Sensore wireless protezione box in lamiera: come fare

Sensore wireless protezione box in lamiera: come fare

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Giorgio e di recente ho acquistato e fatto installare un impianto di antifurto con sensori perimetrali da esterno senza fili per la protezione della mia abitazione. Nell’ultimo periodo, purtroppo, nella mia zona si sono verificati diversi furti ai danni di garage e rimesse, pertanto vorrei realizzare anche una buona protezione del mio box auto (il materiale con cui è costruito è principalmente lamiera) con un rilevatore interno volumetrico sempre via radio. L’installatore al quale mi sono rivolto, però, mi ha detto che la tecnologia wireless dentro il box in lamiera non può funzionare correttamente per via della presenza del ferro che ha la capacità di limitare la propagazione delle onde radio. Tuttavia, da quello che so, la versione alternativa via cavo risulterebbe, oltre che difficoltosa, anche parecchio dispendiosa. Come posso fare per risolvere questa situazione? Hai da suggerirmi una soluzione wireless che possa andar bene per il mio box senza dover spendere una fortuna? Confido nei tuoi consigli, nel frattempo ti ringrazio e saluto

Giorgio

Risposta:

Buon pomeriggio Giorgio,

prima di tutto ti ringrazio per questa domanda, poiché mi dà la possibilità di argomentare su una tematica che può interessante a tanti utenti che come te hanno la necessità di proteggere il proprio box. Entrando nel merito della tua situazione specifica, devo dire che l’installatore a cui ti sei rivolto non ha torto quando afferma che il rilevatore wireless all’interno di un box in lamiera non potrebbe funzionare al meglio, poiché come hai già riferito tu nella mail, il materiale di ferro bloccherebbe la trasmissione necessaria delle onde radio. Detto ciò il consiglio che posso darti, a dirla con sincerità, non è proprio il più appetibile e raffinato, ma penso sia l’unica maniera per non farti passare il cavo e per non subire problematiche in fatto di portata. A questo punto dovresti comprare, bada bene dello stesso marchio del tuo sistema di antifurto, un trasmettitore via radio del modello che presenta l’uscita filare NC (NORMALLY CLOSED, ovvero contatto normalmente chiuso); di solito in commercio i contatti magnetici d’apertura wireless vengono proposti già dotati di tale contatto cablato, per cui sarà molto facile reperirlo.

In sostanza, lo scopo è quello di posizionare tale trasmettitore all’esterno, così da non dover avere a che fare criticità nella ricezione (ovviamente, per far si che il tutto vada come deve andare, un minimo deve essere schermato dalla lamiera e deve essere ben inscatolato per non pigliare l’acqua), e di collegare l’ingresso NC del sensore volumetrico interno proprio con il trasmettitore. In questa maniera avresti la possibilità di sfruttare il collegamento via radio, e di poter installare il rilevatore volumetrico interno senza dover realizzare tracce e trasformare in alcun modo il circuito. Spero di averti fatto un quadro chiaro ed esaustivo delle opzioni che hai per risolvere il problema, fammi sapere come andrà seguendo questa soluzione, e se dovessi avere altri dubbi o domande da pormi torna pure a scrivermi! Un saluto e a presto

IP camera per il controllo della casa da internet

IP camera per il controllo della casa da internet

Domanda:

Buon pomeriggio,

ultimamente ho letto che in commercio c’è una telecamera di videosorveglianza che grazie ad una speciale tecnologia mi permette di poter controllare il mio immobile direttamente e comodamente da internet, anche e soprattutto quando mi trovo lontano da casa. Sono molto interessato a questo apparecchio, dove posso reperirlo? Quali sono i vantaggi nel suo impiego?

Grazie tante per l’attenzione, per la disponibilità e per la risposta che riceverò!

