Grado di protezione delle telecamere da esterno

Grado di protezione delle telecamere da esterno

Ciao,

voglio acquistare una telecamera per uso esterno, la stavo cercando sul web e tutti i prodotti visionati, tra le caratteristiche, presentano la sigla IP seguita da qualche numero…Di che si tratta?

Grazie

Mario

Ciao Mario,

la sigla IPXX rappresenta il grado di protezione del dispositivo. In particolare il primo numero indica il grado di protezione dai corpi solidi – urti, colpi, ecc – mentre il secondo indica l’impermeabilità ai liquidi.

Il primo numero, quello sulla resistenza ai colpi, può variare da 0 a 6:

  • 0 – non protetto;
  • 1 – protezione da oggetti solidi con dimensione superiore a 50 mm e dall’accesso con il dorso della mano;
  • 2 – protezione da oggetti solidi con dimensioni superiori a 12 mm e dall’accesso con un dito;
  • 3 – protezione da oggetti solidi con dimensioni superiori a 2,5 mm e dall’accesso con un attrezzo;
  • 4 – protezione da oggetti solidi con dimensioni superiori a 1 mm e dall’accesso con fili;
  • 5 – protezione dalla polvere e dall’accesso con fili;
  • 6 – totalmente protetto.

Mentre l’impermeabilità ai liquidi è data da numeri che possono andare da 0 a 8:

  • 0 – non protetto;
  • 1 – protezione dalla caduta verticale di gocce d’acqua;
  • 2 – protezione dalle gocce che cadono con inclinazione massima di 15°;
  • 3 – protezione dalla pioggia;
  • 4 – protezione dagli spruzzi d’acqua;
  • 5 – protezione dai getti d’acqua;
  • 6 – protezione dalle ondate d’acqua;
  • 7 – protezione dagli effetti d’immersione in un liquido;
  • 8 – protezione dagli effetti della sommersione in un liquido.

Gli apparecchi con grado di protezione IP65 e a salire hanno un’ottima resistenza negli ambienti esterni.

Videosorveglianza – Sensori CCD e CMOS

Videosorveglianza – Sensori CCD e CMOS

Nel campo della videosorveglianza è meglio un sensore CCD o CMOS?

Ti ringrazio

Dario

Ciao Dario,

CCD sta per Charge Couple Device, mentre CMOS per Complementary Metal Oxide Semiconductor e sono due tecnologie molto diverse e difficilmente paragonabili, nonostante quello che si legge.

Queste tecnologie hanno il potere di convertire la luce in carica elettrica, poi processata come segnale elettrico analogico.

Ora, in un sensore CCD ogni carica del pixel è trasferita su nodi, poi memorizzata e trasferita in modalità analogica alla telecamera. In un sensore CMOS, invece, ogni pixel ha una conversione di carica e grazie all’amplificatore di segnale, al correttore di rumore e al circuito di digitalizzazione, l’uscita è digitalizzata in maniera diretta.

La facilità di produzione di sensori CCD e la loro costante buona qualità hanno fatto sì che questo sensore fosse il più usato e più diffuso tra i due, anche se entrambi offrono buone prestazioni in fatto di qualità delle immagini. Non va dimenticato, poi, che il sensore CCD è anche il più economico.

C’è da dire che, ad oggi, a determinare l’uso dell’uno o dell’altro sono ancora le scelte aziendali dei produttori di sistemi di videosorveglianza più che la tecnologia e la qualità dei sensori.

Videosorveglianza e Garante della Privacy

Videosorveglianza e Garante della Privacy

L’uso di telecamere e della videosoreglianza in senso lato devono sottostare a delle regole ferree in materia di privacy. Vediamole insieme.

  1. Tutti coloro che transitano in aree videosorvegliate devono essere informati del fatto che sono ripresi attraverso cartelli resi ben visibili, anche quando il sistema è spento o momentaneamente inattivo. Quando questi sistemi di videosorveglianza sono collegati con le Forze dell’Ordine è necessario segnalarlo sui cartelli, come previsto dal Garante della Privacy. Nei luoghi pubblici, invece, i cartelli non sono obbligatori, anche se raccomandati dal Garante.
  2. I video e le registrazioni possono essere conservati per un massimo di 24 ore, fatti salvi quei casi in cui le immagini sono necessarie alle indagini. Nelle banche e in tutte le attività più rischiose, le immagini possono essere conservate al massimo per una settimana; la richiesta di conservazione per periodi più lunghi deve essere sottoposta al Garante e da questo approvata.
  3. I Comuni italiani che installano sistemi di videosorveglianza hanno l’obbligo di  comunicarlo attraverso cartelli che ne segnalano la presenza, a meno che l’attività di ripresa non sia legata alla prevenzione, all’accertamento o alla repressione di reati. La conservazione delle immagini, anche in questo caso, non può superare i 7 giorni.
  4. Ci sono specifiche misure di sicurezza per i sistemi di videosorveglianza integrati, ossia tutti quei sistemi che collegano fra loro soggetti privati con soggetti pubblici come le società di sorveglianza, gli internet providers, ecc. In alcuni casi è prevista la verifica preliminare del Garante.
  5. I sistemi di videosorveglianza intelligenti – associazione delle immagini a parametri biometrici, motion detection, ecc – hanno necessità della verifica preliminare da parte del Garante.
  6. I sistemi usati per rilevare le infrazioni sulle strade vanno segnalati con appositi cartelli. Inoltre le telecamere possono riprendere solo le targhe dei veicoli e non le persone al loro interno; le immagini non possono essere inviate al domicilio dell’intestatario del veicolo.
  7. Il controllo con telecamere di depositi e aree rifiuti è lecito.
  8. Le telecamere possono essere usate nei luoghi di lavoro solo nel rispetto nelle norme in materia di lavoro. Non è possibile il controllo a distanza del lavoratore.
  9. Negli ospedali e nei luoghi di cura è possibile effettuare riprese, ma non è possibile trasmetterle sui monitor quando questi sono collocati in locali accessibili al pubblico. L’accesso alle immagini è consentito solo al personale autorizzato e, al massimo, ai famigliari dei degenti.
  10. E’ ammessa la videosorveglianza nelle scuole a tutela degli atti vandalici, ma solo in determinate aree e durante gli orari di chiusura.
  11. Nel trasporto pubblico le telecamere sono ammesse, così come alle fermate, ma l’angolo di ripresa deve essere circoscritto e non sono ammessi zoom, mentre sui taxi non è possibile riprendere stabilmente la postazione di guida.
  12. Nel campo turistico le riprese possono essere fatte, a patto che non rendano riconoscibili le persone.
  13. In ambito privato la videosorveglianza è consentita senza il consenso delle persone riprese, ma sempre nel rispetto delle prescrizioni indicate dal Garante della Privacy.
Registrazione immagini su hard disk

