Il sistema antifurto per le attività commerciali

Il sistema antifurto per le attività commerciali

Negli ultimi anni cresce a dismisura il numero dei negozi che desiderano proteggere la propria attività commerciale dai furti. Di conseguenza sale anche la necessità, da parte dei titolari, di dotarsi di impianti di antifurto efficienti e funzionali in base alle diverse tipologie di attività, soprattutto quelle in cui sono presenti oggetti di valore. Spesso, però, si verificano da parte dei commercianti difficoltà nella scelta dell’impianto giusto o problemi nella fase di progettazione e installazione. Di seguito troverete una carrellata di consigli utili per poter fare la scelta giusta e per spendere il giusto in termini di qualità/prezzo.

Prima di tutto è importante puntare l’attenzione sui punti di accesso al negozio, in quanto rappresentano il pass per i malviventi che intendono mettere in atto l’effrazione (porta principale, porta secondaria, magazzini, laboratori, finestre e vetrine).

Partiamo con le porte: i vari ingressi, frontali o sul retro, possono essere posti sotto controllo con allarmi che funzionano tramite contatto magnetico: quest’ultimo, infatti, fa scattare l’allarme al momento dell’apertura del battente. Ci sono inoltre altri dispositivi sensibili agli urti, ossia i sensori antiscasso.

Per quanto riguarda invece gli ambienti interni, sia durante l’orario di apertura che nelle ore di chiusura in special modo di notte, per poterli proteggere al meglio è necessario installare un impianto di videosorveglianza. Le telecamere devono essere posizionate nei pressi delle aree dove è presente la merce di valore, delle casse e, se sono presenti, anche vicino alle porte secondarie. Le telecamere migliori sono senza dubbio quelle che si connettono alla rete internet, in quanto in questo modo è possibile tenere sotto controllo le zone dell’attività commerciale ventiquattro ore su ventiquattro anche da remoto, per esempio tramite Tablet, personal computer o Smartphone. Per le telecamere più all’avanguardia sarà immediato inviare un messaggio o una e-mail nel caso di intrusioni nel negozio.

Per proteggere gli ambienti dell’attività commerciale sono funzionali anche i sensori volumetrici, i quali possono essere posizionati nelle vicinanze delle entrate principali e/o secondarie. Il tutto deve necessariamente essere collegato ad una centrale antifurto, a sua volta collegata ad una sirena antifurto sistemata all’esterno, ben visibile ma non facilmente raggiungibile.

Riguardo le eventuali vetrine presenti nell’attività commerciale, è consigliabile tenerle protette attraverso la presenza di serrande: queste ultime vanno tirate sempre giù nelle ore notturne e nei giorni di chiusura: ovviamente per una sicurezza davvero completa è necessario dotarle di sensori antisfondamento capaci, in caso di urti o forzature, di inviare il segnale d’allarme.

Vantaggi in questo senso possono derivare anche dalla presenza di un combinatore telefonico collegato direttamente agli uffici preposti delle Forze dell’Ordine: in tal modo i militari saranno subito pronti ad intervenire in caso di furto.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il costo di un buon impianto antifurto costituito da: una sirena, tre sensori antisfondamento, tre sensori volumetrici, tre coppie di contatti magnetici, una centralina ed un combinatore, si può aggirare intorno ai 2000 euro, ad esclusione del sistema antifurto nebbiogeno, il quale necessita di un budget più alto in quanto capace di bloccare i malviventi dentro il negozio rilasciando una accecante (momentaneamente) nebbia atossica.

Cerberus, l’antifurto per proteggere lo Smartphone

Cerberus, l’antifurto per proteggere lo Smartphone

Si chiama “Cerberus” ed è una applicazione completa e specifica per il sistema operativo Android: si tratta di una App antifurto capace di offrire all’utente che la scarica una pluralità di servizi utili, sia per quanto riguarda lo smarrimento, sia per quanto concerne un eventuale furto di questi dispositivi. Vediamo insieme come lavora questo speciale antifurto.

Cerberus è dotato di ben tre modalità (da qui il nome: Cerbero, cane mitologico a tre teste) per proteggere il tuo dispositivo: avvisi automatici, controllo remoto tramite il sito della app, controllo remoto via sms da un altro cellulare). Se si è subito il furto dello Smartphone o del Tablet, Cerberus permette di localizzarli, di indentificare il ladro e di recuperare questi dispositivi. Sul mercato dei prodotti per la sicurezza questa App rappresenta l’antifurto migliore, più popolare e più scaricato. Non si tratta solo di una applicazione del tipo “trova il mio telefono”, in quanto Cerberus permette di controllare da remoto il proprio smartphone o tablet, attivando il GPS del device anche se spento.

