Miglior sensore d’antifurto

Miglior sensore d’antifurto

Spesso i malviventi agiscono nelle zone più vulnerabili delle case per introdursi all’interno, ossia nei punti dell’edificio più esterni ed esposti, sia che si tratti di piccoli appartamenti o di grandi case isolate. Parliamo delle porte, delle finestre o delle porte-finestre, i cosiddetti varchi: sono proprio questi gli accessi nel mirino dei ladri, poiché tali aperture consentono loro di entrare e compiere razzie. Pertanto vanno tutelate al meglio grazie ai sensori o rilevatori d’antifurto. Vediamo ora quali sono le caratteristiche di tre tipologie di sensori: sensore di vibrazione o inerziale, sensore infrarosso a tenda e contatti magnetici.

Sensore di vibrazione o inerziale: tale dispositivi è molto indicato per proteggere vetri o grate che non vengono aperti di contino, la sua utilità sta nel fatto che si attiva prima che i malviventi possano fare danni effettivi. Parliamo di sensori specifici per la protezione dei punti di accesso delle strutture contro i tentativi di scasso: ad esempio martellate, sfondamenti, uso di trapani e colpi vari. Si tratta di sensori molto efficaci per la rilevazione dell’irregolarità prima che venga realizzata l’apertura della dei serramenti, ma anche per individuare l’eventuale spaccatura dei vetri. Di solito questo tipo di sensore viene abbinato ai sensori perimetrali d’apertura, come ad esempio i contatti magnetici. I sensori di vibrazione o inerziali, dunque, rappresentano la scelta migliore se vi è la necessità di essere avvisati tempestivamente già al primo tentativo di manomissione.

Sensore infrarosso a tenda: questo tipo di rilevatore va applicato sulle porte e sulle finestre nel caso in cui non sia possibile installare un contatto d’apertura: il funzionamento è lo stesso, ma in questo caso si usano i sensori a raggi infrarossi. Tali dispositivi, in grado di coprire un angolo di 130 gradi, vanno posizionati al di sotto delle finestre, dei terrazzi, lungo il perimetro dei giardini, dei muri e delle recinzioni che circondano la casa e quindi il confine con vicini e con le strade adiacenti (è meglio occultarli alla vista di occhi indiscreti). Si tratta di apparecchi decisamente affidabili ed economici, anche se a volte possono originare i cosiddetti falsi allarmi (per esempio se un animale passeggia nell’ambiente monitorato, se un oggetto oscilla a causa del forte vento, se le foglie ricoprono il sensore, se le intemperie appannano il vetro e così via), specialmente se la qualità dei sensori è scarsa oppure se sono tarati male.

Contatti magnetici: si tratta di dispositivi molto diffusi per ciò che concerne le porte, in quanto sono semplici da montare, danno la segnalazione solo quando serve e sono economici. I contatti magnetici sono costituiti da due magneti, che possono avere forma rettangolare o cilindrica, e sono da incassare a scomparsa. Un magnete deve essere posizionato sulla finestra o sulla porta, mentre l’altro sul punto fisso della porta o della finestra. Quando i due magneti vengono separati l’uno dall’altro, quindi quando viene aperta la porta o la finestra, questa separazione dei due componenti fa scattare l’allarme.

Dopo questa lista di caratteristiche e funzionalità dei tre tipi di sensori, è possibile trovare questi sensori nei negozi oppure sui siti online specializzati, dove vi è la possibilità di trovare un ottimo rapporto qualità prezzo.

Installazione allarmi perimetrali: barriere infrarosso e rilevatori a tenda

Installazione allarmi perimetrali: barriere infrarosso e rilevatori a tenda

I punti di accesso delle abitazioni, ovvero le porte, le finestre, le porte-finestre, i terrazzi ecc., sono senza dubbio le zone più a rischio, poiché sono le più soggette ai tentativi di intrusione da parte di ladri e vandali. Fra gli obiettivi dei malviventi non ci sono soltanto le grandi ville piene di poggetti preziosi, ma anche le piccoli abitazioni, dalle case isolate ai condomini, soprattutto se si vive ai piani bassi dell’edificio. Acquistare un impianto di allarme, in tale panorama, è senza dubbio un buon deterrente per ostacolare l’azione dei malfattori: criminalità: ovviamente è fondamentale, all’interno della struttura posta sotto controllo, il corretto posizionamento dei sensori: parliamo di piccoli rilevatori che svolgono un ruolo di primaria importanza, ovvero realizzare delle vere e proprie barriere di protezione contro gli intrusi, sia che questi ultimi vengano dall’esterno o dall’interno dell’abitazione.

