Sensori a Doppia Tecnologia: cosa sono e come funzionano

Sensori a Doppia Tecnologia: cosa sono e come funzionano 4.70/5 (94.00%) 4 voti

I Sensori a doppia tecnologia impiegano due tipi di tecnologia che comunicano tra loro, ossia i raggi infrarossi e le micro onde (PIR + MW): in questo modo non solo aumenta l’affidabilità dell’antifurto per rilevare la presenza di qualcuno nel raggio d’azione sottoposto al controllo (si attiva al verificarsi delle due situazioni), ma si realizza nella fattispecie un doppio controllo rispetto al semplice sensore PIR (invia l’allarme soltanto quando si attiva l’infrarosso).

Il sensore infrarosso è capace di rilevare a distanza la variazione del calore. La tecnologia Mw applicata ai sensori, invece, è costituita da diodi (componenti elettronici passivi): questi inviano onde ad alta frequenza (10-2,4 Ghz) che si propagano nell’ambiente di riferimento. Il sensore ha il compito di decifrare la quantità di energia impiegata per eseguire questo lavoro.

Quando si verifica un’intromissione, la quantità di energia cambia e l’allarme viene fatto scattare; è in questo esatto momento che l’infrarosso subentra anch’esso nella funzione di controllo: se anche quest’ultimo percepisce una variazione di temperatura, ecco che sono state riscontrate le due condizioni AND.

La scelta tra sensori PIR e doppia tecnologia va fatta soprattutto in riferimento a quanto siano performanti separati o uniti. Sta di fatto che una questione dibattuta è quella dei “falsi allarmi”: in questo caso è un fatto, però, che un sensore che ha il compito di inviare l’allarme solo quando si verificano le due condizioni AND, ossia rilevazione infrarosso + micro onde lo farà di meno rispetto ad un PIR che scatta solo di conseguenza alla rilevazione dell’infrarosso.

Ovviamente le situazioni vanno valutate singolarmente nella scelta tra le due opzioni: ad esempio una condizione in cui risulta migliore l’installazione di un sensore a doppia frequenza rispetto ad un PIR si verifica quando il sensore è rivolto ad un camino acceso: nella fattispecie, se si verificano brusche mutazioni di calore nella stanza sottoposta a controllo, oppure se si rilevano cambi di corrente o vibrazioni disturbanti rispetto al lavoro del PIR, risulterà sicuramente meglio installare una DT.

Approfondendo maggiormente le peculiarità delle due tecnologie, possiamo aggiungere che l’infrarosso risulta poco sensibile quando qualcuno si avvicina al sensore ma al contempo è molto efficiente nella rilevazione di un attraversamento, mentre le micro onde lavorano al contrario, in quanto il raggio d’azione di un MW ha la forma somigliante ad un sigaro allungato, quindi lo spettro è minore rispetto all’infrarosso, che invece ha una forma conica.

Sta di fatto che entrambe hanno i propri punti di forza: sarà dunque compito del tecnico installatore studiare l’ambiente e le esigenze del cliente per poter consigliare il prodotto migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *