Come muoversi in caso di batterie sirena esaurite

Come muoversi in caso di batterie sirena esaurite

La sirena dell’antifurto richiede una manutenzione precisa e metodica. In particolare, quando le batterie si esauriscono, è necessario muoversi in maniera tempestiva per effettuare la sostituzione e fare in modo che una struttura continui ad essere protetta da eventuali furti ed intrusioni. Come bisogna muoversi in determinate circostanze?

Prima di scoprire il procedimento vero e proprio, bisogna mettere in evidenza l’importanza fondamentale di un dispositivo di questo genere. Stiamo parlando di un marchingegno semplice e sofisticato al tempo stesso, che va settato con la massima precisione per fare in modo che possa agire nella maniera auspicata. Un buon sistema antifurto deve attivarsi non appena avverte movimenti sospetti all’interno dell’ambiente nel quale è stato installato. Un discorso valido anche per i moderni sistemi wireless, che come si evince dalla denominazione riescono a funzionare senza l’ausilio di alcun filo, cavo o connettore. Basta un rapido settaggio per ottenere i risultati sperati nel giro di pochi minuti, al fine di poter usufruire di un prodotto di assoluto rilievo a prezzi contenuti e dall’efficacia sicura e garantita.

Ma ora entriamo nei particolari e torniamo al tema iniziale, ossia le misure giuste da adottare per sostituire le batterie della sirena dell’antifurto. Per portare a termine questo compito è sufficiente aprire il coperchio della sirena, togliere le batterie che ormai hanno smesso di funzionare e sostituirle con altri modelli nuovi di zecca. La procedura è estremamente semplice e rapida, con la collocazione precisa della centralina. Un’operazione di questo genere può essere portata a termine anche in maniera autonoma, seguendo alcune indicazioni alla portata anche di coloro che non hanno grande dimestichezza con dispositivi elettronici e tecnologici.

Ciò che conta è che qualsiasi ambiente non rimanga mai scoperto, e che quindi la sostituzione avvenga in maniera tempestiva. Ogni tanto bisogna mettere alla prova il dispositivo e verificare la sua effettiva funzionalità, anche nei momenti di massima tranquillità. Se l’apparecchio non risponde nella maniera migliore, è necessario iniziare a porsi alcuni dubbi sulla sua capacità di agire al meglio. Se non viene riscontrato alcun tipo di guasto o usura, ecco che entra in gioco l’ipotesi relativa al cambio delle batterie, che devono risultare pienamente compatibili col dispositivo nel quale devono essere installate.

Come si può ben notare, per sostituire le batterie della sirena dell’antifurto basta davvero poco. Sono sufficienti la capacità di centrare rapidamente il problema e un pizzico di manualità, essenziale per chi possiede anche le più basilari nozioni delle varie tecniche di fai da te.

Contatti magnetici collegati in serie

Contatti magnetici collegati in serie

I contatti magnetici sono una specie di interruttori a due posizioni, attraverso cui, facendo un collegamento in serie, si aprirà uno dei contatti, che darà il segnale d’allarme, che a sua volta segnalerà il pericolo tramite il contatto radio.
Usando questo sistema però, l’unico neo, è che non si riesce a distinguere da quale dei contatti proviene l’allarme.

I sensori filari che segnalano la presenza in casa di sconosciuti, possono essere a doppia tecnologia, a infrarossi o a microonde, e sono dotati di una morsettiera che viene usata per il collegamento, tramite un cavo conduttore, con la Centrale Operativa di Sicurezza.

I contatti magnetici collegati in serie, vengono alimentati attraverso due cavi, quello positivo e quello negativo. L’alimentazione è fornita direttamente dalla centrale antifurto, con una potenza massima di 12 volt.

Un componente di questi sensori è il Tamper, definito anche Antisabotaggio, che altro non è un piccolissimo interruttore che segnala quando l’involucro del contatto viene aperto.
Il Tamper è direttamente in collegamento con la linea antisabotaggio della Centrale Operativa antifurto, tramite l’uso di due cavi.
Nel caso si verifichi l’eventualità che l’involucro venga aperto, il tamper segnala subito alla centrale la tentata manomissione.