Un saluto

Lorenzo

Risposta:

Buon pomeriggio Lorenzo,

se il tuo scopo è quello di sorvegliare l’abitazione, o ancora il giardino, l’ufficio, il garage e così via, il tutto H 24 tramite la rete internet anche e soprattutto quando sei lontano, la tecnologia che fa per te è quella alla base del funzionamento della IP camera. La tecnologia IP, infatti, ti permette di sorvegliare i beni ai quali tieni visionando le immagini da un qualunque collegamento internet o eventualmente, su determinati modelli, anche attraverso il telefono (quello che ti seguito si seguito lo fa). Puoi accedere a questo tipo di dispositivo rivolgendoti all’azienda Mondialtec, detentrice del miglior prodotto, poiché altamente professionale e soprattutto auto installante. In questo modo, diversamente dalle telecamere IP delle altre aziende concorrenti, non dovrai diventare matto per effettuare la programmazione (un bel vantaggio direi). In più, vengono proposti tantissimi modelli: telecamere piccole, grandi, per la visione notturna e tanto altro ancora, oltre al fatto che sono dotate anche di un software IP che permette di gestirle e registrare. Pertanto, se vuoi metterti in mani sicure ed avere la massima comodità ed efficienza, ti consiglio di rivolgerti a loro (hanno anche un negozio ed un buon servizio di assistenza pre e post vendita).

Di seguito ti propongo un piccolo approfondimento sulla IP camera professionale senza fili da interno con PIR di movimento: questo dispositivo (che registra video e foto su memoria micro sd sino a 128 GB), garantisce un livello di risoluzione con due megapixel in Full HD 1080 p per immagini nitide e cristalline. In più, tramite il rilevatore PIR incorporato, nel caso venga rilevato un movimento nell’ambiente controllato, la telecamera trasmette un alert sul tuo cellulare o via mail: in questo modo potrai intervenire tempestivamente ed avere tutto sotto controllo. Il collegamento è wireless, quindi senza fili, così da non dover avere a che fare con cavi in giro ed interventi di muratura per farli passare (questa tipologia di sistema, inoltre, dispone anche di un collegamento filare per qualsiasi necessità o evenienza). Grazie all’applicazione dedicata per il collegamento a distanza su Smartphone Android e iPhone, avrai la possibilità di visualizzare le registrazioni in diretta da qualunque luogo, il tutto comodamente dal cellulare. Oltre a ciò, con il collegamento P2P Cloud puoi installare la telecamera senza avere chissà quali competenze in fatto di videosorveglianza o di informatica, in quanto tutto è automatizzato. Infine, l’IP camera, grazie alla dotazione di led a raggi infrarossi, ti consente il grande vantaggio di videosorvegliare l’intera zona di visione anche in situazioni in cui la luce scarseggia o è totalmente assente, quindi al buio.

Scansione progressiva e interlacciata

Scansione progressiva e interlacciata

Oggigiorno sono disponibili svariate tecnologie per realizzare l’elaborazione dei video, fra queste oggi parleremo della scansione interlacciata e di quella progressiva. Prima di approfondire caratteristiche ed applicazioni di entrambe, bisogna specificare che l’opzione fra l’una o l’altra tecnica dipende, in buona sostanza, dalla tipologia di applicazione usata e dal contesto d’uso del sistema video, in particolar modo se il sistema viene impiegato per ottenere immagini di oggetti in movimento e/o per la visione dei dettagli delle immagini anch’esse in movimento.

Scansione interlacciata: caratteristiche ed applicazione

Questo tipo di scansione sfrutta la stessa tecnica adoperata per i raggi catodici dello schermo della tv (CRT), che suddivide il monitor in 576 righe orizzontali. È l’interlacciamento a dividere le righe in pari e dispari e ad aggiornarle alla velocità di 25 fotogrammi al secondo. Il lieve ritardo fra gli aggiornamenti delle righe crea una sorta di distorsione, anche indicata con il termine seghettatura, poiché soltanto la metà delle linee si muove con l’immagine, mentre l’altra metà attende d’essere aggiornata. Le conseguenze di tale interlacciamento si possono in parte compensare con la pratica denominata “de interlacciamento”, che consiste nel convertire il video interlacciato nel formato de interlacciato con l’obiettivo di rimuovere le distorsioni e di permettere una visualizzazione ottimale dei video. Tale procedimento viene anche indicato come “raddoppiamento” delle righe.