Di solito la più grande preoccupazione di chi sceglie di installare un sistema di antifurto riguarda l’eventualità di non poter tenere le finestre aperte, in special modo nel periodo estivo. Riguardo ciò non tutti sanno che con i sistemi di allarme perimetrale si può combinare senza problemi l’esigenza di avere aria fresca e pulita in casa con la necessità di stare al sicuro. Questo tipo di sistemi di allarme funzionano grazie ai sensori perimetrali: i più diffusi sono le barriere perimetrali, delle stecche di 20-30 centimetri da montare in coppia e in parallelo, tali da creare una vera e propria barriera invisibile di raggi infrarossi frontalmente alla finestra o alla porta-finestra. Quando il fascio degli infrarossi viene varcato, automaticamente viene trasmessa una segnalazione alla centrale d’allarme, che di conseguenza fa scattare l’allarme.

Molto utili anche i rilevatori singoli o a tenda, da posizionare singolarmente su una apertura: questi apparecchi sono capaci i coprire un angolo di 110-130°. Entrambi devono essere posizionati sotto le finestre, i balconi, i portici o lungo il perimetro dei cortili, dei muri e delle recinzioni che circondano la struttura e quindi il confine con la proprietà dei vicini e con la via adiacente (è consigliabile nasconderli alla vista di sconosciuti). Parliamo di dispositivi molto sicuri ed economici, anche a volte possono generare i falsi allarmi (ad esempio se un cane transita nella zona monitorata, se uno stendino per asciugare i vestiti oscilla per via del vento, se le foglie coprono il rilevatore, se la pioggia battente appanna il vetro ecc.), soprattutto se la qualità dei sensori è bassa o se sono tarati in maniera errata.

Questi dispositivi sono disponibili in commercio anche con funzionalità di anti-mascheramento e anti-strappo, o in modalità Pet friendly, perfetta quando ci sono nell’abitazione animali domestici liberi di spostarsi sia dentro che al di fuori della casa. Inoltre è bene precisare che quando si decide di procedere all’acquisto, è importante valutare attentamente il grado di protezione dei sensori, poiché più risulta elevato, più sarà capace di resistere agli urti ed agli agenti atmosferici. Infine, per ciò che concerne i prezzi, questi ultimi dipendono soprattutto dal tipo di tecnologia impiegata, dalle funzioni e dalla portata dei dispositivi.

Antifurto per villino in zona a rischio

Antifurto per villino in zona a rischio

Prevenire é meglio che curare, dice il famoso proverbio. Oltre alla salute, anche prevenire, e prevedere, i possibili furti in casa aiuta a non ritrovarsi in situazioni di rischio e a garantire la sicurezza della propria famiglia. La casa é, infatti, il luogo nel quale dovremmo sentirci più protetti.

Qualche dato sulle zone più a rischio furto in Italia

Negli ultimi dieci anni sono stati denunciate ben 10 milioni effrazioni o tentativi di effrazione fra le mura domestica. In rapporto al numero delle abitazioni presenti sul territorio italiano (secondo i dati dell’ISTAT 29 milioni) il numero dei tentativi di furto appare ancora più grande.

Ma non tutto il territorio Italiano vive lo stesso livello di rischio. Il 20% dei furti avviene nelle grandi città, prime in classifica Milano, Torino e Roma mentre in rapporto al numero di abitanti la più colpita é, a sorpresa, Asti con 9 furti in casa ogni mille abitanti. La maggior parte dei furti avviene nel Nord-Est, nella sola Lombardia avvengono 1/4 dei furti.

Quali sono gli orari più a rischio per i furti in appartamento

E’ di un paio di anni fa lo studio emerso dalla collaborazione di diversi autorevoli Istituti (Università Cattolica di Roma, Università di Trento e Dipartimento di Pubblica Sicurezza) che ha sfatato il mito dei furti negli orari notturni.
Secondo lo studio, infatti, gli orari più pericolosi per la sicurezza dell’abitazione sono invece tra le 8 e le 10 del mattino e tra le 17 e le 20. I giorni della settimana più pericolosi sembrano essere il Venerdì ed il Sabato. Bisogna dire che i dati sono stati analizzati sulla base delle denunce avvenute in tre grandi città italiane, Milano, Bari e Roma quindi potrebbero non essere valide per le zone di campagna o di villeggiatura.