I contatti in serie, sono facili da installare, tanto che il tutto può essere fatto autonomamente senza l’aiuto di installatori professionisti.
Di solito sono due i tipi di collegamento che vengono usati per gli impianti antifurto, e sono quello in serie e quello in parallelo. Quello in serie è usato per collegare su un singolo ingresso zona, e cioè in centrale, la linea antisabotaggio dei sensori.
Il secondo invece, e cioè quello in parallelo è usato principalmente per mettere insieme tutte le alimentazioni dei vari rilevatori.
Chi ha già provveduto ad installare nella propria abitazione questi contatti, consiglia di fare un collegamento in serie di massimo tre o quattro sensori, perché nel caso si verificasse una rottura, diventerebbe molto difficile l’individuazione del sensore da sostituire.

Il collegamento in serie di vari componenti, in campo elettronico è definito con “OR”.
La serie tra i due contatti dà vita ad un allarme che si presenta nel momento in cui si viola l’area che è protetta dal sensore, infatti se l’intruso attraversa l’area che viene coperta anche da un solo sensore, l’allarme scatta.

Se si usa un generatore di corrente supplementare per dare energia ai vari sensori, bisogna tenere sempre a mente di collegare la massa del generatore, ad un ingresso zona della Centrale Operativa di Sicurezza.

Qualche volta capita di dover modificare l’impianto esistente, aggiungendo un sensore in una stanza non protetta, per poi effettuare un collegamento con un ingresso zona della centrale. Se invece non ci sono zone disponibili, bisogna invece collegare in serie i due sensori.

Antifurto gsm forze dell’ordine

Antifurto gsm forze dell’ordine

Una delle esigenze maggiormente avvertite dai proprietari di immobili è quella di installare un impianto di antifurto per prevenire furti o intrusioni nelle proprie abitazioni. Sia nel caso di abitazioni civili che di esercizi commerciali una ulteriore tutela è rappresentata dal collegamento dell’antifurto, tramite un’apposita scheda gsm, al centralino delle forze dell’ordine. Prima di entrare nel dettaglio delle modalità che si devono seguire per effettuare tale collegamento, bisogna precisare che solo le centraline degli antifurto che sono dotate di certificazione CE possono essere collegate alle forze dell’ordine. Tale documentazione deve essere infatti allegata all’atto della richiesta di collegamento. Vediamo insieme come collegare l’antifurto gsm alle forze dell’ordine.

Come effettuare il collegamento alla Polizia di Stato

Sul sito istituzionale della Polizia di Stato sono indicate le modalità per eseguire il collegamento dell’antifurto nella sezione dedicata al teleallarme ossia del dispositivo che assicura il collegamento con il 113 e che è un servizio completamente gratuito. La cosa importante è che l’effettivo abbinamento al 113 avvenga solo dopo che ci sia stato un utilizzo consapevole del sistema di antifurto e che si sia acquistata la necessaria dimestichezza. Questo perchè un utilizzo improprio dell’antifurto potrebbe far scattare diversi falsi allarmi allertando inutilmente le forze di polizia che potrebbero arrivare anche a chiedere la cancellazione del servizio di teleallarme. Un altro dei pressuposti fondamentali per collegare l’antifurto alla polizia di stato è che sia già stato attivato un sistema di antifurto a combinatore telefonico. Nel momento in cui il servizio è attivo, nel caso scatti l’allarme, parte automaticamente una chiamata verso tre numerazioni memorizzate, opportunamente indicate dall’utente, oltre che verso il servizio 113 della polizia. I primi tre numeri sono necessari in quanto la Polizia contatterà questi soggetti per procedere alla disattivazione dell’antifurto e comprendere se c’è una reale necessità di intervenire sul posto.