In commercio diversi prodotti video presentano un filtro per il deinterlacciamento, che permette di perfezionare la qualità dell’immagine anche nell’ambito delle risoluzioni più alte (4CIF). Tale meccanismo rimuove i problemi delle immagini sfocate provocati dai segnali video delle videocamere analogiche. Infatti la scansione interlacciata è stata utilizzata per molto tempo nell’ambito delle telecamere analogiche, delle televisioni e degli impianti VHS, continuando ancora oggi a rappresentare la tecnologia più adatta per determinate tipologie d’applicazione. Eppure, lo sviluppo delle tecnologie nel campo dei display e la crescente espansione degli schermi LCD e TFT, telecamere digitali e dvd hanno imposto l’esigenza di impiegare una pratica di visualizzazione differente, conosciuta con il termine “scansione progressiva”.

Scansione progressiva: caratteristiche ed applicazione 

Tale tipologia di scansione, diversamente da quella interlacciata, consente di acquisire le immagini riga per riga a intervalli temporali di 1/16° di secondo. Questo vuol dire che l’immagine acquisita non viene suddivisa in campi diversi come avviene con l’interlacciata; in più, per poter visionare le immagini sul monitor non occorre più interfacciare nessun pc. In tale contesto le righe risultano disposte sul monitor non solo in tempo reale ma anche in sequenza ordinata. Per esempio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e così via, per cui non si presenta la problematica definita Flickering (tradotto significa sfarfallamento, termine utile per descrivere le rapide variazioni d’esposizione nei fotogrammi). Sin tratta di una specifica tecnologia molto utile nell’ambito delle applicazioni nel settore della videosorveglianza, specialmente nei casi in cui vi sia la necessità di visionare i dettagli delle immagini in movimento come per esempio nell’ipotesi di una o più persone che si danno alla fuga. Infine, è importante sottolineare che, per poter raggiungere un livello ottimale di visualizzazione delle immagini generate dalle telecamere, è necessario utilizzare un monitor di elevata qualità.

Sirene antifurto e manomissioni

Sirene antifurto e manomissioni

Buongiorno,

mi chiamo Dario e ti scrivo poiché in questo periodo sto cercando informazioni utili sui sistemi di allarme. A tal riguardo ho avuto modo di leggere che esistono delle sirene antifurto con funzione anti schiuma contro le manomissioni (utili per rilevare le iniezioni di schiuma all’interno dell’apparecchio), ma ho notato anche che si tratta di dispositivi molto costosi… Per quanto mi riguarda credo che la loro utilità sia un po’ limitata: ad esempio, se con un involucro più grande ricopro la sirena e lo colmo di schiuma poliuretanica, non si vanifica lo stesso l’effetto? Non so, magari mi sbaglio, per questo vorrei fare chiarezza chiedendoti un parere. Ti ringrazio per la risposta che mi darai e ti faccio i complimenti per il blog e per la professionalità che dimostri con i tuoi lettori.

Un saluto

Dario

Risposta:

Buongiorno Dario,

prima di tutto devo dirti che mi fa molto piacere ricevere questi complimenti, vuol dire che il blog sta lavorando nella direzione giusta! Allora, ti dico subito che il tuo ragionamento sulle sirene antifurto con funzione anti schiuma contro i sabotaggi non è affatto errato, ma vanno specificate alcune cose. Come dico spesso sul blog ai miei lettori, le sirene da esterno (molto importanti perché grazie alla segnalazione sonora e visiva indicano che l’impianto d’allarme ha rilevato una intrusione), risultano però particolarmente soggette agli attacchi e alle manomissioni da parte di ladri e malintenzionati, pertanto anche una sirena con anti schiuma si potrebbe inibire senza troppi problemi. Tuttavia devo specificare un aspetto: se si riesce a manomettere una sirena, significa che esiste un vizio nell’ambito dell’installazione, ovvero che la tua sirena non è posizionata nella maniera corretta, magari in un punto non troppo visibile dalla via sottostante o dai vicini di casa, o ancora in un posto non abbastanza in alto.

