Alluminio e Magnetici: quali problemi?

Alluminio e Magnetici: quali problemi?

 

Salve,

sono Lino e ho una antifurto quasi completo. Quello che manca è la protezione degli infissi. Il resto dell’impianto è filare, ma non posso prendere sensori filari anche per le finestre. Infatti non riesco a far arrivare i fili fino a lì. Pertanto sono costretto a scegliere sensori wireless. Dico costretto perché da sempre preferisco il filare. Essendo le mie finestre in alluminio, a che tipo di problemi vado incontro? Il magnete del sensore potrebbe essere disturbato dall’alluminio? Spero di essere stato chiaro.

Grazie

Ciao Lino e grazie a te! La domanda è chiara e anche la situazione. Ti rispondo subito sperando di fugare i tuoi dubbi.

Oggi in commercio ci sono sensori a contatto magnetico wireless studiati appositamente per gli infissi in alluminio. La tecnologia ha fatto passi da gigante in questo ambito, tanto che esistono sensori magnetici per le porte blindate. La presenza del ferro non causa più falsi allarmi, ma è bypassata da magneti che possiamo definire più potenti e più funzionali.

Il problema di questi sensori potrebbe essere la loro grandezza, in genere maggiore rispetto ai magnetici normali . Il più delle volte però, l’alluminio di una finestra non impedisce ai sensori magnetici, anche se non specifici, di fare il loro lavoro.

Considera inoltre che nella maggior parte dei casi, i problemi dovuti all’alluminio vengono superati con degli spessorini che isolano il sensore a contatto.

Ti rassicuro infine sull’affidabilità di un sistema wireless: i falsi allarmi sono stati praticamente eliminati dalla vasta gamma di soluzioni in commercio.

A presto!

Sirene esterne, le anomalie

Sirene esterne, le anomalie

La sirena esterna è una componente fondamentale per un impianto di antifurto completo. Il suo compito è suonare in caso di allarme spaventando i ladri in azione e avvisando della loro presenza il vicinato. Esistono vari modelli di sirena esterna; la discriminante è la modalità di alimentazione. Ci sono quelle a batteria, completamente wireless; quelle a ricarica solare, provviste di pannelli con celle solari; quelle alimentate da un trasformatore; e infine quelle filari, alla cui alimentazione provvede la centralina stessa.

In ogni caso, qualsiasi tipo di sirena abbiate, è importante che funzioni al meglio e non ci siano problemi che ne compromettano l’intervento in caso di allarme. Capita infatti a volte che la sirena emetta degli strani suoni senza che ci sia stato un allarme. La causa principale di queste anomalie è da ricercarsi proprio nell’alimentazione.

Per le sirene completamente wireless potrebbe trattarsi della carica delle batterie che viene meno. Se fosse così potremmo verificarlo sul pannello di controllo della centrale. Per le sirene collegate direttamente alla 220 di casa invece, la prima cosa da fare è controllare la tensione del trasformatore. Per le solari dovremmo assicurarci dello stato del pannello solare e accertarci che alimenti regolarmente la batteria della sirena. Infine per le sirene alimentate filarmente, il problema potrebbe essere un carico eccessivo per la centrale. Magari sono stati aggiunti al sistema dei sensori filari che richiedono un’alimentazione supplementare.

In conclusione, se le nostre sirene suonano stranamente e senza motivo apparente, la prima operazione da effettuare è verificare che ricevano l’alimentazione correttamente, qualunque ne sia la modalità.

Telecomandi e codici

Telecomandi e codici

Ciao,

posseggo un antifurto casa da qualche anno e sono super soddisfatto, anche grazie ai vostri consigli. Tutto funziona alla perfezione. Ultimamente però mi è capitato di trovare l’antifurto disarmato senza che io avessi manovrato con il telecomando. Cosa può essere successo? È vero che i codici dei telecomandi possono essere individuati dai ladri e inibiti?

