SIM card venisse cambiata; di inviare un messaggio per avvisare che il dispositivo posseduto è stato rubato o smarrito e per richiederne la restituzione; di avere una lista con le ultime chiamate in entrata e in uscita, nonché di entrare in contatto con le varie informazioni sulla rete WiFi al quale è connesso il vostro dispositivo;  di tutelare la privacy cancellando la scheda SD e la memoria interna per proteggere tutti dati personali salvati; scaricare e visionale la cronologia delle posizioni, così da verificare gli spostamenti passati del dispositivo; di inviare una foto del ladro quando un codice di sblocco errato viene inserito; di catturare foto e screenshot nonché anche registrare video e audio dal microfono per identificare il ladro.

Per quanto riguarda la versione di prova dell’antifurto Cerberus, la durata è di sette giorni ed è scaricabile in maniera gratuita dal negozio on line di applicazioni Google Play Store. Se successivamente si decide di acquistare la licenza, il costo sarà di 4.99 euro a vita (un prezzo irrisorio se si pensa invece alla perdita o al furto del proprio smartphone o tablet e quindi anche alla privazioni definitiva di tutti i dati personali). Ad oggi si contano oltre un milione di utenti che utilizzano questa applicazione, segno che Cerberus rappresenta nel campo l’antifurto per smartphone la soluzione migliore e più apprezzata.

Antifurto senza fili: installazione facile e veloce

Antifurto senza fili: installazione facile e veloce

Installare un impianto senza fili wireless non presuppone lavori sulla muratura, pertanto la messa in posa dei componenti risulta tra le più semplici. Infatti basta sapere il numero di porte e finestre, le aree da porre sotto controllo (quindi il numero delle stanze che compongono l’abitazione e le aree dove si verifica il passaggio per i sensori di movimento). Bisogna inoltre controllare la tipologia dell’impianto in riferimento all’attivazione in una casa singola oppure in un appartamento o ancora in una villa.

Per il sistema d’allarme, nella fattispecie, è necessario considerare in una scala di priorità la base dell’impianto da dove si gestiscono tutti i sensori, ossia le centraline. Queste ultime possono avere combinatore GSM o essere collegate alla rete fissa di casa per eseguire le chiamate di allarme.

Da tenere in considerazione anche i sensori d’apertura, decidendo il perimetro effettivo dell’impianto. Al perimetro si collegherà la protezione interna: si avrà in questo modo una vera e propria “seconda pelle” di protezione. Per quanto concerne le sirene esterne, si tratta di deterrenti sonori e visivi per la prima protezione posta al di fuori dell’abitazione.

Il sistema sarà gestibile in maniera facile e veloce, dall’attivazione alla disattivazione, tramite diversi apparecchi, scelti in base alla proprie preferenze: telecomandi portachiavi; chiavi elettroniche; tastierine poste in prossimità della porta d’ingresso o ancora attraverso il proprio cellulare.