Registrazione immagini su hard disk

Mi stavo chiedendo se sia possibile registrare le immagini provenienti da una telecamera IP su un hard disk, tutto in tempo reale. Se così fosse, di quanta banda ho bisogno?

Grazie per la risposta

Buonasera,

oggi la registrazione in tempo reale è un’operazione quasi scontata. La maggior parte delle telecamere IP in vendita sono corredate di un software proprietario che, una volta installato su un computer, ti permette di registrare il flusso di immagini.

E’ compito del software farti gestire la banda, ma non bisogna dimenticare che ogni telecamera sfrutta più o meno banda a seconda della qualità delle immagine riprese, della compressione video, ecc, quindi su questo punto non posso essere più preciso.

Per una maggiore sicurezza e stabilità della banda puoi sempre acquistare un sistema DVR con hard disk.

Videocamera per la ripresa notturna e dei dettagli

Videocamera per la ripresa notturna e dei dettagli

Buonasera,

ho navigato in rete alla ricerca di una soluzione e non l’ho trovata, ma ho scovato te e ho deciso di scriverti!

Sono il proprietario di un albergo che mette a disposizione dei propri clienti un parcheggio auto, ma ho bisogno di tutelarmi controllando le targhe delle auto che vi entrano e vi escono, anche e soprattutto di notte! C’è un prodotto che faccia al mio caso?

Italo

Ciao Italo,

Hai bisogno di una telecamera ad alta risoluzione, che permetta di distinguere anche i dettagli (le targhe nel tuo caso). La telecamera deve essere progettata per resistere all’esterno e avere un sensore ottico che permetta la visione notturna e, per evitare abbagliamenti, assicurati che abbia una doppia lente antiriflessione.

PS. Adesso che sei venuto a conoscenza di questo sito, spero che continuerai a seguirlo, trattiamo di argomenti legati alla sicurezza e alla videosorveglianza!

 

Videosorvegliare un’automobile in strada

Videosorvegliare un’automobile in strada

Ciao,

ho un problema! Non è strettamente connesso agli antifuti casa, ma te lo chiedo lo stesso, magari riesci ad aiutarmi!

E’ da una settimana che quando scendo in strada per prendere la macchina, la trovo sempre più graffiata e danneggiata. Io credo di aver capito di chi si tratta, ma prima di fare qualsiasi cosa vorrei avere le prove…ci sono telecamere che mi permettono di videosorvegliare l’auto?

Grazie, sei sempre una garanzia!

Massimo

Ciao Massimo,

in effetti non è proprio il mio campo, ma credo di poterti aiutare consigliandoti un mini DVR che registra su card SD e al quale puoi connettere fino a 4 microcamere grandandolari.

Il mini sistema di vidosorveglianza permette di registrare a seconda del movimento, così da non riempire la card SD con immagini inutili. Per visionare le immagini ti basterà togliere la card dal DVR e connetterla a un computer.

L’alimentazione ti verrà data da una piccola batteria portatile o da quella dell’auto!

 

Videosorveglianza e protocollo ONVIF

Videosorveglianza e protocollo ONVIF

Mi sto informando sulle telecamere per la videosorveglianza e spesso mi capita di leggere la scritta ONVIF…di cosa si tratta?

Grazie per la risposta che mi darai

Riccardo

Ciao Riccardo,

ONVIF è l’acronimo di Open Network Video Interface Forum, un’organizzazione che nasce con lo scopo di supplire a uno dei maggiori problemi nel campo della videosorveglianza IP: la compatibilità tra sistemi diversi.

Questo protocollo vuole raccordare i sistemi di videosorveglianza verso un protocollo unico per quanto concerne:

  • il rilevamento dell’apparecchio;
  • la registrazione audio e video;
  • la configurazione dei componenti.

L’idea è ottima, peccato però che la versione del protocollo viene aggiornata di rado e questo produce incompatibilità tra gli stessi apparecchi marchiati ONVIF e spesso la compatibilità non è totale ma solo parziale.

C’è da aspettare e osservarne gli sviluppi!

Videosorveglianza del pianerottolo e privacy

Videosorveglianza del pianerottolo e privacy

St pensando di installare una piccola telecamera sulla porta del mio appartamento, al posto del classico occhiello, ma ti chiedo se posso o se così violo le norme sulla privacy del condominio.

Saluti, Alex

 

Ciao  Alex,

la sicurezza del proprio appartamento supera qualsiasi privacy, lo afferma  la Cassazione stessa. Quindi sentiti pure libero di acquistarla e installarla.