Grazie, Mirando

Ciao Mirando! Sono contento della tua soddisfazione in merito all’antifurto e ai nostri consigli, fa sempre piacere sapere di essere stati utili!

Per quel che riguarda i telecomandi, è vero che i loro codici, viaggiando su frequenze radio, possono essere intercettati dai ladri: basta un’antenna sintonizzata sulla stessa frequenza e il gioco è fatto. Meno facile è inibire le loro funzioni. Oggi infatti la maggioranza dei telecomandi ha i codici criptati, impossibili quindi da decifrare. Un’altra tecnologia che impedisce ai ladri di mettere fuori uso i telecomandi è il rolling code: un codice che cambia continuamente. Se i tuoi telecomandi rispondono a queste caratteristiche puoi dormire sogni sereni! E’ probabile che il tuo antifurto sia stato disarmato da un famigliare senza volere, premendo per caso il tasto del telecomando: può capitare.

A presto

La protezione dei campi

La protezione dei campi

Le proprietà da difendere dall’attenzione dei ladri sono molteplici e così anche gli antifurti adatti. Ci sono gli appartamenti per i quali è sufficiente un semplice impianto di allarme; ci sono poi gli esercizi commerciali dove può essere utile installare anche un nebbiogeno; c’è chi invece deve monitorare un parcheggio aziendale e opta per un sistema di videosorveglianza. Ma chi, oltre a dover proteggere la casa, deve fare lo stesso con un terreno agricolo, tra quali soluzioni può orientarsi?

Innanzitutto vanno considerate alcune varianti. Primo, la casa è fornita di impianto antifurto? Se la riposta è affermativa, per la protezione del terreno si potrebbero installare dei sensori collegati alla centralina nell’abitazione. In questo caso quelli più indicati sono i sensori wireless a barriera o volumetrici, sempre che sia fattibile la loro installazione presso il terreno. Optando per questa soluzione si avrebbe il vantaggio di avere un sistema unico in grado di proteggere integralmente la proprietà e avvisarci in caso effrazione. Prima di fare questa scelta, però, va tenuta presente la distanza tra il terreno e la casa dove c’è la centrale.

Qualora la distanza fosse eccessiva, si potrebbe adottare un’alternativa: la videosorveglianza. Installare delle telecamere direttamente sul perimetro di casa. Perché la soluzione si riveli efficace è necessario che l’obiettivo delle telecamere scelte arrivi fino al terreno da monitorare e soprattutto che le telecamere stesse siano munite di motion detection, cioè della tecnologia che permette loro di rilevare i movimenti e registrarli. Inoltre il sistema deve avere la possibilità di inviare segnalazioni dei movimenti al proprietario del terreno.

Come si vede le soluzioni ci sono, basta capire le proprie esigenze. I sensori costano meno di un sistema di videosorveglianza, ma questa permette di ovviare a eventuali problemi di installazione dei sensori derivanti dall’eccessiva distanza dalla centralina e le relative difficoltà di comunicazione.

Allarme senza fili: perché?

Allarme senza fili: perché?

Le ragioni per munirsi di un antifurto senza fili sono molteplici. Una di queste sicuramente è la comodità: un sistema del genere non prevede infatti cablaggi e interventi invasivi sul locale da proteggere. I sensori deputati al controllo dell’abitazione o dell’esercizio commerciale non necessitano, infatti, di collegamenti filari verso la centralina di allarme; la comunicazione avviene via radio. L’unica accortezza da usare prima dell’acquisto dell’impianto è fare un “censimento” delle zone da proteggere: quante sono le finestre? Quante le porte?

Una volta effettuato il conteggio e individuata la tipologia di sensori (magnetici, di movimento, volumetrici, a tenda ecc.), ci si può focalizzare sulla centralina, il vero cuore dell’impianto. La scelta è ampia: centraline GSM gestibili da remoto con sms e chiamate; centraline PSTN da collegare alla rete fissa telefonica; centralini WIFI da collegare alla rete internet di casa. Tutte comunque in grado di comunicare con i dispositivi ad esse collegati via radio, wireless, senza la presenza di fili.

A completare l’impianto sono i telecomandi, le tastierine e le chiavi elettroniche (sempre wireless) con i quali comandare la centrale: attivare la protezione totale o parziale, oppure disinserire l’allarme. Non vanno infine trascurate le sirene (a batteria, a carica solare) e i deterrenti di vario genere, visivi o sonori, da installare all’esterno dell’immobile.

Sistema Nebbiogeno: buona idea oppure no?

Sistema Nebbiogeno: buona idea oppure no?

Domanda:

Salve,

mi chiamo Eleonora e possiedo negozio di ottica e purtroppo ho già subito diversi furti. Cercando delle soluzioni valide per mettere al sicuro la mia attività da ladri e delinquenti vari, ho letto dell’esistenza del sistema di antifurto nebbiogeno, che sarebbe in grado di creare una nebbia fitta facendo in modo che il malvivente non riesca a vedere nulla. Secondo te si tratta di un buona soluzione? Confido in un tuo buon consiglio, nel frattempo ti ringrazio e saluto!

Eleonora

Risposta:

Salve Eleonora,

prima di dirti se si tratta di un sistema valido o meno, faccio una piccola premessa così da rendere più chiaro il discorso sull’argomento. Nel campo dei sistemi anti intrusione ci sono due scopo prioritari da avere ben presente per proteggere in modo intelligente gli edifici, che siano case o negozi: non consentire ai malfattori di entrare, e se riescono comunque ad entrare, non devono avere l’opportunità di far nulla. Per ciò che concerne il primo obiettivo (ossia che i delinquenti non devono avere modo di entrare), il tipo di protezione da realizzare è quello a strati. Ad esempio, se si ha un ambiente esterno come un giardino, occorre difenderlo attraverso l’installazione di specifici rilevatori da esterno. Oltre a ciò occorre proteggere il perimetro, ovvero le porte e gli infissi dalla zona esterna, e come ultima cosa è necessario proteggere lo spazio interno installando dei rilevatori di movimento. Le persone che abitano in un palazzo condominiale o in un appartamento, potranno concentrarsi solamente sugli infissi e sulle porte esterne e, naturalmente, sull’area interna.

Detto ciò, nei casi in cui un ladro dovesse riuscire a introdursi, esiste un prodotto molto innovativo da prendere in considerazione: il nebbiogeno. Quest’ultimo sistema di protezione è senza dubbio un’ottima idea, specialmente nelle attività commerciali come la tua. Questi sistemi, tuttavia, presuppongono un grande difetto che ne sta limitando di molto la vendita. Ti spiego a cosa mi riferisco: per esempio, mettiamo il caso che dopo aver installato un sistema con nebbiogeno nel tuo negozio si verifichi un falso allarme imprevisto in piena notte, cosa potrebbe succedere? Una ipotesi più che plausibile è che la nebbia generata dal dispositivo comincerebbe ad espandersi per tutto il locale, come è naturale e prevedibile che sia. Il guaio in tutto ciò deriva dal fatto che alle volte questa nebbia può essere confusa per del fumo, te lo dico perché è già capitato, nella fattispecie, che in determinate circostanze i vigili del fuoco abbiano fatto irruzione distruggendo vetrate, porte o serrande blindate, ritrovandosi poi con la spiacevole sorpresa che in realtà non c’era alcuna emergenze e pericolo di incendio… Puoi capire bene che in una situazione di questo tipo il danno è doppio: per loro che sono intervenuti inutilmente mettendo in campo delle risorse inservibili, e per i proprietari che troveranno le loro attività danneggiate! Pertanto, concludendo, per rispondere alla tua richiesta ti dico sì, si tratta di una buona idea, ma per i motivi sopra elencati utilizza tutte le precauzioni del caso! Un saluto

Come attaccare i cavi alla centrale antifurto

Come attaccare i cavi alla centrale antifurto

Domanda:

Buon pomeriggio,

io mio nome è Valerio e seguo spesso questo blog poiché lo trovo interessante e soprattutto molto utile! Oggi ho deciso di contattarti per avere un buon consiglio: nel corso dell’ultimo periodo ho deciso di acquistare ed installare una centrale di antifurto per la protezione della mia abitazione, ed ho valutato l’idea di optare per un sistema filare in quanto ho avuto modo di vedere che rispetto alla versione wireless è più sicuro ed affidabile (oltre al fatto che ho già la predisposizione in casa per il via filo). Devo ammettere però di non avere moltissima dimestichezza con questa tipologia di intervento, per questo vorrei capire con il tuo aiuto in che modo devo attaccare i cavi alla centrale d’allarme e ai vari elementi che compongono l’impianto. Inoltre ti chiedo di indicarmi il nome di una azienda esperta nel settore (preferibilmente nel Lazio), alla quale potermi rivolgere per effettuare l’acquisto senza incorrere in perdita di denaro e di tempo, e soprattutto che sappia seguirmi passo passo! Attendo di sapere come fare, nel frattempo ti ringrazio vivamente per l’aiuto e per la tua disponibilità.

Un saluto

Valerio

Risposta:

Buon pomeriggio Valerio,

devo dire che il collegamento dei cavi alla centrale d’allarme è, in linea di massima, standard a livello teorico. Per quanto riguarda invece l’atto pratico, potresti invece ritrovarti ad avere a che fare con funzioni differenti e schemi elettrici non intuitivi e particolareggiati. A tal proposito il mio suggerimento per te è quello di puntare su una e studiarne bene tutte le specifiche tecniche, in questo modo vedrai che poi il resto lo capirai senz’altro meglio. Detto ciò, a questo punto ti invito ad acquistare tutta l’apparecchiatura presso un rivenditore serio di professionisti nel settore, dove ci sia un operatore competente che sia disposto ad aiutarti e a seguirti man mano. Infine, per rispondere alla tua domanda su una ditta valida alla quale affidarti per l’acquisto. E pensa che ora, e lo stesso vale per molti dei miei colleghi, faccio il tecnico d’antifurto di mestiere ed acquisto regolarmente da loro, perché sono sempre affidabili, innovativi e garantiscono un’assistenza straordinaria e senza eguali, ancor di più se si prendono in considerazioni le aziende concorrenti attualmente sul mercato dei prodotti per la sicurezza. Entrando nel merito della tua richiesta specifica, puoi dare un’occhiata alla loro centralina Vision 8, si tratta di un prodotto altamente innovativo, con un ottimo rapporto qualità prezzo, molto piacevole a livello estetico, completa di tutto, semplice da usare e gestire e con un ampio spazio e margine per effettuare i vari collegamenti.

Contatto magnetico per ferro

Contatto magnetico per ferro

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Ivan e ti scrivo per chiederti se secondo te può andar bene qualunque tipo di contatto magnetico d’apertura per un portone o un infisso di ferro oppure ci sono delle differenze da prendere in considerazione a seconda del materiale su cui si installa il dispositivo d’antifurto. Attendo di conoscere la tua idea in merito, nel frattempo ti saluto e ringrazio!

Ivan

Risposta:

Buon pomeriggio Ivan,

prima di entrare nel merito della tua specifica richiesta, credo sia il caso di spiegare brevemente che cosa sono i contatti magnetici d’apertura e quali le loro funzioni: si tratta di piccoli apparecchi che vanno applicati sui due battenti della porta o della finestra che si intende mettere in sicurezza. L’obiettivo? Far sì che, nell’istante in cui vengono allontanati a causa dell’apertura della porta o dell’infisso, si verifichi il blocco del campo magnetico generato. Pertanto il loro scopo, non appena viene rilevata l’apertura non voluta, è quello di inviare un segnale alla centralina d’antifurto (filare o wireless che sia), così che essa stessa possa far scattare l’allarme anti-intrusione. Per quanto riguarda l’aspetto estetico, il contatto magnetico può avere forme diverse: rettangolare, cilindrica o con un’apposita filettatura nel caso di innesto delle viti. Ad ogni modo si presentano con dimensioni ridotte, discreti e non invasivi, i quanto una volta tinteggiati dello stesso colore dell’infisso e della porta, si adattano alla perfezione con lo stile dell’arredamento del luogo in cui vengono installati. Si parla di apparecchi economici e ed efficaci nel riconoscere le intrusioni da parte di ladri e malviventi. Infine, per ciò che concerne la componentistica dei sistemi d’antifurto per le case o per gli uffici, ne bastano anche soltanto un paio, naturalmente di polo opposto.

Detto ciò, tornando alla tua domanda specifica sui contatti magnetici e sul materiale per l’installazione, la risposta è no, non va bene qualsiasi modello di contatto magnetico per l’applicazione su una porta o un infisso in ferro. Difatti esistono varie tipologie di contatti, alcune sono opportune per l’installazione sulle superfici ferrose, mentre altre rischiano di smagnetizzarsi con il tempo nel caso di una installazione similare. Detto ciò, per non fare la scelta sbagliata, ti consiglio di chiedere il parere di un rivenditore esperto e professionale per farti consigliare il rilevatore migliore, soprattutto perché come ho accennato sopra ci sono in commercio contatti magnetici d’apertura di varia forma, isolamento e potenza che si adattano in modo migliore ai diversi contesti. In riferimento a quanto appena detto.

UPS rotto: come rigenerarlo

UPS rotto: come rigenerarlo

Domanda:

Ciao,

mi chiamo Gabriele e ti scrivo per chiederti come bisogna agire quando si ha a che fare con un USP danneggiato… devo necessariamente comprarne uno nuovo oppure posso sistemarlo? Se si in che modo si può rigenerare? Aspetto di conoscere la tua idea in merito, e nel frattempo ti ringrazio tanto per l’attenzione e per aiuto che mi dedicherai nella risposta.

Cordiali saluti

Risposta:

Ciao Gabriele,

Capita spesso di sentir parlare di USP o gruppo di continuità, in particolar modo nel campo delle applicazioni informatiche, al tempo stesso però è difficile che si sappiano con esattezza tutti i benefici che questo dispositivo è in grado di apportare, come poter effettuare la scelta migliore in base alle proprie specifiche necessità di sicurezza o ancora come poter calcolare il livello ideale di potenza utile ad un corretto e duraturo funzionamento nel tempo. L’USP, ovvero il gruppo statico di continuità, dalla dicitura in inglese Uninterruptible Power Supply, è un apparecchio usato per mantenere alimentati a livello elettrico in corrente alternata apparecchiature elettriche in modo costante. Si tratta di uno strumento indispensabile laddove ci siano dei dispositivi elettrici che non devono, in alcuna circostanza, restare senza corrente (per esempio in arre pubbliche come nosocomi, centrali e così via), poiché se ciò si verificasse si provocherebbe una inefficienza più o meno onerosa a seconda dei casi. Risulta molto utile anche nei Paesi in cui si verificano vari e sistematici black out. Dopo questo breve excursus generico sull’USP, devo dire che spesso questo apparecchio ci salva ore e ore di lavoro, e protegge con efficienza gli impianti di videosorveglianza in mancanza di corrente elettrica.

