Kit antifurto doppia frequenza – Quali sono i vantaggi?

Kit antifurto doppia frequenza – Quali sono i vantaggi?

1Buongiorno,

ho bisogno di un kit antifurto doppia frequenza, me lo hanno consigliato per la mia villa in campagna, ma non ne conosco i vantaggi…Può aiutarmi a capire?

Grazie, saluti

Leonello

 

Salve Leonello,

sono contento di esserti utile! Innanzitutto è bene che tu sappia che in un kit antifurto a doppia frequenza, i sensori comunicano via radio con la centralina, sfruttando più frequenze – 433 Mhz e 868 Mhz.

Primo vantaggio di un antifurto a doppia frequenza è la sicurezza: a differenza dei sistemi a frequenza singola, sono meno soggetti alle manomissioni, tecnicamente detti “accecamenti”.

La doppia frequenza, che consiste nella comunicazione radio su due bande diverse e distanti tra loro, assicura affidabilità ed efficienza nella trasmissione e ricezione dei segnali, in questo modo eventuali disturbi non possono impedire alle informazioni di arrivare in centrale, perché se una delle due frequenze viene disturbata, l’altra assicura sempre la trasmissione.

L’acquisto di un kit antifurto doppia frequenza è sempre un’ottima scelta, soprattutto quando dotato della funzione antijamming o antiaccecamento, che avvisa l’utente dei tentativi di manomissione. In un simile kit i livelli di protezione sono addirittura quattro: la prima frequenza, la seconda frequenza, l’antijamming sulla prima frequenza e l’antijamming sulla seconda frequenza…insomma nulla di più vantaggioso!

Attenzione però! In fase di acquisto assicurati che il kit antifurto doppia frequenza preveda l’invio dei dati dai sensori alla centralina su entrambe le frequenze: la 433 Mhz e la 868 Mhz.

Spero sia tutto più chiaro, ti faccio un in bocca al lupo per la villa!

Videosorveglianza – Analogica o digitale?

Videosorveglianza – Analogica o digitale?

Buonasera,

voglio sostituire il mio sistema di videosorveglianza con qualcosa di ultima generazione, ma sono indeciso se sostituire da subito anche il DVR con qualcosa di più moderno oppure prendere un apparecchio ibrido col quale collegare anche una telecamera IP. Tu cosa ne pensi?

Il mio consiglio è di optare per un’unica tecnologia; qualsiasi cosa tu scelga tra un impianto di videosorveglianza analogico o uno con telecamere IP sarai in una botte di ferro, ma non fare l’errore di realizzare un impianto ibrido.

 

Quali cavi scegliere per la videosorveglianza?

Quali cavi scegliere per la videosorveglianza?

Sto realizzando un impianto di videosorveglianza che sfrutta telecamere analogiche e ti chiedo se sia meglio usare un cavo RG59 oppure uno UTP CAT5 con video balun? Per l’audio, invece?

E se tra qualche anno volessi passare alle telecamere digitali, cambia qualcosa?

Grazie

Dimitri

Ciao Dimitri,

per il collegamento di telecamere analogiche il cavo UTP CAT5 in abbinamento al video balun non ha controindicazioni e ti permette di realizzarlo anche di 300/400 metri senza le fastiodiose perdite che si hanno con un cavo RG59.

In più il cavo CAT5 ti permette:

  • di usare 2 degli 8 fili per il collegamento al video balun e altri 2 per collegare l’audio sullo stesso cavo;
  • di passare facilmente al digitale, cambiando solo i connettori (per l’audio, le telecamere digitali sfruttano il cavo ethernet, quindi non avrai bisogno di altro).

In bocca al lupo!

 

Ponticellare le zone d’allarme

Ponticellare le zone d’allarme

Ciao,

sono Filippo e ho una centrale antifurto a 4 zone, ma la mia necessità è di collegare un solo sensore. Visto che non voglio utilizzarle, che collegamenti devo fare per le rimanenti tre zone?

Grazie

Ciao Filippo,

scegli la zona a cui collegare il sensore e “ponticella” quelle rimanenti.

Ma mi dirai: cosa significa ponticellare? Ponticellare una zona d’allarme vuol dire chiuderla, ossia creare una sorta di circuito chiuso che non le permetta mai di andare in allarme.