Come effettuare il collegamento con i Carabinieri

Anche nel caso di collegamento dell’antifurto al pronto intervento dei Carabinieri è necessario allegare alla richiesta il certificato di omologazione della centralina alla normativa CE. La domanda di adesione al servizio deve essere presentata presso la stazione dei Carabinieri competente territorialmente ed attendere la conferma di attivazione. Per il resto non sono presenti particolari differenze circa il funzionamento del collegamento rispetto a quello con la Polizia di Stato. Anche in questo caso, nel momento in cui si presenta un tentativo di furto o effrazione partono in automatico le telefonate verso le numerazioni memorizzate per disattivare il servizio e capire se effettuare l’intervento dove è scattato il sistema di allarme.

Sistema di allarme con gatti

Sistema di allarme con gatti

Sempre più persone manifestano la necessità di avere una maggiore tranquillità e sicurezza per la propria abitazione ricorrendo all’installazione di un impianto di antifurto. Per fare ciò si può ricorrere sia ad un’azienda specializzata che si occuperà della realizzazione di un vero e proprio impianto con fili, sia invece acquistando un pratico ed economico kit che potrà essere installato in completa autonomia. Le soluzioni sono diverse e soprattutto sono in continua evoluzione in virtù delle diverse necessità manifestate dal cliente come, ad esempio, quando si ha un animale domestico.

Scelta del sistema di allarme con presenza di gatti

Il dubbio è lecito: come installare un sistema di allarme quando in casa si aggira liberamente un gatto? Si può ricorrere ai classici sensori volumetrici? Partiamo col dire che l’operazione preliminare da effettuare sarebbe quella di limitare il movimento dei gatti, o di un altro animale domestico, a delle specifiche zone della casa dove magari non sono presenti dei sensori volumetrici che farebbero scattare il sistema di allarme. Se invece non possiamo proprio fare a meno di far circolare liberamene il nostro gatto dobbiamo trovare una soluzione idonea.

Sistema di allarme con sensori adatti ai gatti

In tutti i casi in cui ci troviamo di fronte alla scelta di un sistema di allarme con gatti o animali domestici che circolano in casa possiamo ricorrere ai sensori a doppia tecnologia. Questi utilizzano la tecnologia ad infrarosso, che consente di leggere a distanza il calore prodotto da un corpo, abbinata alla tecnologia delle microonde in modo da avere una maggiore affidabilità e sicurezza del sistema di allarme. Il sensore a doppia tecnologia, come detto, combina le funzionalità dei raggi infrarossi e delle microonde. I primi rilevano la variazione di calore prodotta da un corpo in movimento all’interno della stanza mentre le seconde rilevano la variazione di energia sempre dovuta dal movimento. Per cui il sistema di allarme scatterà soltanto nel momento in cui si verificano entrambi gli eventi. Ne consegue che questo sistema si presenta molto indicato laddove ci troviamo in presenza di animali domestici. E’ ovvio che questa forma di sistema di allarme se limita in maniera notevole i cosiddetti falsi allarmi comporta anche una minore protezione in quanto devono verificarsi due condizioni affinchè scatti l’allarme.

Costo di un sistema di allarme a doppia tecnologia

In linea di massima il costo dei sensori a doppia tecnologia si presenta leggermente superiore a quello dei tradizionali sensori volumetrici. Anche i kit di montaggio degli antifurto con questo tipo di sensori risentono di un leggero aumento rispetto ad un kit con normali sensori a tecnologia singola.

Protezione balcone con sensore per esterno

Protezione balcone con sensore per esterno

La necessità di proteggere la propria abitazione è una necessità sempre maggiore da parte dei proprietari di immobili che ricorrono a moderni sistemi di antifurto per evitare e scoraggiare furti ed intrusioni. La scelta può cadere sia un classico sistema di allarme caratterizzato da un vero e proprio impianto con fili sia da un kit di montaggio che si basa su un sistema wireless che collega tramite un’apposita centralina i sensori posti nei punti ritenuti più vulnerabili. Tra questi indubbiamente il balcone rappresenta uno degli accessi che richiede maggiore attenzione. Vediamo insieme, quindi, come effettuare una adeguate protezione balcone con l’ausilio di un sensore per esterno.