Il sistema ha la capacità di eseguire in autonomia determinare operazioni, tutte personalizzabili in base alle esigente del cliente, per tutelarvi: far partire un allarme nonostante la modalità silenziosa; localizzare il dispositivo e bloccarlo tramite un codice; di conoscere il numero di una nuova SIM inserita nel device; di inviare avvisi e-mail o sms nel caso in cui la SIM card venisse cambiata; di inviare un messaggio per avvisare che il dispositivo posseduto è stato rubato o smarrito e per richiederne la restituzione; di avere una lista con le ultime chiamate in entrata e in uscita, nonché di entrare in contatto con le varie informazioni sulla rete WiFi al quale è connesso il vostro dispositivo;  di tutelare la privacy cancellando la scheda SD e la memoria interna per proteggere tutti dati personali salvati; scaricare e visionale la cronologia delle posizioni, così da verificare gli spostamenti passati del dispositivo; di inviare una foto del ladro quando un codice di sblocco errato viene inserito; di catturare foto e screenshot nonché anche registrare video e audio dal microfono per identificare il ladro.

Per quanto riguarda la versione di prova dell’antifurto Cerberus, la durata è di sette giorni ed è scaricabile in maniera gratuita dal negozio on line di applicazioni Google Play Store. Se successivamente si decide di acquistare la licenza, il costo sarà di 4.99 euro a vita (un prezzo irrisorio se si pensa invece alla perdita o al furto del proprio smartphone o tablet e quindi anche alla privazioni definitiva di tutti i dati personali). Ad oggi si contano oltre un milione di utenti che utilizzano questa applicazione, segno che Cerberus rappresenta nel campo l’antifurto per smartphone la soluzione migliore e più apprezzata.

Antifurto senza fili: installazione facile e veloce

Antifurto senza fili: installazione facile e veloce

Installare un impianto senza fili wireless non presuppone lavori sulla muratura, pertanto la messa in posa dei componenti risulta tra le più semplici. Infatti basta sapere il numero di porte e finestre, le aree da porre sotto controllo (quindi il numero delle stanze che compongono l’abitazione e le aree dove si verifica il passaggio per i sensori di movimento). Bisogna inoltre controllare la tipologia dell’impianto in riferimento all’attivazione in una casa singola oppure in un appartamento o ancora in una villa.

Per il sistema d’allarme, nella fattispecie, è necessario considerare in una scala di priorità la base dell’impianto da dove si gestiscono tutti i sensori, ossia le centraline. Queste ultime possono avere combinatore GSM o essere collegate alla rete fissa di casa per eseguire le chiamate di allarme.

Da tenere in considerazione anche i sensori d’apertura, decidendo il perimetro effettivo dell’impianto. Al perimetro si collegherà la protezione interna: si avrà in questo modo una vera e propria “seconda pelle” di protezione. Per quanto concerne le sirene esterne, si tratta di deterrenti sonori e visivi per la prima protezione posta al di fuori dell’abitazione.

Il sistema sarà gestibile in maniera facile e veloce, dall’attivazione alla disattivazione, tramite diversi apparecchi, scelti in base alla proprie preferenze: telecomandi portachiavi; chiavi elettroniche; tastierine poste in prossimità della porta d’ingresso o ancora attraverso il proprio cellulare.

Via cavo VS via radio: quale la scelta migliore per il sistema Antifurto?

Via cavo VS via radio: quale la scelta migliore per il sistema Antifurto?

È meglio installare un sistema via radio o uno via cavo? Questa domanda arriva subito per chi decide di dotarsi di un impianto antifurto. La scelta tra le due tipologie può essere fatta in base a diversi criteri da valutare in base alle proprie esigenze e, quindi, alla situazione specifica.

Prima di tutto è necessario verificare se nell’abitazione vi è una predisposizione per il sistema filare, ovvero la presenza di canaline per il passaggio esclusivo dei cavi d’allarme: in questo caso il sistema via caso risulta consigliabile. Se invece non è così, i lavori da approntare sulla muratura risulterebbero assai costosi: pertanto la scelta giusta ricadrebbe sull’impianto via radio. In seconda battuta è fondamentale proporzionare l’impianto e adeguarlo alle necessità della casa e dei suoi abitanti.

