Allarme via cavo o via radio: questo è il dilemma!

Allarme via cavo o via radio: questo è il dilemma!

Sono in molti a scrivere e a chiedere quale sia il sistema antifurto migliore tra uno via radio e uno via cavo. Via cavo o via radio, quale scegliere? La risposta, però, non è mai semplice, anche se spesso finiamo per consigliare, se ci sono tutti i presupposti per farlo, di preferire quella via cavo. Cerchiamo di capire meglio, però, tutta la questione.

Infatti, nonostante ciò che abbiamo scritto appena sopra, i sistemi antifurto via radio, ossia wireless, sono comunque ottimi prodotti, ovviamente sempre che si parli di sistemi certificati e garantiti. Tuttavia, non possiamo dimenticare che possono rivelarsi inadatti se vengono installati in situazioni poco consone.

Questo perché sarebbe opportuno montare un sistema d’allarme via radio in locali non troppo grandi e mai in strutture che si sviluppano su più piani. In queste circostanze, il nostro consiglio sarebbe quello di affidarsi ad un sistema misto, ossia sia con e senza fili. Un altro aspetto da considerare è che i sistemi via radio sono più costosi rispetto a quelli via filo, perché i componenti e i sensori dei sistemi non filari risultano più cari. Non solo, sono anche più soggetti ai falsi allarmi.

Gli allarmi via cavo, al contrario, sono più affidabili per quanto riguarda la rilevazione d’intrusione; offrono sensori più performanti; hanno bisogno di una manutenzione minore e, infine, sono meno soggetti a manomissioni.

Queste, ovviamente, sono considerazioni fatte in linea generale, mentre la scelta va fatta caso per caso. Ogni utente, in base alle proprie esigenze e le proprie necessità, sceglierà quello che fa al caso proprio. Questo consiglio che vi stiamo per dare, però, vale sempre: optate per prodotti venduti da aziende autorizzate e serie, che siano in grado di assicurarvi una garanzia sul prodotto di almeno due anni, che offrano un’assistenza sia durante che dopo la vendita, ma soprattutto che assicuri qualità!

Dispositivi per attivazione e disattivazione dell’antifurto

Dispositivi per attivazione e disattivazione dell’antifurto

Tenendo ben presente che la modalità di attivazione e disattivazione dipenda dalla singola centrale antifurto che si sceglie di acquistare, per gestire e controllare un impianto antifurto principalmente abbiamo a disposizione quattro strumenti:

  • la chiave meccanica
  • la chiave elettronica
  • il telecomando
  • la tastiera

Ognuno di questi dispositivi ha peculiarità, caratteristiche, pro e contro che vi andiamo ora ad esporre. L’utente, prima di acquistare, è giusto che si informi, valuti in base alle proprie esigenze.

Partiamo col il parlarvi della chiave meccanica. Si tratta di una chiave vera e propria che si infila in un’apposita serratura e girandola – su ON e OFF – può inserire o disinserire l’antifurto. Questo meccanismo si basa su un impulso elettronico che ha il grande svantaggio di essere poco sicura. Infatti, la chiave, non protetta a dovere, può indebolire l’efficacia del vostro antifurto.

La chiave elettronica, invece, permette l’attivazione e la disattivazione semplicemente sfiorando la chiave contro un rilevatore. Sfrutta codici che, utilizzando la modalità “rolling code”, vengono rigenerati a ogni attivazione e disattivazione. In altre parole, generano codici scelti tra miliardi di combinazioni possibili. In questo modo, le chiavi elettroniche sono decisamente più sicure e meno clonabili. È, inoltre, un sistema pratico, semplice ed economico. Anche in questo caso, una raccomandazione è d’obbligo: attenzione a proteggere a dovere la chiave. Ad esempio, non attaccatela mai alle chiavi di casa: se ve le rubassero, dareste al ladro un modo semplicissimo per svaligiarvi l’abitazione.

Il telecomando è un dispositivo con un meccanismo simile alla chiave elettronica. La differenza consiste che questo permette l’attivazione e la disattivazione del sistema anche da remoto. Questa capacità si rivela utile nel caso non ci fosse la possibilità di installare i lettori di prossimità necessari per leggere le chiavi digitali.

Infine, la tastiera è la modalità più diffusa e usata da chi possiede un antifurto. Parliamo di una piccola tastiera presente sulla centrale che, digitando un codice personale, può attivare e disattivare l’antifurto. Nonostante sia molto comune, si tratta di una soluzione poco pratica e sicura. Infatti, il codice, se dimenticato o sbirciato, rende completamente inutile l’antifurto.