Come funzionano i sensori per esterno

Assicurare la protezione balcone con sensore per esterno è molto utile per garantire una protezione efficace contro eventuali intrusioni, in quanto assicurano che scatti l’allarme prima che questa avvenga. Il vantaggio di questi sensori per esterno è che dispongono di diverse funzioni che ne permettono l’attivazione solo in determinate circostanze come ad esempio durante la notte o quando si è comunque presenti in casa senza che ci sia un falso allarme. Le tecnologie sulle quali i sensori per esterno basano il loro funzionamento sono differenti: infrarossi, microonde, doppia tecnologia, pet friendly tutte con lo scopo di garantire la massima sicurezza alla propria abitazione senza correre il pericolo di far scattare falsi allarmi.

Diverse tipologie di sensori per esterno

I sensori per esterno per garantire protezione al balcone sono classificati in diversi modi in base al tipo di rilevamento, di area, di tipo a barriera o all’alimentazione a batteria, elettrica o tramite pannello fotovoltaico. Tra i diversi modelli disponibili segnaliamo ad esempio una coppia di barriere per esterno a tripli infrarossi basata su tecnologia wireless. Presenta il vantaggio dell’alimentazione tramite pannello fotovoltaico con abbinata una batteria di emergenza che evita totalmente il collegamento alla rete elettrica. Il funzionamento dei due moduli in abbinamento è garantito fino ad una distanza massima di 100 metri con collegamento diretto con la centrale in caso si verifichi una intrusione. L’installazione è relativamente semplice e non richiede particolari competenze, e il suo allineamento con la centralina assicura le migliori performance. Molto interessante è il sensore da esterno wireless che comunica con la centralina fino ad una distanza massima di 250 metri. Come il precedente modelli si alimenta con un pannello fotovoltaico e non richiede luce diretta per la carica con la batteria che dura fino ad 1 mese. Il suo pregio migliore è la riduzione dei falsi allarmi in quanto il funzionamento si basa sulla combinazione di 5 differenti tecnologie che personalizzano al massimo il funzionamento del dispositivo.

Centralina vicino a router wireless

Centralina vicino a router wireless

In questo articolo ci occupiamo di una problematica spesso diffusa nelle abitazioni e cioè l’interferenza che si può creare tra la centralina dell’antifurto e il router wireless, cerchiamo di dare qualche consiglio per risolvere questa problematica.
La prima cosa che bisogna fare nel momento in cui si decide di installare una centralina dell’antifurto sia che lo facciamo noi personalmente sia che ci rivolgiamo ad un professionista è ricordare che la centralina e il router possono entrare in conflitto tra di loro per questa ragione è assolutamente essenziale realizzare le due apparecchiature su due frequenze diverse, una delle accortezze che si deve fare è quella di verificare al momento dell’acquisto di entrambe su quali frequenze queste devono funzionare in modo tale di evitare di acquistare due prodotti che possono entrare in contrasto tra loro.
Nel momento in cui nonostante tutti e due i prodotti funzionano su due frequenze diverse uno dei tentativi che si possono fare è quello di non posizionarli troppo vicini l’uno all’altro questo per evitare possibili interferenze.
Fortunatamente queste problematiche sono sempre meno diffuse, il problema delle interferente tra router wi-fi e centralina dell’antifurto erano invece molto diffuso nella fase originaria di nascita dei router wi-fi che ancora non erano molto conosciuti e non se ne capivano tutte le funzioni e gli aspetti più importanti.
Ad oggi i più moderni router wi-fi consentono infatti di scegliere quelle che sono le frequenze che determinano minori problemi in termini di interferenze, vi sono inoltre tantissime applicazioni che ci consentono di comprendere su quali frequenze di muovono le linee wi-fi, e fare degli specifici test per verificare se a quella determinata frequenza la problematica può continuare a sussistere.
Un accorgimento che spesso si può dare a chi vuole utilizzare un router wi-fi non troppo distante dalla centralina dell’antifurto è quella di impostare la frequenza del router al canale più alto disponibile.
In generale però è necessario precisare che nel momento in cui i due dispositivi si muovono su due frequenze diverse e nonostante tutto si crea una interferenza la problematica nella maggior parte dei casi è da attribuire ad un cattivo funzionamento del router, in quanto nella maggior parte dei casi gli allarmi lavorano su frequenze tra i 26 e i 40 Mhz e cioè frequenze proprio specificatamente individuate per evitare i disturbi radio, in questo caso sarà utile reimpostare la frequenza del router in equilibrio con quella dell’allarme.
Quindi con pochissimi accorgimenti è possibile facilmente risolvere questa problematica, un consiglio che diamo però è quello di non avventurarsi ad effettuare modifiche o cambiamenti se non siamo esperti del settore perché si tratta di una materia molto delicata, infatti spesso per comprendere e scoprire delle interferenze sono necessari degli specifici strumenti tecnici che non si trovano nelle nostre abitazioni, per questo è necessario rivolgersi a gente specializzata.