Ma partiamo con ordine elencando vantaggi e svantaggi di entrambi i sistemi antifurto:

Vantaggi antifurto via cavo: risulta compatibile con i principali accessori e sensori in commercio; vi è un considerevole risparmio nell’acquisto dei vari componenti rispetto a quelli via radio; non è necessario cambiare spesso le batterie della centrale e della sirena, in quanto la manutenzione risulta ad un livello basso.

Svantaggi: la presenza dei cavi comporta, a volte, il fatto di non poter installare i sensori nel punto esatto che si desidera; come detto sopra, è necessaria la predisposizione all’impianto filare.

Vantaggi antifurto via radio o wireless: velocità e facilita dell’installazione; possibilità di installare i componenti esattamente nel punto della casa che si desidera; da un punto di vista estetico si evita la presenza di cavi in giro per casa.

Svantaggi: costo notevole dei componenti; rispetto al sistema via cavo, i costi di manutenzione risultano maggiori per via delle batterie da cambiare con più frequenza; la non compatibilità con componenti di altre case costruttrici.

Casa Sicura: il top per affidabilità e qualità nel mondo della sicurezza

Casa Sicura: il top per affidabilità e qualità nel mondo della sicurezza

Per CasaSicura.it la tranquillità ed il gradimento del cliente sono sempre al primo posto: l’obiettivo, infatti, è quello di realizzare dalla A alla Z prodotti per la sicurezza garantiti, di qualità e all’avanguardia nel settore della sicurezza.

La grande azienda Dtelecom srl, da 9 anni nel settore antifurti, è così tanto sicura degli alti requisiti dei propri prodotti da promuovere un’area dedicata alle recensioni degli utenti, sicura del fatto che l’appagamento di coloro che acquistano su CasaSicura.it è costantemente elevato.

Se ancora non hai dato un’occhiata al portare di Casa Sicura e ai suoi prodotti in vendita, che aspetti! Non farti scappare il top del settore, tra cui i sistemi antifurto più all’avanguardia e tecnologici dei nostri tempi, o ancora il SuperOkkio tripla frequenza o Siqura,

Si tratta di prodotti affidabili, con un’alta immunità ai falsi allarmi e super competitivi a livello di qualità-prezzo, per non parlare poi della garanzia minima di due anni, delle detrazioni fiscali, delle innumerevoli certificazioni e, dulcis in fundo, della possibilità di godere del diritto di recesso nel caso (alquanto remoto) non si dovesse essere soddisfatti appieno del prodotto acquistato.

Sensori a Doppia Tecnologia: cosa sono e come funzionano

Sensori a Doppia Tecnologia: cosa sono e come funzionano

I Sensori a doppia tecnologia impiegano due tipi di tecnologia che comunicano tra loro, ossia i raggi infrarossi e le micro onde (PIR + MW): in questo modo non solo aumenta l’affidabilità dell’antifurto per rilevare la presenza di qualcuno nel raggio d’azione sottoposto al controllo (si attiva al verificarsi delle due situazioni), ma si realizza nella fattispecie un doppio controllo rispetto al semplice sensore PIR (invia l’allarme soltanto quando si attiva l’infrarosso).

Il sensore infrarosso è capace di rilevare a distanza la variazione del calore. La tecnologia Mw applicata ai sensori, invece, è costituita da diodi (componenti elettronici passivi): questi inviano onde ad alta frequenza (10-2,4 Ghz) che si propagano nell’ambiente di riferimento. Il sensore ha il compito di decifrare la quantità di energia impiegata per eseguire questo lavoro.

Quando si verifica un’intromissione, la quantità di energia cambia e l’allarme viene fatto scattare; è in questo esatto momento che l’infrarosso subentra anch’esso nella funzione di controllo: se anche quest’ultimo percepisce una variazione di temperatura, ecco che sono state riscontrate le due condizioni AND.

La scelta tra sensori PIR e doppia tecnologia va fatta soprattutto in riferimento a quanto siano performanti separati o uniti. Sta di fatto che una questione dibattuta è quella dei “falsi allarmi”: in questo caso è un fatto, però, che un sensore che ha il compito di inviare l’allarme solo quando si verificano le due condizioni AND, ossia rilevazione infrarosso + micro onde lo farà di meno rispetto ad un PIR che scatta solo di conseguenza alla rilevazione dell’infrarosso.