Se invece si tratta di abitazioni isolate o di magazzini industriali, allora il suggerimento è quello di installare più di una sirena d’allarme; addirittura in commercio vengono proposte delle sirene che sono in grado di rilevare la manomissione grazie alla segnalazione della presenza di volumi parecchio grandi in prossimità dell’involucro. Ad ogni modo, le griglie anti schiuma danno comunque dei vantaggi, poiché nella maggior parte dei casi consentono da una parte di rallentare le manovre di manomissione, e dall’altra di proteggere i fori d’uscita del suono; per cui, al di là delle specifiche circostanze e di alcuni limiti di cui abbiamo parlato, in qualche maniera presentano una loro importante utilità. L’anti schiuma, dunque, serve per far sì che la centralina d’allarme riesca ad accorgersi dell’attacco e far scattare comunque un’altra sirena (per esempio quella interna) ed un eventuale avviso telefonico. Naturalmente l’anti schiuma non eviterà che la sirena si possa soffocare nel suo audio, ma comunque invierà la segnalazione alla centralina. Per cui l’anti schiuma è utile nella misura in cui sia prevista anche una seconda sirena.

Spero di averti fatto una panoramica chiara sulla questione anti schiuma, se dovessi avere bisogno di altri chiarimenti mi trovi qui! Saluti

Vantaggi installazione professionisti antifurto

Vantaggi installazione professionisti antifurto

Domanda:

Buongiorno,

mi chiamo Stefano e desidero installare un sistema di antifurto sia per la casa che per il mio negozio: secondo te mi conviene provare a montarli da me o invece dovrei contattare un tecnico professionista del settore? Se dovessi propendere per la seconda ipotesi, sapresti consigliarmi un’azienda seria alla quale potermi rivolgere? Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per l’aiuto che mi darai.

Un saluto

Risposta:

Buongiorno Stefano,

senza dubbio l’installazione fai da te permette di risparmiare del denaro; di contro l’installazione di un impianto di antifurto effettuata da un installatore professionista del settore ha naturalmente dei costi, ma senza ombra di dubbio rappresenta la strada migliore, e ti spiego brevemente il perché: un tecnico competente non solo è in grado di trovare la miglior soluzione grazie all’esperienza sviluppata in prima persona sul campo, ma rappresenta anche un serio punto di riferimento al quale rivolgersi in caso di eventuali imprevisti riguardanti sia l’assistenza che la manutenzione, o ancora di possibili modifiche del sistema stesso o per farsi dare delle semplici spiegazioni in merito ad un aspetto piuttosto che a un altro. L’installatore competente ed esperto, in più, padroneggia e conosce alla perfezione gli apparecchi che deve montare, quindi sa bene in che modo tararli e in che punti installarli, ed elude a priori le manovre che possono provocare disturbi, danneggiamenti o falsi allarmi, sia nell’immediato che nel corso del tempo. Inoltre, se qualche cosa non dovesse andare come dovrebbe, torna tempestivamente sul posto per metterla a posto. Oltre a quanto appena elencato, un installatore evita all’utente quel lavoro di svariati giorni che per lui invece può richiedere normalmente solo un paio di giornate.