Tastierino radiocomando chiave elettronica

Tastierino radiocomando chiave elettronica

L’antifurto di casa viene di norma attivato o disattivato attraverso l’uso di tre comuni sistemi: il tastierino, il telecomando e la chiave elettronica. Mentre il primo sistema viene normalmente posizionato all’interno dell’abitazione, gli altri due sono al contrario ubicati all’esterno. Questa disposizione purtroppo rende visibile l’attivazione dell’antifurto, oltre al proprietario che lo ha attivato anche a chi abbia intenzione di intrufolarsi dentro casa.

La tastiera interna o esterna

Il tastierino è certamente il metodo di controllo più utilizzato. Ne esistono di vari modelli: dai più semplici con tastiera tradizionale a quelli più moderni con ampi display led e tecnologia touch screen. Può essere installato all’interno o all’esterno della propria abitazione in base alla tipologia di antifurto scelto. È un metodo estremamente sicuro perché permette di attivare o escludere l’allarme inserendo una password. Va sottolineato però che non è il miglior sistema da inserire nella casa di un anziano, che potrebbe dimenticare il codice d’accesso.

Il telecomando

Il telecomando è un sistema estremamente pratico, che può essere usato con tranquillità anche da chi non ha troppa confidenza con codici, pin, o password. I telecomandi entrano in comunicazione con la centralina dell’antifurto installata all’interno dell’appartamento attraverso la radiofrequenza, permettendo così di attivare o disattivare l’allarme a distanza. L’unico svantaggio che può presentare questo comodo sistema è legato all’eventuale smarrimento del telecomando stesso. In questo caso infatti l’allarme risulta disattivabile da chiunque abbia trovato il telecomando. Se per caso assieme al telecomando vengono smarrite anche le chiavi di casa, il sistema di anti intrusione risulta definitivamente compromesso. Se la nostra scelta cade quindi su questo dispositivo, dovremo essere sempre sicuri di avere chiavi e telecomando sotto controllo! Un’altra attenzione da avere quando si utilizza un telecomando per antifurto è quella di accertarsi che non ci siano problemi di interferenze con altri dispositivi, magari dei vicini di casa, che si appoggiano la radiofrequenza.

La chiave elettronica

Le chiavi elettroniche, come del resto i telecomandi, risultano una scelta sicuramente agevole per attivare o disattivare l’antifurto. Inoltre assicurano uno standard di sicurezza molto alto. Come per le soluzioni a tastiera per inserire o disinserire l’allarme è necessario utilizzare un codice. In questo caso però è contenuto all’interno della memoria della chiave. Nel caso in cui una chiave venga smarrita è possibile riprogrammarla cambiando il codice al suo interno. Anche in questo caso come per il telecomando, va sottolineato che lo smarrimento della chiave elettronica assieme alle chiavi di casa può favorire l’intrusione di malintenzionati nella propria dimora. Accertiamoci quindi di averle sempre con noi!