Ovviamente le situazioni vanno valutate singolarmente nella scelta tra le due opzioni: ad esempio una condizione in cui risulta migliore l’installazione di un sensore a doppia frequenza rispetto ad un PIR si verifica quando il sensore è rivolto ad un camino acceso: nella fattispecie, se si verificano brusche mutazioni di calore nella stanza sottoposta a controllo, oppure se si rilevano cambi di corrente o vibrazioni disturbanti rispetto al lavoro del PIR, risulterà sicuramente meglio installare una DT.

Approfondendo maggiormente le peculiarità delle due tecnologie, possiamo aggiungere che l’infrarosso risulta poco sensibile quando qualcuno si avvicina al sensore ma al contempo è molto efficiente nella rilevazione di un attraversamento, mentre le micro onde lavorano al contrario, in quanto il raggio d’azione di un MW ha la forma somigliante ad un sigaro allungato, quindi lo spettro è minore rispetto all’infrarosso, che invece ha una forma conica.

Sta di fatto che entrambe hanno i propri punti di forza: sarà dunque compito del tecnico installatore studiare l’ambiente e le esigenze del cliente per poter consigliare il prodotto migliore.

Antifurto perimetrale: cos’è e quale scegliere

Antifurto perimetrale: cos’è e quale scegliere

Casa dolce casa. La nostra abitazione è senza dubbio il luogo in cui vogliamo e dovremmo sentirci maggiormente a sicuro. Non sempre, purtroppo, è così. Ogni giorno le cronache raccontano episodi che mostrano tutta la vulnerabilità della nostra casa. E allora renderla un luogo sicuro non è solo una scelta, ma è un obbligo verso noi stessi e i nostri cari.

Cosa possiamo fare? Certamente la scelta di un buon antifurto può essere una soluzione efficace. Scegliere l’antifurto migliore può risultare complesso, ma siamo qui per darti una mano per capirci qualcosa in più.

Cos’è? A cosa serve?

Iniziamo dalla base. L’antifurto perimetrale è un sistema di protezione che, installato su un supporto fisso come un muro, permette di proteggere il perimetro di una proprietà, anche di grandi dimensioni. È costituito da sensori, solitamente a raggi infrarossi, che delimitando il perimetro riescono a proteggere la proprietà da eventuali malintenzionati. In poche parole, riesce a prevenire e segnalare infrazioni o intrusioni di uno spazio specifico.

Questo tipo di antifurto è particolarmente indicato nei casi proprietà estese, come scuole, aziende, ville, ma riesce facilmente ad adattarsi anche ad aree meno ampie.

I tipi di antifurto perimetrale

In commercio vi sono diverse tipologie di antifurto perimetrale. Ecco le principali:

Sensori a infrarossi

Si tratta della tipologia più diffusa. Come mai? È semplice: è un sistema estremamente efficace ad un prezzo accessibile. È facile da utilizzare ed è molto affidabile.

Sensori interrato

Il secondo tipo piuttosto comune come di antifurto perimetrale è quello con i sensori interrati. L’enorme vantaggio di questa tipologia è che, oltre a garantire una protezione efficace, è un antifurto sostanzialmente invisibile. Infatti, i sensori vengono interrati nel suolo, rendendo pressoché impercettibile la loro presenza. Inoltre, grazie a tecnologie avanzate, sono così sensibili da poter distinguere il passaggio di una persona da quello di un animale.

Barriera a microonde

Un ulteriore antifurto molto diffuso ed efficace è quello con barriera a microonde. Si tratta di una tipologia particolarmente indicata soprattutto nei luoghi con poca visibilità, ad esempio in zone spesso soggette a nebbia. Installando delle colonne a microonde, trasmettono e ricevono una frequenza che si attiva quando una persona passa nelle vicinanze o all’interno dell’area interessata.

Proteggere gli ingressi: come?

Molto importante, però, è proteggere anche e soprattutto ogni possibile varco di accesso dall’esterno. Installare un antifurto su porte, finestre, infissi di vario tipo può dare maggiore sicurezza alla vostra abitazione.

Quello che consigliamo è un sistema antifurto che si realizza utilizzando i sensori per porte e finestre a contatto magnetico. Si tratta di un sensore estremamente semplice da installare ed è, inoltre, molto efficace qualora si verificassero tentativi di intrusione.

Potrete scegliere tra contatti magnetici wireless (senza filo), che funzionano a batteria, o contatti magnetici filari (da incasso o superficiali), che devono essere collegati con un cavo alla centralina. Il vantaggio nell’avere un impianto con contatti magnetici sta nella sua affidabilità: sono molto rari, infatti, i falsi allarmi.