Il dato é comunque sorprendente e, per quanto possibile, anche confortante. Sempre meglio essere rapinati mentre siamo al lavoro che trovarsi un estraneo in casa nel cuore della notte!

Ma, inutile dire, che l’opzione migliore é sicuramente la prevenzione del furto.

Per chi vive in una casa indipendente in campagna i maggiori rischi derivano sopratutto dall’isolamento dal centro urbano che la potrebbero rendere una preda più appetibile. Avendo molti accessi dal pian terreno poi, l’accesso dall’esterno é più semplice per i malintenzionati. Come fare allora a difendersi dai rischi e vivere più sicuri?
Ecco alcuni consigli per la scelta dell’antifurto per un villino situato in una zona a rischio furto.

Una delle scelte più adottate da chi vive in un villino indipendente sono i sistemi di allarme di tipo perimetrale. Come suggerisce il nome sono impianti antifurto che vengono collocati attorno al perimetro dell’abitazione, diventando una sorta di barriera che ci protegge dall’esterno quando ci troviamo in casa. Sono particolarmente utili durante la notte perché, essendo posizionati all’esterno, la possibilità che scattino senza ragione é molto bassa e permettono di girare liberi per la casa senza preoccuparsi della sirena di allarme.

Cosa sono le barriere perimetrali

Le barriere perimetrali sono sensori che funzionano ad infrarossi e vanno collocate nelle parti a rischio di accesso dell’abitazione come ad esempio il cancello o la zona di fronte alla porta o alle porte di ingresso o comunque lungo i muri perimetrali del villino.

Oltre ai sistemi ad infrarossi ci sono anche sistemi di allarme perimetrali che sfruttano la tecnologia a microonde ed altri che usano un sistema misto.

A prescindere dalla tecnologia utilizzata, sono composti da due sensori, uno avrà funzione di emettitore ed uno che funzionerà come ricevitore. A questo punto verrà creato un fascio infrarossi fra i due sensori che farà scattare l’allarme nel caso venga interrotto e quindi attraversato. Questo tipo di sistema antifurto può raggiungere una portata di 100 metri ed il prezzo di aggira intorno ai 150 euro.

Nella scelta di questo tipo di sistema di allarme dovrete prendere in considerazione le condizioni climatiche della zona in cui risiedete. Dovranno quindi essere resistenti alla pioggia, al gelo e al sole.

Altri sistemi di allarme per un villino indipendente

Oltre ai sistemi di antifurto perimetrali potrete decidere di installare dei sensori interni all’abitazione, o alle finestre come nel caso dei sensori a tenda o nel garage e nella cantina.

Vi sono poi sistemi di allarme magnetico, anche questi lavorano in coppia, e vanno collocati sulle due ante della porta o della serranda. Scatteranno nel caso vengano aperte o forzate.

Tutti i sistemi di allarme dovranno essere connessi alla centrale operativa delle Forze dell’Ordine o alla società di vigilanza privata, se vi avvalete di questo tipo di servizio.

Naturalmente, oltre ad un buon sistema di allarme, non dovrete rinunciare a misure di prevenzione dei furti più classiche come le porte blindate, le inferriate alle finestre, e un buon lucchetto per le biciclette che riponete in garage. Inoltre, altro metodo vecchio stile, é un buon amico a quattro zampe da guardia!

Insomma, le possibilità di scelta sono molte e l’investimento da affrontare non é molto alto e, ancora più importante, vi permetterà di dormire sonni più tranquilli. O di lasciare la vostra casa incustodita per le vacanze senza pensare continuamente a cosa potrebbe succedere.

Allarmare cantina e garage

Allarmare cantina e garage

Il garage é un luogo molto importante della nostra abitazione. Oltre alla macchina, alla moto o alla bicicletta qui spesso conserviamo vecchie fotografie, i giocattoli di quando eravamo bambini e altri importanti ricordi. Non vogliamo quindi che questi oggetti ci vengano sottratti o vengano danneggiati. La minaccia che per prima ci viene alla mente é l’intrusione di estranei in questi ambienti, che potrebbero anche costituire una facilitazione all’ingresso nell’abitazione vera e propria. Spesso, infatti, garage e abitazione sono collegati da una porta interna.