Come risulta ovvio, la spesa per questo tipo di lavoro è proporzionata a quella della manodopera del professionista che interviene, della cura nell’incarico specifico e del supporto e assistenza tecnica forniti al cliente. Per cui, in tale contesto, non bisogna focalizzare l’attenzione soltanto sul prezzo, poiché come ripeto sempre in questo blog “chi poco paga poco ha”. Infine, per rispondere alla tua domanda sulla ricerca di una ditta seria alla quale potersi rivolgere per l’installazione di un impianto di antifurto, realizza per i propri clienti installazioni professionali e curate nei minimi dettagli, avendo maturato un’esperienza sul campo dal 1969 ad oggi. Questa grande e comprovata realtà, vende e promuove soltanto prodotti di eccellente fattura, con un rapporto tra la qualità ed il prezzo competitivo e invidiabile nel panorama delle società concorrenti. In più, garantisce agli utenti una valida assistenza tecnica pre e post vendita a vita! Avrai modo tu stesso di renderti conto della validità di questa azienda (per quanto riguarda le tue esigenze, nella sezione dedicata ai sistemi di antifurto troverai tutte le informazioni che ti occorrono per fare una scelta consapevole e all’altezza delle aspettative). Un saluto e auguri per il tuo muovo impianto!

I ladri come disattivano le sirene esterne?

I ladri come disattivano le sirene esterne?

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Armando e da un po’ di tempo a questa parte sto valutando l’idea di dotarmi di un sistema d’allarme per proteggere la mia abitazione e con essa l’incolumità della mia famiglia, pertanto sto facendo un po’ di ricerche per capire cosa comprare e soprattutto come fare le scelte giuste e consapevoli. A tal proposito sono incappato in un dubbio, anzi per meglio dire in una sorta di preoccupazione, per questo ho deciso di scriverti sperando tu possa chiarirmi un po’ le idee. Secondo te quali sono le tattiche grazie alle quali i ladri riescono a disattivare la sirena d’antifurto esterna? E in che modo posso tutelarmi? Esistono delle accortezze da adottare per evitare che i malintenzionati riescano nel loro intento? Aspetto di conoscere la tua opinione in merito, e nel frattempo ti ringrazio per l’attenzione e la disponibilità!

Cordiali saluti

Armando da Novara

Risposta:

Buon pomeriggio Armando,

allora, parto subito dicendoti che in linea di massima i sistemi tradizionali con cui i malintenzionati riescono a disattivare la sirena dell’impianto di antifurto installata all’esterno, sono sostanzialmente due: spruzzare della schiuma sulla sirena per renderla muta e quindi incapace di emettere il segnale d’allarme sonoro, o quello di strapparla letteralmente dalla parete ed immergerla in un recipiente pieno di acqua. Detto ciò, i suggerimenti che posso darti per evitare e contrastare tali metodi i sono i seguenti:

a) puoi installare la sirena d’antifurto esterna in un punto abbastanza alto, anche se non eccessivamente. Per farti capire, l’ideale sarebbe un’altezza che non si possa raggiungere agevolmente con una sedia, ma nello stesso tempo che non sia eccessivamente alta, in modo tale che anche tu possa lavorarci comodamente senza complicarti troppo la vita o peggio ancora rischiare di cadere e farti male.

b) puoi installare una sirena d’antifurto esterna con funzione anti schiuma, ne trovi tante in commercio e ti garantiscono, per l’appunto, la protezione contro i tentativi di rendere il dispositivo inservibile per via dell’applicazione di schiuma da parte dei banditi;

c) ti suggerisco di evitare il più possibile di dotarti di una sirena completamente wireless (quindi al 100 % via radio, senza fili), poiché sono modelli generalmente più attaccabili rispetto a quelli via cavo o misti. A tal proposito, piuttosto, ti consiglio di provvedere ad installare una sirena d’antifurto wireless che abbia il collegamento alla rete della corrente 220 v;

d) puoi installare anche una sirena d’antifurto all’interno dell’ambiente che intendi mettere in sicurezza, ed un combinatore telefonico per l’avviso di chiamata in caso d’allarme preferibilmente dotato di una batteria tampone. In questa maniera, anche se qualche ladro dovesse riuscire a disattivare la sirena all’esterno, questi altri 2 dispositivi entrerebbero comunque in funzione, dandoti una segnalazione d’allarme sia sonora che telefonica di quanto sta succedendo, garantendo continuità nell’ambito della protezione della tua casa e della tua famiglia.