Collegamento in serie sensori allarme

Collegamento in serie sensori allarme

I sensori che rilevano la presenza di intrusi ( doppia tecnologia, infrarossi, microonde ) dispongono di una morsettiera per il collegamento con la centrale antifurto. La maggior parte dei sensori per allarmi sono di tipo NC ( Normalmente Chiuso). Un sensore ad infrarossi ha quattro morsetti: due che corrispondono all’alimentazione + e -, gli altri due morsetti invece si collegano all’ingresso della zona in centrale.
Per effettuare un collegamento in serie, bisogna unire i due fili che vengono da ciascun sensore. In poche parole la cosa è molto semplice, basta effettuare un collegamento in serie tra i vari sensori, in modo da riuscire ad ottenere come risultato finale, un’uscita unica con due fili.

Con il collegamento in serie basta solo che un sensore vada in allarme per aprire la linea e far scattare la segnalazione di allarme in centrale. Bisogna considerare anche che se colleghiamo in serie dei sensori su finestre, per fare funzionare questi sensori, dovremmo tenere chiuse tutte le finestre, perché se ne restasse aperta anche una sola, tutta la zona risulterebbe aperta.

I sistemi di allarme di ultima generazione, possono collegarsi ad internet ed essere gestiti da remoto anche tramite APP e smartphone. La maggior parte di questi dispositivi richiede però un collegamento alla rete ADSL che sia di casao dell’ufficio, tramite un cavetto di rete, chiamato RJ45, e questo spesso rappresenta una bella complicazione.

Oggi i migliori impianti antifurto sono wireless, e possono essere gestiti via APP o via internet, wi fi a doppia, a tripla o a frequenza multipla, sono sistemi espandibili e versatili a seconda delle esigenze di sicurezza di ciascun soggetto e grazie all’innovazione continuain questo settore, sono gestibili anche attraverso internet,APP, SMS, smartphone e tablet.

Solitamente il collegamento della centrale ai sensori viene fatto in parallelo: c’è un cavoa più conduttori che unisce il sensore alla centralina d’allarme, io consiglio di fare un collegamento in serie con i contatti magnetici solamente collegando due conduttori in entrata e in uscita da un contatto all’altro, l’importante è stare attentia chiudere la serie in centrale. L’unica cosa è che non saprai esattamente quale sensore sia andato in allarme, proprio perché la centrale segnalerà solo la linea che ha generato l’allarme.
L’unica cosa che mi preme ricordare è che i contatti sono collegati con due conduttori, mentre per i sensori c’è di avere un cavo con almeno quattro conduttori per via dell’alimentazione.

ATTENZIONE:Se si utilizza un alimentatore supplementare per dare energia ai sensori, ricordarsi di collegare la massa dell’alimentatore al comune di un ingresso zona della centrale antifurto.

Sensore infrarossi sopra al termosifone

Sensore infrarossi sopra al termosifone

Quando si parla di sensori a infrarossi, c’è sempre una grande confusione per quanto riguarda la loro installazione. C’è chi afferma che non andrebbero installati sopra i caloriferi, ma non si trovano molte informazioni al riguardo. Cerchiamo quindi di fare chiarezza analizzando il sistema di funzionamento dei sensori a infrarossi. Una volta compreso come funzionano, sarà quasi naturale capire che quest’ultimi non vanno posizionati sopra i caloriferi e perché.

Principio di funzionamento dei sensori a infrarossi

Questo tipo di sensori sono in grado di misurare i raggi a infrarossi irradiati dagli oggetti che sono in grado di vedere nel loro campo d’azione. Che si tratti di oggetti o persone, se quest’ultimi superano la temperatura dello zero assoluto emettono energia sotto forma di radiazioni luminose. Questo tipo di radiazioni sono invisibili all’occhio umano, ma sono captabili dai sensori a infrarossi. Si tratta di sensori comunemente utilizzati come sensori di movimento. In pratica, questo tipo di sensori, non rileva automaticamente il movimento, ma riesce a rivelare brusche variazioni di temperatura segnalando comunque il movimento.

Facciamo un esempio pratico per capirci qualcosa di più. Ammettiamo di aver installato il sensore sulla parete. Quest’ultimo misurerà la temperatura della zona che gli è possibile rilevare. Se a questo punto tu entrassi nella stanza, il sensore registrerebbe un aumento improvviso di temperatura segnalando il movimento.

Installare un sensore a infrarossi sui caloriferi

Arrivati a questo punto, dovresti aver già compreso che non è possibile installare un sensore a infrarossi sui caloriferi per via della tecnologia che sfruttano: reagendo ai cambiamenti di temperatura, la presenza del calorifero potrebbe far scattare falsi allarmi.

Questo discorso è valido se parliamo di sensori esclusivamente a infrarossi. Su internet o in qualsiasi negozio specializzato, potrai trovare sensori a doppia o addirittura tripla tecnologia. Questi sensori oltre a ricevere una variazione di temperatura, devono rilevale contemporaneamente una variazione di movimento. In questo modo è molto difficile che quest’ultimi possano segnalare un falso allarme.

Posso installare i sensori di movimento a doppia o tripla tecnologia sui termosifoni?

Teoricamente è possibile ma nonostante questo è comunque sconsigliato. Il termosifone è un conduttore di calore e generalmente gli apparecchi elettronici non si trovano a loro agio in presenza di alte temperature. Nonostante si tratti di sensori abbastanza resistenti è meglio optare per l’installazione del sensore lontano dai termosifoni. Del resto si tratta di sensori poco ingombranti che possono essere posizionati facilmente da un non addetto ai lavori.

Sensore rottura vetro

Sensore rottura vetro

Quando si acquista casa, o anche per chi ne è già in possesso, nasce l’esigenza di installare un impianto di antifurto per assicurare maggiore protezione al proprio immobile. Un efficace antifurto comporta un’accurata previsione sulla sua realizzazione e sui vari punti dove collocare i diversi sensori. Proprio su questi, negli ultimi anni si è sviluppato un interesse crescente sul posizionamento di sensori rottura vetro. Vediamo come funzionano.

Funzionamento dei sensori rottura vetro

L’installazione di un impianto di antifurto prevede la collocazione nei punti in cui è più facile commettere delle effrazione, come porte e finestre, di appositi sensori che rilevano il tentativo di intrusione e scasso. Solitamente il kit antifurto prevede diverso sensori do intrusione e almeno un paio di sensori volumetrici, ossia che rilevano la presenza e il movimento in casa, che sono collegati ad una centralina che provvede a far scattare l’allarme. Accanto a questa tipologia di sensori, si stanno diffondendo sempre di più i sensori contro la rottura dei vetri. Si tratta di moderni meccanismi che assicurano un corretto inserimento dell’allarme nei confronti di tutti i tentativi di scasso delle parti in vetro di qualsiasi tipo. Sfondamento, martellate, colpi di martello e utilizzo del trapano. La convenienza nell’utilizzo di questi sensori è dovuta al fatto che l’allarme scatta al primo tentativo di intrusione e manomissione. Il massimo dell’efficacia dei sensori rottura vetro lo si ha se vengono abbinati ai classici sensori volumetrici. I sensori possono essere tranquillamente installati su qualsiasi supporto che monta vetri: porte finestre, finestre, portoni, vetrate, inferriate e così via.

Come si effettua l’installazione dei sensori rottura vetro

L’installazione dei sensori contro la rottura dei vetri è abbastanza semplice e può essere eseguita anche da chi non è particolarmente esperto, ovviamente con le dovute accortezze. Il fissaggio avviene con delle viti per legno o alluminio lungo il profilo della porta o della finestra e con nastro biadesivo o collant specifici sulla parte in vetro. Dopo aver effettuato il fissaggio si potrà regolare la sensibilità del sensore in base alle proprie necessità. Nella versione standard, questi sensori faranno scattare l’allarme nei casi di vibrazione e rottura del vetro mentre le ultime versioni sono sensibili anche alla vera e propria apertura del vetro.

Costo dei sensori per rottura vetro

Applicare dei sensori che avvisano nel caso di qualsiasi manomissione di porte e finestre non comporta una spesa eccessiva. Nelle versioni base, il costo dei sensori si aggira intorno ai 10 euro per singolo prodotto fino ad arrivare ad un costo di circa 50 euro per le versioni maggiormente evolute.