Come sappiamo, anche la sola presenza dell’allarme, ha una funzione deterrente sui ladri che, nella maggior parte dei casi, non hanno le competenze tecniche per disinnescare l’allarme e preferiscono quindi prede più facili.

Che tipo di allarme scegliere per la protezione dai ladri di garage e cantina?

Innanzitutto dovrete decidere se optare per un sistema di allarme interno o esterno e se desiderate un impianto di allarme autonomo o collegato al sistema di allarme di casa.
I sistemi di allarme senza fili sono molto semplici da montare e se ne trovano in commercio modelli molto economici.

Sistemi di allarme ad uso interno

Per quanto riguarda i sensori interni la scelta é principalmente fra 3 tipologie: i sensori PIR, i sensori a microonde ed i sensori magnetici. I sensori PIR sono sistemi di allarme ad infrarossi che rilevano i movimenti per via del repentino cambio di temperatura. Vengono installati nella parte alta della porta o della finestra. Dovrete quindi posizionarli lontani da fonti di calore come la diretta esposizione al sole (salvo che siano espressamente progettati per sopportare il calore) e lontano da prese d’aria e condizionatori.

I sensori a microonde misurano la quantità di onde elettromagnetiche che compongono l’ambiente e registrano le eventuali anomalie. I contatti magnetici sono, tra questi, quelli che sfruttano la tecnologia più semplice ma con lo stesso livello di efficacia. Si tratta di una coppia di sensori che va montata sulle ante di porte e finestre facendo scattare l’allarme, inviando un segnale alla centrale, se la porta o la finestra viene aperta. Tutti questi sistemi sono facili e veloci da montare e non necessitano dell’intervento di un professionista.

Sistemi di allarme ad uso esterno, video sorveglianza ed allarmi perimetrali

Se volete tenere d’occhio anche la zona esterna del garage potete considerare l’installazione di videocamere di sorveglianza per le quali potrete richiedere la detrazione fiscale IRPEF del 50%. Potete anche optare per un più sofisticato allarme perimetrale, ovvero l’installazione attorno all’abitazione e quindi anche al garage, di diversi sensori. Questa opzione é particolarmente comoda perché il rischio di fare scattare inavvertitamente l’allarme é molto più basso rispetto ai sensori posizionati all’interno delle mura domestiche.
Oltre all’ingresso del garage o della cantina stessi é bene proteggere anche quello che c’é dentro, quindi tenete la bici legata anche se in garage e considerate l’acquisto di un GPS per la vostra auto, é tanto economico quanto efficacie.

Garage e cantine sono ambienti, per così dire, a rischio. Non solo il possibile ingresso dei ladri li mette in pericolo ma anche il fatto che, non essendo costantemente controllati, sono ambienti in cui possono verificarsi incidenti dei quali potreste accorgervi troppo tardi. Quindi, oltre al sistema anti-effrazione, sarebbe bene dotarsi anche di altri tipi di allarmi da collocare in questi locali. Anche questo tipo di sensori sono economici e certamente prevengono una grossa spesa in caso di danni.

Se la caldaia si trova in uno di questi due ambienti é bene installare un rilevatore di monossido di carbonio. Sebbene la sicurezza delle caldaie é molto elevata e abbiamo l’obbligo di farla controllare ogni uno o due anni la sicurezza non é mai troppa. Fissateli in punti che siano lontani dai bambini o dagli animali domestici, cambiate le batterie almeno una volta l’anno e eseguite il test funzionamento ogni tanto. Su rilevatori c’é un pulsante test da premere, se l’allarme funzione emette un forte rumore.

Oltre al rilevatore per il monossido di carbonio sono in commercio anche rilevatori di fumo. Entrambi questi allarmi sono facilissimi da montare da soli, di solito é sufficiente praticare un paio di fori nei punti che avrete precedentemente misurato, montare il supporto e poi il rilevatore stesso.

Altro tipico incidente che potrebbe coinvolgere gli ambienti garage e cantina é l’allagamento, potreste quindi pensare all’acquisto di un sistema di allarme inondazione o sensore di allagamento. Collegato con sistema wireless (senza fili) alla centralina di allarme e dotato di un galleggiate manda un segnale quando il galleggiante sale.