Serramenti zincati a caldo: caratteristiche e vantaggi

Serramenti zincati a caldo: caratteristiche e vantaggi

Domanda:

Buongiorno,

mi chiamo Alessandro e ho letto qua e là che l’acciaio, proprio per le sue caratteristiche intrinseche di elasticità, sicurezza e alta resistenza, risulta il materiale più idoneo, duraturo e funzionale per la realizzazione dei serramenti degli ambienti domestici e non. A tal proposito, essendo interessato all’applicazione di questo materiale per le finestre e porte finestre del mio appartamento, ti domando: quali sono i benefici dati dai serramenti zincati a caldo? Inoltre sapresti indicarmi un’azienda seria e preferibilmente con sede in Italia a cui potermi rivolgere per fare un acquisto di qualità e ad un buon prezzo? Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per i suggerimenti che vorrai darmi.

Cordiali saluti

Alessandro da Venezia

Risposta:

Buongiorno Alessandro,

hai perfettamente ragione, poiché oggigiorno i serramenti in acciaio zincato rappresentano una soluzione estremamente sicura, durevole ed economica disponibile sul mercato dei prodotti per la protezione passiva da effrazioni, furti e intrusioni da parte di ladri e malintenzionati. Senza dubbio nelle abitazioni, ma oramai da diversi anni nelle banche, negli uffici postali, nelle gioiellerie e in altri ambienti in cui si maneggiano quotidianamente soldi ed oggetti di valore, i locali sono quasi sempre blindati e salvaguardati tramite l’uso di vetrine ed ingressi di acciaio. I motivi di tale successo di applicazione di questa tipologia di materiale sono in linea di massima i seguenti:

a) Maggior durata nel tempo dei prodotti, anche in luoghi difficili e ostici per struttura e caratteristiche;

b) Maggior prevenzione dalla corrosione dovuta alla ruggine: i piccoli punti maggiormente esposti alla corrosione, come ad esempio i tagli o le trapanature, vengono sigillati dai prodotti di corrosione propri dello zinco, mentre per quanto riguarda i punti più ampi, la protezione catodica evita il diffondersi della ruggine che di solito si crea al di sotto dello strato di verniciatura;

c) Questo processo innovativo realizza un vero e proprio rivestimento legato al livello metallurgico all’acciaio, è importante sottolineare che nessun altro processo è capace di ottenere un risultato simile. Di conseguenza, l’acciaio galvanizzato garantisce agli utenti il più elevato grado di resistenza contro i danni meccanici che si possono presentare nel corso del tempo.

Montare il cilindro europeo

Montare il cilindro europeo

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Paolo ed ho sentito che montare il cilindro europeo non vuol dire necessariamente avere sicurezza, invece ho avuto modo di capire che esistono dei piccoli accorgimenti per metterlo che possono renderlo sicuro. Dovendo comprare a breve un nuovo portone, vorrei avere dei consigli per fare la scelta giusta e per affidarmi a dei professionisti seri ed esperti nel settore. Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per le dritte che mi darai!

Un saluto

Paolo

Risposta:

Buon pomeriggio Paolo,

Nulla da dire su quanto hai detto, poiché in effetti cilindro europeo non vuol dire necessariamente sicurezza, bensì si tratta di un nuovo standard che semplifica la vita quando ad esempio si perdono le chiavi, in quanto non sarà più necessario spendere una fortuna (risolverai con 200 o 300 euro circa per il cambio del cilindro). Entrando nel merito della tua richiesta, come hai già anticipato tu nella mail, se possiedi il giusto cilindro e sai montarlo con piccoli segreti ed accorgimenti, il tuo portone sarà un passo avanti in fatto di sicurezza. A questo punto, però, devo specificarti che questo passaggio non basta (mi capita abbastanza spesso di vedere gente che compra portoni scadenti e poi crede erroneamente di poter rimediare sostituendo il cilindro da un professionista…niente di più sbagliato).