I gruppi di continuità restano attivi ed operano senza soste 24 ore al giorno, e presentano pertanto un loro specifico ciclo di durata. Per tale motivo, dopo alcuni anni, anche gli USP danno il ben servito, tuttavia non sono del tutto spacciati, e in taluni casi c’è una maniera per rigenerarli: è sufficiente cambiare le batterie presenti al loro interno. Il gruppo di continuità, difatti, è in sostanza formato da diverse batterie e da un carica batterie: se ci armiamo di un cacciavite e apriamo il gruppo di continuità stando ben accorti a ricordare l’ordine delle viti e dei vari elementi, scorgeremo facilmente e rapidamente una o più batterie, spesso legate fra loro grazie ad alcuni connettori. A questo punto, una volta sfilati questi connettori, sarà possibile vedere la batteria contenuta all’interno. Di solito tale batteria è una ricaricabile a piombo da 12 V e con un differente amperaggio in base alla misura; fatto ciò non servirà altro che leggere di fianco alla batteria stessa le specifiche tecniche e chiamare un distributore di prodotti per sistemi di antifurto per comprarne di nuove. Una volta rimosse le vecchie e sostituite con le nuove batterie, basterà richiudere il tutto per far sì che il nostro gruppo di continuità si rigeneri e torni come nuovo. Spero di aver risposto alla tua domanda in maniera chiara e puntuale, per qualsiasi altra questione mi trovi sempre qui!

Telecamera via internet e videoregistrazione

Telecamera via internet e videoregistrazione

Domanda:

Buon pomeriggio,

mi chiamo Gianfranco e da un po’ di tempo a questa parte sto valutando l’idea di acquistare ed installare un sistema di videosorveglianza che mi permetta di proteggere la mia proprietà e di avere tutto sotto controllo soprattutto quando sono lontano da casa, cosa che accade spesso per via del mio lavoro. A tal proposito vorrei dotarmi di una o più telecamere che mi consentano di visionare le immagini via internet e possibilmente anche registrarle direttamente sul mio pc. Hai qualche buon consiglio da darmi in proposito? Su quali prodotti dovrei orientarmi? Inoltre hai da suggerirmi il nome di una ditta serie ed esperta nel settore che mi possa offrire prodotti di qualità ed assistenza tecnica professionale? Ti ringrazio per la disponibilità e per l’aiuto che mi darai!

Cordiali saluti

Gianfranco da Torino

Risposta:

Buon pomeriggio Gianfranco,

nell’ambito della tua richiesta specifica, loro hanno una videocamera molto innovativa e performante per la visualizzazione delle immagini da internet. Posso dirti per esperienza personale che le telecamere delle aziende concorrenti, in realtà, richiedono tutte impostazioni non poco difficoltose e macchinose, o ancora presuppongono servizi sia gratuiti che a pagamento come ad esempio il DDNS o l’IP statico e così via. Le IP camera network della speciale tecnologia denominata “Plug & Play”: ciò vuol dire che, una volta effettuato il collegamento della telecamera al router, il gioco è praticamente fatto, senza alcuna impostazione aggiuntiva né altri interventi!

Per via di questa vantaggiosa caratteristica, questa telecamera risulta adatta a tutte le esigenze di sicurezza, sia per coloro i quali desiderano effettuare da soli il montaggio, sia per chi si rivolge all’installatore esperto, il quale ha la possibilità di risparmiare il 50 % del tempo dovuto alle programmazioni, e non avere nessuna problematica di supporto o assistenza tecnica. Dunque un beneficio sia per il cliente che per l’operatore che interviene! In più, inclusa nella confezione della videocamera, viene offerto un software innovativo utile per gestire in contemporanea sino a 16 telecamere di videosorveglianza via internet, con la possibilità per l’utilizzatore di visualizzare, ascoltare, registrare e rivedere i filmati comodamente e senza intoppi dal proprio computer. Si tratta di un apparecchio ideale sia per gli esperti che per i meno esperti, perciò adatto per tutte le persone che ricercano un prodotto qualitativamente valido al giusto prezzo, e che al contempo consenta di evitare criticità o seccature in tutte le fasi di installazione.

Spero di averti fatto una panoramica chiara e puntuale sull’argomento, comunque se dovesse servirti ancora il mio parere puoi tornare tranquillamente a scrivermi. Un saluto e in bocca al lupo per il tuo sistema di videosorveglianza!