Cosa serve per montare da soli il sistema di allarme per il vostro garage o la vostra cantina

Come già accennato, montare questo tipi di allarmi é davvero facile quindi, se siete appassionati di FAI DA TE e volete risparmiare l’intervento di un installatore professionista, non avrete nessun problema.

Nella vostra casa saranno già presenti gli strumenti necessari, di solito bastano un trapano, viti e tasselli ed un cacciavite. Oltre alle batterie se non sono già incluse nel kit che avete acquistato. Dopodiché dovrete semplicemente seguire le istruzioni di funzionalità dell’impianto per settarlo.

Come collegare l’antifurto alle Forze dell’Ordine

Come collegare l’antifurto alle Forze dell’Ordine

Si sa, quando si parla di sicurezza personale e dei propri beni, la prudenza e la cautela non sono mai troppe. Quindi, anche se avete installato un impianto antifurto, per avere il miglior sistema di protezione per la casa o per l’ufficio, potrete fare in modo che sia collegato alle Forze dell’Ordine o a un istituto di vigilanza privata che possano intervenire con tempestività in caso di intrusione.

E allora come si può collegare l’antifurto con le Forze dell’Ordine? La prima cosa necessaria perché ci possa fare è che l’impianto preveda un combinatore telefonico. Si tratta di un dispositivo che, in caso di allarme, riesce a far partire delle chiamate per avvisare di quanto sta accadendo.

In genere, il combinatore si trova direttamente integrato nella centralina, alcuni impianti, però, possono esserne sprovvisti e quindi il combinatore va acquistato separatamente. Può essere di due tipi: PSTN o GSM. Il PSTN si appoggia sulla linea telefonica classica, mentre l’altro sfrutta la SIM. Sul combinatore è possibile registrare i numeri di telefono a cui telefonare in caso di allarme. L’avviso che viene inviato conterrà un messaggio vocale pre-registrato. Tra i numeri da registrare può essere presente anche delle Forze dell’Ordine, come quello della Polizia o dei Carabinieri. Perché il collegamento sia effettivo, sarà prima necessario presentare una richiesta scritta al Comando o al Commissariato più vicino all’abitazione, all’ufficio o all’attività commerciale in cui è installato l’allarme. Chiaramente la richiesta va inoltrata ad una sola Forza dell’Ordine.

Nel modulo che solitamente viene fornito direttamente dalle Forze dell’Ordine, va ovviamente specificato nome e cognome del proprietario dell’abitazione, dell’ufficio o dell’attività commerciale, l’indirizzo in cui è installato l’impianto antifurto e i nominativi delle persone che sono in possesso delle chiavi, nel caso in cui ci fosse necessità di disattivare l’impianto.

Si tratta di una pratica molto semplice ma che può contribuire a migliorare la nostra sicurezza.

Sensori interrati: cosa sono e come funzionano?

Sensori interrati: cosa sono e come funzionano?

Oggi vi presentiamo un breve approfondimento su un argomento di cui si parla abbastanza poco: i sensori d’allarme interrati. Infatti, la curiosità riguardo questi dispositivi è alta e molte sono le domande che ci ponete. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere.

Tra le varie tipologie di sensori di allarme presenti sul mercato vi sono anche i sensori interrati. La principale caratteristica di questi componenti è quella di essere installati sotto il terreno e di inviare un allarme quando vengono calpestati. La loro efficacia è alta e, inoltre, sono perfettamente adatti per proteggere aree estese e di elevata rilevanza, come centri militari, culturali, ecc. Sono molto indicati anche per aziende e le abitazioni con giardino. Va detto, però, che a causa del loro costo piuttosto elevato, raramente vengono utilizzati da semplici privati.

Nel dettaglio, come funzionano questi dispositivi? In pratica, i sensori interrati, quando sonno attivi, creano un campo magnetico in grado di percepire le vibrazioni del terreno sovrastante. Qualora decidiate di installare questi sensori antifurto interrati, fate molta attenzione a porre una corretta taratura. Tarandoli a dovere eviterete che, al passaggio di un piccolo animale, scattino fastidiosi ed inutili falsi allarmi.