Il portone blindato, per essere davvero sicuro a 360 gradi, deve essere il frutto di un insieme di accorgimenti e materiali di buona qualità che nel complesso costituiscono il portone stesso. Il tutto parte dalla fase di installazione, passando poi per la struttura del portone al bilanciamento dello stesso, nonché dai sistemi di sicurezza secondari (nella maggior parte dei casi questi ultimi sono poco conosciuti ma ti assicuro fondamentali) fino ad arrivare ad ulteriori fattori e caratteristiche che soltanto chi lavora con professionalità e serietà può conoscere ed utilizzare per rendere un buon servizio ai propri clienti! Sfortunatamente di questi esperti e professionisti non ne sono rimasti tanti in circolazione, e molti puntano su interventi scadenti, ma senza dubbio sbrigativi e apparentemente soddisfacenti anche a livello economico. Ma non è così, e col passare del tempo i problemi con questi lavori approssimativi vengono a galla.

Riprese del volto in alta qualità

Riprese del volto in alta qualità

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Stefania e ti scrivo per porti le seguenti domande: quali modelli di telecamere di videosorveglianza dovrei scegliere ed acquistare per riuscire a filmare e visualizzare il volto di chi entra dal portone di ingresso della mia abitazione in modo limpido e soprattutto riconoscibile? Secondo te in che punto preciso della casa dovrei installarle per ottenere la giusta angolazione? In commercio (on line o negozio fisico) a chi dovrei rivolgermi per comprarle e montarle in tempi brevi e con operatori competenti? Grazie infinite per l’attenzione e per l’aiuto che mi darai, resto in attesa di un tuo gentile riscontro.

Cordiali saluti

Stefania da Livorno

Risposta:

Buon pomeriggio Stefania,

prima di tutto ci tengo a precisare che la buona qualità delle immagini delle telecamere è indispensabile per raggiungere dei risultati soddisfacenti, in particolar modo nel caso in cui si ricorra alle vie legali. Per ottenere una valida qualità delle riprese di chi entra dalla porta, dal cancello o più in generale da qualunque tipologia di ingresso, è necessario dotarsi di telecamere ad elevata risoluzione, e che al contempo abbiano anche altre caratteristiche importantissime che ora ti illustro. Basilari sono anche la scelta del giusto obiettivo, la qualità dello stesso (da escludere pertanto i dispositivi che non arrivano da aziende serie e specializzate nel campo dei sistemi per la sicurezza) ed il progetto riguardante l’installazione.

In linea di massima si tende a scegliere degli obiettivi grandangolari; accade di frequente, tuttavia, che si abbia proprio l’occorrenza di visualizzare chiaramente il volto di coloro che entrano, come nel tuo caso specifico. Per questa ragione è preferibile optare per una doppia soluzione: una prima videocamera ad elevata risoluzione fornita di un obiettivo stretto (il tutto, naturalmente, da valutare in base al punto esatto di installazione) da puntare direttamente sulla porzione di spazio corrispondente all’altezza del volto di chi si trova in procinto di entrare, ed una seconda videocamera grandangolare posizionata dentro l’edificio per avere quante più indicazioni ed informazioni sulla persona, dovute per esempio dal tipo di abiti indossati, dall’atteggiamento, dal modo di incedere, di muoversi e così via, senza sottovalutare l’aspetto più importante nell’applicazione di questo tipo di telecamera di videosorveglianza, ovvero riprendere un eventuale reato (per esempio una rapina, un furto, una aggressione ecc.).