Sensori a tenda: la protezione invisibile

Sensori a tenda: la protezione invisibile

Si sa la prevenzione non è mai troppa e questa regola, quando applicata alla sicurezza propria e dei propri beni, diventa ancora più vera. Avere un buon antifurto, di questi tempi, è assolutamente una buona idea. Ma può bastare? Per sentivi davvero al sicuro, ci sono anche altre soluzioni che unite, al sistema di allarme, possono garantirvi una protezione totale. Parliamo, ad esempio, dei sensori a tenda. Vediamo di cosa si tratta.

I sensori a tenda rappresentano un ottimo strumento per proteggere la vostra casa, specie se munita di giardino e con animali domestici. Questi sensori, spesso chiamati impropriamente a tendina, rilevano la presenza e il passaggio in un’area molto ristretta e limitata, proprio come se fossero una tenda. Infatti, si intende una barriera verticale, simile ad una tenda. Se questa area viene attraversata. si genera l’allarme.

Generalmente, questo dispositivo viene applicato a finestre e infissi, così da rilevare solo l’attraversamento del varco, lasciando la possibilità di muoversi all’interno ed all’esterno di questa area così precisa.

I sensori a tenda vengono, poi, consigliati anche perché sono disponibili in molte colorazioni, quindi si adattano bene a qualsiasi tipologia di serramento voi abbiate. In altre parole, non c’è da preoccuparsi per l’estetica della casa e del giardino, potrete trovare la soluzione che fa più al caso vostro. Inoltre, un altro importante vantaggio è che questi sensori sono in grado di intervenire prima che gli infissi vengano scassinati, di fatto impedendo che l’intrusione avvenga. Infine, è possibile attivarli in modo totale o parziale, in base all’assenza o alla presenza di persone in casa.

Qualora questi componenti andassero ad espandere o potenziare un sistema d’allarme antifurto già esistente, non hai da temere problemi i complicazioni. Si tratta di dispositivi che potrete trovare sia via cavo che via radio, che al massimo possono richiedere un adattamento in centrale.

Gli elementi fondamentali di ogni antifurto per casa

Gli elementi fondamentali di ogni antifurto per casa

Per sentirsi davvero protetti e al sicuro all’interno delle proprie mura domestico è importante essere in possesso di un buon sistema antifurto. Infatti, la presenza di un allarme all’interno della propria abitazione è, attualmente, uno dei pochi strumenti in grado di migliorare la propria sicurezza e quella della casa. Per chi, però, non ha conoscenze tecniche in materia può non essere facile orientarsi nel vasto mondo degli antifurto. Per questo ovvi vi illustriamo gli elementi essenziali di ogni impianto di antifurto.

Partiamo dalle basi: i sistemi antifurto si dividono in via cavo e via radio. Vi sono sistemi che offrono telecomandi con pulsanti antipanico, in grado di attivare l’allarme e di avvisare le autorità in caso di intrusione. Invece, un componente importante che non sempre viene dato in dotazione è la batteria extra. Si tratta di un componente che permette di mantenere attiva la sicurezza anche in caso di mancanza di corrente elettrica. Un consiglio utile per risparmiare sul lungo periodo è quello di optare per sistemi antifurto che utilizzino batterie ricaricabili.

Un altro elemento fondamentale in un sistema antifurto sono i rilevatori di fumo, i quali sono in grado di avvisarci in caso di incendio. Questo ci dà la possibilità di scappare in tempi celeri e di avvisare tempestivamente la società di gestione e i vigili del fuoco.

Sono altrettanto importanti i rilevatori di movimento, sensori estremamente sofisticati capaci di distinguere il volume di un animale da quello di un intruso. Questa tecnologia si rivela molto utile per evitare fastidiosi e inutili falsi allarmi.

Combinatore telefonico: PSTN e GSM

Combinatore telefonico: PSTN e GSM

Il combinatore telefonico è un componente fondamentale all’interno di un impianto antifurto. Questo piccolo dispositivo elettronico, essendo collegato con la centrale, permette al proprietario dell’abitazione, o chi per lui, di essere avvisato in caso di tentata intrusione, di un guasto sull’impianto, ecc.