Ecco come fare: taglia un pezzo di cavo che si usa per il collegamento dei sensori e fai un collegamento fra la zona che vuoi chiudere e la massa di riferimento che può essere il morsetto GND, COM o C.

Ripeti questa operazione per tutte le zone che vorrai chiudere, facendo attenzione a quanto scritto sul libretto d’istruzioni: se le zone sono bilanciate, sarà importante usare una resistenza, se invece la zona è del tipo NA, deve essere lasciata aperta senza nessun filo.

 

Realizzare un impianto antifurto via cavo

Realizzare un impianto antifurto via cavo

Per una serie di motivi ho completamente abbandonato l’idea di installare un sistema antifurto via radio e sono deciso a realizzare l’impianto via cavo da solo. Ti chiedo se hai qualche consiglio o qualche trucco da seguire per far in modo che i cavi si mimetizzino il più possibile (non ho corrugati).

Grazie

Giorgio

Ciao Giorgio,

sei certo della tua decisione? E’ doveroso ricordarti che, attualmente, i sistemi antifurto via radio sono dei prodotti di qualità e performanti, non più i giocattoli di un tempo…

In ogni caso, se hai davvero deciso di avere tutti quei cavi in vista, ti darò qualche consiglio pratico!

E’ opportuno che tu abbia ben chiaro dove posizionare i vari componenti già prima di iniziare, altrimenti sarà tutto più complicato.

  • Meglio dare alla centralina una posizione centrale così da collegare più facimente i sensori, ecc. Proteggila da occhi indiscreti, mai metterla troppo in alto o troppo in basso, in questo modo sarà più comodo lavorarci, programmarla, attivarla/disattivarla.
  • Fa in modo che la centrale sia vicina a una presa o al contatore, così da avere vicino la 220V.
  • Puoi posizionare tre dei sensori volumetrici nei pressi della centrale, così da risparmiare sui cavi: uno potresti metterlo a protezione della centrale, mentre gli altri due nelle stanze confinanti col posto in cui è la centrale.
  • Tutti gli altri collegamenti dovrai farli servendoti delle canaline, che di solito si fanno passare in alto. Potresti sfruttare i controsoffitti, i soppalchi, i sottoscala per celare il più possibile le canaline. Usa canaline che prevedono pezzi speciali come i raccordi a L, curve, ecc.
  • Dove è possibile fai buchi col trapano per far passare i cavi.
  • Potrebbe esserti utile scrivere il nome su ogni cavo, o insieme di cavi, che arrivano in centrale.

In bocca al lupo!

Caratteristiche di una telecamera per videosorveglianza

Caratteristiche di una telecamera per videosorveglianza

Dovendo acquistare una telecamera per videosorveglianza di qualità, cosa bisogna valutare?

Ciao,

ecco un elenco di caratteristiche che una buona telecamera deve avere!

  • Sensore – i migliori in commercio sono i CCD della Sony, della Panasonic e della Sharp. Oltre al marchio è da valutare il parametro che ne indica la grandezza, meglio i sensori più grandi, quelli da 1/3’’ o 1/4’’ che assicurano un output migliore.
  • Risoluzione – nel campo della videosorveglianza, la risoluzione è indicata in TV o TVL. Maggiore saranno le linee di TV maggiore sarà la risoluzione e quindi la limpidezza dell’immagine. Da notare che i sensori in bianco e nero hanno una risoluzione maggiore rispetto a quelli a colore.
  • Filtri – sono importanti nelle situazioni difficili, tra i più importanti ci sono:
    • AWB – bilanciamento automatico del bianco;
    • BLC – compensazione della luce di fondo;
    • AGC – miglioramento della visione in condizioni di scarsa luminosità.
  • Rapporto tra segnale e rumore – più sarà alto, maggiore sarà la limpidità dell’immagine. Se il rapporto è inferiore a 45dB, non si sta parlando di un buon prodotto. E’ giusto sottolineare, però, che questo parametro è complicato da misurare e che la qualità dei componenti di una telecamera possono influire.
Cilindro europeo – Quanto è facile duplicare una chiave?

Cilindro europeo – Quanto è facile duplicare una chiave?

Mi stavo chiedendo se i ladri, una volta entrati in possesso di una chiave, possano creare un calco e duplicarla anche se c’è il cilindro europeo.