Inoltre, potrete installare questa tipologia di sensori in qualsiasi terreno senza problemi, come la terra battuta, asfalto, prato, porfido. La loro copertura è uniforme, resistono fortemente agli agenti atmosferici e sono invisibili all’occhio umano.

Qualora abbiate la necessità di raggiungere un grado di protezione maggiore, potrete utilizzare questi componenti insieme alle barriere perimetrali infrarosso e a un sistema GPS.

Allarme via cavo o via radio: questo è il dilemma!

Allarme via cavo o via radio: questo è il dilemma!

Sono in molti a scrivere e a chiedere quale sia il sistema antifurto migliore tra uno via radio e uno via cavo. Via cavo o via radio, quale scegliere? La risposta, però, non è mai semplice, anche se spesso finiamo per consigliare, se ci sono tutti i presupposti per farlo, di preferire quella via cavo. Cerchiamo di capire meglio, però, tutta la questione.

Infatti, nonostante ciò che abbiamo scritto appena sopra, i sistemi antifurto via radio, ossia wireless, sono comunque ottimi prodotti, ovviamente sempre che si parli di sistemi certificati e garantiti. Tuttavia, non possiamo dimenticare che possono rivelarsi inadatti se vengono installati in situazioni poco consone.

Questo perché sarebbe opportuno montare un sistema d’allarme via radio in locali non troppo grandi e mai in strutture che si sviluppano su più piani. In queste circostanze, il nostro consiglio sarebbe quello di affidarsi ad un sistema misto, ossia sia con e senza fili. Un altro aspetto da considerare è che i sistemi via radio sono più costosi rispetto a quelli via filo, perché i componenti e i sensori dei sistemi non filari risultano più cari. Non solo, sono anche più soggetti ai falsi allarmi.

Gli allarmi via cavo, al contrario, sono più affidabili per quanto riguarda la rilevazione d’intrusione; offrono sensori più performanti; hanno bisogno di una manutenzione minore e, infine, sono meno soggetti a manomissioni.

Queste, ovviamente, sono considerazioni fatte in linea generale, mentre la scelta va fatta caso per caso. Ogni utente, in base alle proprie esigenze e le proprie necessità, sceglierà quello che fa al caso proprio. Questo consiglio che vi stiamo per dare, però, vale sempre: optate per prodotti venduti da aziende autorizzate e serie, che siano in grado di assicurarvi una garanzia sul prodotto di almeno due anni, che offrano un’assistenza sia durante che dopo la vendita, ma soprattutto che assicuri qualità!

Dispositivi per attivazione e disattivazione dell’antifurto

Dispositivi per attivazione e disattivazione dell’antifurto

Tenendo ben presente che la modalità di attivazione e disattivazione dipenda dalla singola centrale antifurto che si sceglie di acquistare, per gestire e controllare un impianto antifurto principalmente abbiamo a disposizione quattro strumenti:

  • la chiave meccanica
  • la chiave elettronica
  • il telecomando
  • la tastiera

Ognuno di questi dispositivi ha peculiarità, caratteristiche, pro e contro che vi andiamo ora ad esporre. L’utente, prima di acquistare, è giusto che si informi, valuti in base alle proprie esigenze.

Partiamo col il parlarvi della chiave meccanica. Si tratta di una chiave vera e propria che si infila in un’apposita serratura e girandola – su ON e OFF – può inserire o disinserire l’antifurto. Questo meccanismo si basa su un impulso elettronico che ha il grande svantaggio di essere poco sicura. Infatti, la chiave, non protetta a dovere, può indebolire l’efficacia del vostro antifurto.

La chiave elettronica, invece, permette l’attivazione e la disattivazione semplicemente sfiorando la chiave contro un rilevatore. Sfrutta codici che, utilizzando la modalità “rolling code”, vengono rigenerati a ogni attivazione e disattivazione. In altre parole, generano codici scelti tra miliardi di combinazioni possibili. In questo modo, le chiavi elettroniche sono decisamente più sicure e meno clonabili. È, inoltre, un sistema pratico, semplice ed economico. Anche in questo caso, una raccomandazione è d’obbligo: attenzione a proteggere a dovere la chiave. Ad esempio, non attaccatela mai alle chiavi di casa: se ve le rubassero, dareste al ladro un modo semplicissimo per svaligiarvi l’abitazione.