Se desiderate installare un impianto in grado di proteggervi anche con finestre e porte aperte, potrete utilizzare i sensori a tenda. Sono un’altra tipologia di sensori perimetrali di movimento che, posizionati sui singoli varchi, controllano eventuali tentativi di accesso e intrusione. Potrete scegliere tra sensori senza filo, singola o doppia tecnologia (PIR+MW), oppure sensori filari.

Allarme per casa in costruzione

Allarme per casa in costruzione

Se vi chiedete se sia possibile montare un antifurto in una casa ancora non realizzata completamente, ma in fase di costruzione, la risposta è senz’ombra di dubbio positiva. L’antifurto, difatti, è un sistema tecnologico che necessità dell’elettricità per poter funzionare. Chiarito questo risulta anche chiaro che esso può essere installato ovunque a patto che sia soddisfatto il requisito minimo dell’installazione: ovvero la presenza dell’elettricità. Viene da sé che sarebbe possibile montare l’impianto in quegli edifici che non sono adeguatamente alimentati o si trovano in uno stato di costruzione ancora troppo arretrato.

In alternativa è possibile montare l’allarme in una casa in via di costruzione sfruttando l’elettricità di qualche abitazione vicina, delle batterie e così via: il tutto per aggirare il problema. Gli allarmi stessi che possono venire acquistati per una casa in costruzione sono davvero i più vari e oltre al mero fine di protezione, servono anche per scoraggiare gli eventuali malintenzionati. Per questo si consiglia di scegliere un allarme efficace, mettendo in correlazione la loro qualità con il loro prezzo. Gli allarmi per le case si suddividono in varie tipologie. Oggigiorno è possibile acquistare dei semplici kit antifurto da montare in maniera fai-da-te nell’abitazione. Tuttavia, per una protezione maggiore è possibile acquistare anche degli allarmi molto più professionali e sviluppati sotto tutti i punti di vista.

Per proteggere un’abitazione ancora in via di realizzazione si consigliano maggiormente i kit fai da te. Il motivo di una scelta del genere è chiaro: non sono per niente impegnativi come gli allarmi professionali, ma sono comunque perfetti per delle abitazioni non tanto impegnative. Una volta scelto l’allarme professionale o no è anche bene capire quali sono le aree che devono essere protette nell’abitazione. Compreso questo basterà concentrare proprio in quelle aree il sistema di protezione evitando l’intrusione dei malintenzionati nella costruzione. Come anche gli allarmi basilari, quelli per delle case in costruzione hanno dei componenti fondamentali. Per esempio la centralina, i contatti, il collegamento wireless o quello cablato, telecamere di videosorveglianza, comandi per la sirena d’allarme e così via. Una particolare attenzione va prestata ai rilevatori (come quelli di movimento) e ai sensori. Ogni sensore può lavorare in delle condizioni divise e diverse da quelli precedenti. Inoltre è importante semplificare la gestione, in modo da non appesantire troppo il sistema antifurto al suo completo. I sensori possono essere a tecnologia unica (come i sensori infrarossi) oppure essere un mix di altre tecnologie. In entrambi i casi bisogna analizzare anche la qualità dei sensori, la base unica per una corretta protezione della costruzione.

Come muoversi in caso di batterie sirena esaurite

Come muoversi in caso di batterie sirena esaurite

La sirena dell’antifurto richiede una manutenzione precisa e metodica. In particolare, quando le batterie si esauriscono, è necessario muoversi in maniera tempestiva per effettuare la sostituzione e fare in modo che una struttura continui ad essere protetta da eventuali furti ed intrusioni. Come bisogna muoversi in determinate circostanze?

Prima di scoprire il procedimento vero e proprio, bisogna mettere in evidenza l’importanza fondamentale di un dispositivo di questo genere. Stiamo parlando di un marchingegno semplice e sofisticato al tempo stesso, che va settato con la massima precisione per fare in modo che possa agire nella maniera auspicata. Un buon sistema antifurto deve attivarsi non appena avverte movimenti sospetti all’interno dell’ambiente nel quale è stato installato. Un discorso valido anche per i moderni sistemi wireless, che come si evince dalla denominazione riescono a funzionare senza l’ausilio di alcun filo, cavo o connettore. Basta un rapido settaggio per ottenere i risultati sperati nel giro di pochi minuti, al fine di poter usufruire di un prodotto di assoluto rilievo a prezzi contenuti e dall’efficacia sicura e garantita.