Qui troverai tutto il necessario, con telecamere in alta risoluzione ed elevata qualità, il tutto ad un buon prezzo di mercato poiché non ci sono intermediari a far lievitare i costi (rapporto diretto dalla A alla Z). Questa azienda, tra le altre cose, grazie ad un team di installatori esperti, oltre alla vendita sia all’ingrosso che al dettaglio effettua anche le installazioni, garantendo agli utenti anche il miglior supporto e assistenza tecnica per qualsiasi necessità, anche a livello progettistico. Un saluto e in bocca al lupo per il tuo sistema di videosorveglianza!

Alimentatore centrale d’allarme

Alimentatore centrale d’allarme

Domanda:

Salve,

mi chiamo Romolo e vi scrivo per porvi le seguenti due domande: qual è il ruolo di un alimentatore nell’ambito del funzionamento di una centrale d’antifurto? In che maniera posso capire se il mio alimentatore è potente a sufficienza?

Grazie per l’attenzione

Romolo

Risposta:

Salve Romolo,

la centralina d’allarme antifurto, oltre alla gestione delle varie funzioni in capo al sistema di sicurezza, ha il compito di fornire energia indispensabile al suo funzionamento. Nell’ambito della normale tensione di rete, questa energia è data dall’alimentatore, mentre quando si verifica la mancanza della corrente, tale energia viene fornita dalla batteria tampone ospitata dentro la centralina e negli altri apparecchi auto alimentati del sistema di antifurto. Una valida alimentazione è necessaria non solo per il regolare funzionamento dell’antifurto ma anche per il suo perdurare nel corso del tempo. In linea di massima, inoltre, è sempre preferibile che esso sia diviso e non integrato nel circuito della centrale, in modo tale che, ad un ipotetico guasto del solo alimentatore, non si renda necessario sostituire l’intera centrale ma soltanto il singolo elemento. Come specificato sopra, l’alimentatore ha l’importante compito di provvedere a colmare la mancanza di alimentazione per l’impianto e di ricaricare le batterie tampone presenti. Dunque, per quanto riguarda la tua seconda domanda sul come fare a capire se il tuo alimentatore è abbastanza potente, bisogna effettuare un piccolo calcolo conseguibile prendendo i dati dell’antifurto:

  1. a) Prendi i dati dell’assorbimento sia a riposo che in allarme dei vari apparecchi (centralina, rilevatori e così via), rilevabili tramite le informazioni fornite dalla ditta costruttrice (ad esempio i requisiti tecnici contenuti nel manuale delle istruzioni); b) individua la capacità delle batterie tampone.

Applica la seguente formula:

Cu = (∑Cb: Tr) x 0,8 + Cr

Cu indica la corrente in uscita dall’alimentatore; ∑Cb indica la somma delle capacità di tutte le batterie tampone del sistema di antifurto; Tr indica il tempo minimo della ricarica delle batterie calcolato in ore; Cr indica il livello d’assorbimento della corrente a riposo di tutti gli apparecchi alimentati dalla centralina calcolato in Ampere. Per esempio: se si applica tale formula con una batteria tampone in centrale di 7 Ah ed un consumo complessivo a riposo di 0,2 A, ipotizzando di possedere un’ulteriore batteria tampone per la sirena auto alimentata da 2 Ah e di avere a disposizione un tempo minimo di ricarica pari a 12 ore, si otterrà il seguente risultato [(7 + 2): 12] x 0,8 + 0.2 = 0,8 A. Pertanto la centrale dovrà essere dotata di un alimentatore che fornisca per lo meno 0,8 A.

Ad ogni modo, vista la tendenza di una parte delle ditte costruttrici a gonfiare tale valore, oltre al fatto che sarebbe sempre preferibile non utilizzate l’alimentatore al massimo delle sue capacità, suggerisco di optare per una centrale con alimentazione superiore, per far sì che lavori quasi a freddo, o ancora di valersi di alimentatori esterni integrativi, in modo tale che il loro lavoro sia distribuito fra più apparecchi.