Il telecomando è un dispositivo con un meccanismo simile alla chiave elettronica. La differenza consiste che questo permette l’attivazione e la disattivazione del sistema anche da remoto. Questa capacità si rivela utile nel caso non ci fosse la possibilità di installare i lettori di prossimità necessari per leggere le chiavi digitali.

Infine, la tastiera è la modalità più diffusa e usata da chi possiede un antifurto. Parliamo di una piccola tastiera presente sulla centrale che, digitando un codice personale, può attivare e disattivare l’antifurto. Nonostante sia molto comune, si tratta di una soluzione poco pratica e sicura. Infatti, il codice, se dimenticato o sbirciato, rende completamente inutile l’antifurto.

Sensori a tenda: la protezione invisibile

Sensori a tenda: la protezione invisibile

Si sa la prevenzione non è mai troppa e questa regola, quando applicata alla sicurezza propria e dei propri beni, diventa ancora più vera. Avere un buon antifurto, di questi tempi, è assolutamente una buona idea. Ma può bastare? Per sentivi davvero al sicuro, ci sono anche altre soluzioni che unite, al sistema di allarme, possono garantirvi una protezione totale. Parliamo, ad esempio, dei sensori a tenda. Vediamo di cosa si tratta.

I sensori a tenda rappresentano un ottimo strumento per proteggere la vostra casa, specie se munita di giardino e con animali domestici. Questi sensori, spesso chiamati impropriamente a tendina, rilevano la presenza e il passaggio in un’area molto ristretta e limitata, proprio come se fossero una tenda. Infatti, si intende una barriera verticale, simile ad una tenda. Se questa area viene attraversata. si genera l’allarme.

Generalmente, questo dispositivo viene applicato a finestre e infissi, così da rilevare solo l’attraversamento del varco, lasciando la possibilità di muoversi all’interno ed all’esterno di questa area così precisa.

I sensori a tenda vengono, poi, consigliati anche perché sono disponibili in molte colorazioni, quindi si adattano bene a qualsiasi tipologia di serramento voi abbiate. In altre parole, non c’è da preoccuparsi per l’estetica della casa e del giardino, potrete trovare la soluzione che fa più al caso vostro. Inoltre, un altro importante vantaggio è che questi sensori sono in grado di intervenire prima che gli infissi vengano scassinati, di fatto impedendo che l’intrusione avvenga. Infine, è possibile attivarli in modo totale o parziale, in base all’assenza o alla presenza di persone in casa.

Qualora questi componenti andassero ad espandere o potenziare un sistema d’allarme antifurto già esistente, non hai da temere problemi i complicazioni. Si tratta di dispositivi che potrete trovare sia via cavo che via radio, che al massimo possono richiedere un adattamento in centrale.

Gli elementi fondamentali di ogni antifurto per casa

Gli elementi fondamentali di ogni antifurto per casa

Per sentirsi davvero protetti e al sicuro all’interno delle proprie mura domestico è importante essere in possesso di un buon sistema antifurto. Infatti, la presenza di un allarme all’interno della propria abitazione è, attualmente, uno dei pochi strumenti in grado di migliorare la propria sicurezza e quella della casa. Per chi, però, non ha conoscenze tecniche in materia può non essere facile orientarsi nel vasto mondo degli antifurto. Per questo ovvi vi illustriamo gli elementi essenziali di ogni impianto di antifurto.

Partiamo dalle basi: i sistemi antifurto si dividono in via cavo e via radio. Vi sono sistemi che offrono telecomandi con pulsanti antipanico, in grado di attivare l’allarme e di avvisare le autorità in caso di intrusione. Invece, un componente importante che non sempre viene dato in dotazione è la batteria extra. Si tratta di un componente che permette di mantenere attiva la sicurezza anche in caso di mancanza di corrente elettrica. Un consiglio utile per risparmiare sul lungo periodo è quello di optare per sistemi antifurto che utilizzino batterie ricaricabili.

Un altro elemento fondamentale in un sistema antifurto sono i rilevatori di fumo, i quali sono in grado di avvisarci in caso di incendio. Questo ci dà la possibilità di scappare in tempi celeri e di avvisare tempestivamente la società di gestione e i vigili del fuoco.

Sono altrettanto importanti i rilevatori di movimento, sensori estremamente sofisticati capaci di distinguere il volume di un animale da quello di un intruso. Questa tecnologia si rivela molto utile per evitare fastidiosi e inutili falsi allarmi.