Ma ora entriamo nei particolari e torniamo al tema iniziale, ossia le misure giuste da adottare per sostituire le batterie della sirena dell’antifurto. Per portare a termine questo compito è sufficiente aprire il coperchio della sirena, togliere le batterie che ormai hanno smesso di funzionare e sostituirle con altri modelli nuovi di zecca. La procedura è estremamente semplice e rapida, con la collocazione precisa della centralina. Un’operazione di questo genere può essere portata a termine anche in maniera autonoma, seguendo alcune indicazioni alla portata anche di coloro che non hanno grande dimestichezza con dispositivi elettronici e tecnologici.

Ciò che conta è che qualsiasi ambiente non rimanga mai scoperto, e che quindi la sostituzione avvenga in maniera tempestiva. Ogni tanto bisogna mettere alla prova il dispositivo e verificare la sua effettiva funzionalità, anche nei momenti di massima tranquillità. Se l’apparecchio non risponde nella maniera migliore, è necessario iniziare a porsi alcuni dubbi sulla sua capacità di agire al meglio. Se non viene riscontrato alcun tipo di guasto o usura, ecco che entra in gioco l’ipotesi relativa al cambio delle batterie, che devono risultare pienamente compatibili col dispositivo nel quale devono essere installate.

Come si può ben notare, per sostituire le batterie della sirena dell’antifurto basta davvero poco. Sono sufficienti la capacità di centrare rapidamente il problema e un pizzico di manualità, essenziale per chi possiede anche le più basilari nozioni delle varie tecniche di fai da te.

Interferenza raggi solari

Interferenza raggi solari

Sono parecchi gli elementi che potrebbero generare dei falsi allarmi in un impianto di allarme o di videosorveglianza, soprattutto se installato all’esterno. Fra questi vi è anche la luce solare. L’interferenza dei raggi solari può causare dei falsi allarmi quando la luce colpisce con un angolo particolare le lenti dei sensori. Le interferenze da raggi solari si riconoscono facilmente perchè avvengono sempre alla stessa ora e solo in determinati momenti dell’anno, cioè nel momento in cui il sensore viene colpito dalla luce con un angolo tale da interferire con la normale percezione della lente che, per così dire, rimane abbagliata.

Questo problema generalmente non si pone negli impianti domestici installati all’interno, perchè in casa è difficile che la luce diretta colpisca un sensore in modo da farlo scattare. E’ molto più probabile che questo avvenga invece su sensori posizionati in giardino, su un balcone, una veranda o una terrazza. La soluzione a questo problema è spostare il sensore incriminato. In genere basta spostare il sensore di pochi centimetri oppure modificarne l’inclinazione, in modo che i raggi solari non lo colpiscano direttamente sulla lente.

Quando si procede a spostare il sensore è bene verificare che la copertura non sia stata modificata e non si siano creati dei punti ciechi nell’impianto. Per testare la copertura e il funzionamento del sensore si può procedere in un walking test. Si tratta di un servizio disponibile in moltissime centrali d’allarme. Attivandolo è sufficiente camminare nell’area coperta dal sensore perchè la centralina, se tutto funziona correttamente, rilevi la presenza ed emetta un bip di conferma. In questo modo è possibile accertarsi, dopo ogni modifica alla posizione dei sensori o dopo lavori di manutenzione dell’impianto, che la sua efficacia non sia stata compromessa in nessun modo.

Per evitare i falsi allarmi dovuti all’interferenza dei raggi solari è possibile modificare la sensibilità del sensore colpito. Per identificarlo è sufficientemente un controllo nella centralina, dopo di che bisogna provvedere a ridurre la sensibilità alla luce. Questo metodo però potrebbe non essere efficace. Il sole colpisce infatti il sensore, facendolo scattare, con un’incidenza particolare. Per evitare che il riflesso del sole faccia scattare il sensore è necessario modificare radicalmente la sensibilità dell’apparecchio, rischiando di renderlo inutile. Il problema poi potrebbe comunque ripresentarsi.

L’unica soluzione semplice ed efficace è procedere con lo spostamento del sensore o la modifica della sua inclinazione. E’ un intervento estremamente semplice, che non compromette l’integrità del sistema e si risolve in pochi minuti, eliminando completamente i falsi allarmi dovuti all’interferenza dei raggi solari.