Mille grazie

Deborah

Buonasera Deborah,

la tua curiosità è legittima, ma devi ammettere che è strana! Se un ladro ha in mano un chiave, dubito che perda tempo a farne un calco.

In ogni caso voglio rispondere alla tua domanda! Anche se non così facile, la duplicazione di una chiave di un cilindro europeo è possibile, ma molto dipende dalla tipologia. Se la chiave presenta sensori o piccole rotelle, non è replicabile se non dall’azienda produttrice e solo previa presentazione di un documento d’identità e della security card in dotazione.

Monitor per videosorveglianza – Quali vantaggi

Monitor per videosorveglianza – Quali vantaggi

Salve,

vorrei sapere quali sono le differenze tra un monitor per la videosorveglianza e uno per il computer o un semplice televisore. Grazie

Simone

Ciao Simone,

le differenze ci sono e sono anche semplici. Vediamole insieme:

  • i monitor per videosorveglianza presentano uno o più attacchi BNC, ossia quelli usati nelle telecamere e dai cavi coassiali. Il vantaggio non sta qui, perché in commercio è facile reperire adattatori.
  • I monitor per la videosorveglianza sono progettati e realizzati per rimanere accesi 24 ore su 24, quindi non si surriscaldano e non si usurano come i monitor per pc o le tv;
  • la visione sui monitor per la videosorveglianza è migliore grazie a un convertitore che è al loro interno e che traduce il segnale proveniente dalla telecamera o dal DRV in immagini.

Tutto questo giustifica il costo maggiore di questi prodotti, ma nel caso non ci siano particolari esigenze e il loro uso è limitato nell’arco della giornata, dei monitor per pc o un semplice televisore possono andare bene.

 

Grado di protezione delle telecamere da esterno

Grado di protezione delle telecamere da esterno

Ciao,

voglio acquistare una telecamera per uso esterno, la stavo cercando sul web e tutti i prodotti visionati, tra le caratteristiche, presentano la sigla IP seguita da qualche numero…Di che si tratta?

Grazie

Mario

Ciao Mario,

la sigla IPXX rappresenta il grado di protezione del dispositivo. In particolare il primo numero indica il grado di protezione dai corpi solidi – urti, colpi, ecc – mentre il secondo indica l’impermeabilità ai liquidi.

Il primo numero, quello sulla resistenza ai colpi, può variare da 0 a 6:

  • 0 – non protetto;
  • 1 – protezione da oggetti solidi con dimensione superiore a 50 mm e dall’accesso con il dorso della mano;
  • 2 – protezione da oggetti solidi con dimensioni superiori a 12 mm e dall’accesso con un dito;
  • 3 – protezione da oggetti solidi con dimensioni superiori a 2,5 mm e dall’accesso con un attrezzo;
  • 4 – protezione da oggetti solidi con dimensioni superiori a 1 mm e dall’accesso con fili;
  • 5 – protezione dalla polvere e dall’accesso con fili;
  • 6 – totalmente protetto.

Mentre l’impermeabilità ai liquidi è data da numeri che possono andare da 0 a 8:

  • 0 – non protetto;
  • 1 – protezione dalla caduta verticale di gocce d’acqua;
  • 2 – protezione dalle gocce che cadono con inclinazione massima di 15°;
  • 3 – protezione dalla pioggia;
  • 4 – protezione dagli spruzzi d’acqua;
  • 5 – protezione dai getti d’acqua;
  • 6 – protezione dalle ondate d’acqua;
  • 7 – protezione dagli effetti d’immersione in un liquido;
  • 8 – protezione dagli effetti della sommersione in un liquido.

Gli apparecchi con grado di protezione IP65 e a salire hanno un’ottima resistenza negli ambienti esterni.

Centrale antifurto 2 zone realizzata con Arduino

Centrale antifurto 2 zone realizzata con Arduino

Arduino è una piattaforma che sta prendendo sempre più piede nel mondo dell’elettronica, in quanto permette di creare il sistema elettronico che si desidera, con caratteristiche personalizzate.

Per realizzare un prodotto su misura è sufficiente avere uno starter kit e conoscere il linguaggio di programmazione, mentre chi invece non mastica i codici può sempre avvalersi di sistemi già realizzati, correlati da tanto di schemi di collegamento, disponibili gratis sul web.

Un esempio è questa centrale antifurto a 2 zone! Scoprite di più!

http://www.arduoalarm.blogspot.it/