Affinché possa effettuare chiamate, il combinatore telefonico deve essere in possesso di una linea telefonica oppure di una scheda SIM. Una volta che ha ricevuto il segnale di allarme dalla centrale, il combinatore inizia a collegarsi con i numeri telefonici pre-registrati: solitamente si va da un minimo di 3 a un massimo di 8 numeri memorizzati. È anche possibile, se lo si desidera, memorizzare il numero di telefono delle Forze dell’Ordine. In questo caso, però, è necessario fare una domanda scritta al Comando o al Commissariato più vicino all’abitazione.

Se il combinatore lo prevede, in caso di allarme, l’utente può interagire col combinatore telefonico, ad esempio azionando l’ascolto ambientale, accendendo le luci, ecc.

Qualora vogliate installare un combinatore telefonico PSTN, vi diamo un consiglio: buona cosa sarebbe disporre di due linee telefoniche, così da non collegarlo a quella inserita sugli elenchi telefonici. A cosa serve una seconda linea?È facilmente intuibile: il ladro, se fosse a conoscenza del numero, potrebbe tenere occupata la linea, cercando di impedire al combinatore di avvisare.

Risolta più affidabile, invece, il combinatore telefonico GSM. In questo caso, però, è fondamentale verificare preventivamente la buona ricezione del’operatore telefonico scelto.

I combinatori spesso sono già parte integrante della centrale d’allarme. Se così non dovesse essere, è possibile acquistarli con poco: il prezzo va dai 30 ai 150 euro a seconda del modello scelto.

Sensori perimetrali per proteggere l’esterno

Sensori perimetrali per proteggere l’esterno

Da un po’ di anni a questa parte, sono sempre di più i cittadini che decidono di acquistare degli impianti di sicurezza per monitorare e difendere al meglio le proprie abitazioni e la qualità della vita di chi vi abita. In questo panorama i sensori costituiscono degli elementi importantissimi all’interno di un efficiente impianto di allarme per la casa. Detto ciò, secondo voi, qual è l’area più sensibile in una abitazione? La risposta riguarda tutto ciò che è presente nell’ambiente esterno: parliamo di terrazzi, giardini, cortili, porticati e così via. Sono proprio queste le zone esterne più vulnerabili, ossia quelle che consentono ai ladri e malviventi di introdursi all’interno della casa. Perciò devono essere protetti in modo corretto tramite i sensori perimetrali. Pertanto lo scopo di questo approfondimento è quello di aiutare gli utenti alla ricerca del sistema di allarme più adatto alle proprie specifiche necessità di sicurezza, puntando l’attenzione sulle caratteristiche e funzionalità dei sensori perimetrali.

Partiamo dal presupposto che i migliori sensori sono rappresentati dalle barriere perimetrali a raggi infrarossi, che possono essere sia attive che passive: i sensori attivi hanno la forma di piccole scatole che devono essere installate a coppia, una di fronte l’altra; in tal modo, si realizza una vera e propria barriera invisibile all’occhio umano, che se oltrepassata, fa azionare l’allarme. Questo tipo di sensori perimetrali sono l’ideale per proteggere al meglio i balconi e le terrazze; inoltre, grazie alla specifica taratura, non fanno scattare l’allarme in presenza di animali d’affezione o di piccoli uccelli di passaggio. Alcuni di questi sensori sono inoltre forniti di determinati meccanismi di anti-mascheramento, di antistrappo e di anti-accecamento, utilissimi contro qualunque tentativo di danneggiamento o manipolazione da parte di ospiti sgraditi.

Il secondo tipo di sensore, ossia i perimetrali passivi, al contrario degli attivi devono essere installati singolarmente, e sono in grado di rilevare a distanza la presenza di un individuo. Sono capaci di una copertura che può variare da pochi metri sino ad arrivare a 150 metri, e sono l’ideale se vengono installati all’interno dei giardini e sui muri perimetrali. Per quanto riguarda il costo di questi dispositivi, parliamo di cifre che possono variare a seconda delle caratteristiche, delle funzioni e del marchio, ma in generale i sensori a doppia tecnologia risultano più costosi rispetto a quelli che ne sfruttano una sola. Questa tipologia di sensori, infatti, sfrutta due diverse tecnologie che dialogano fra loro, ovvero i raggi ad infrarosso e le micro onde: in questa maniera non solo si accresce l’attendibilità del sistema di antifurto per rilevare la presenza di qualcheduno, ma si realizza anche un duplice controllo rispetto al semplice sensore.

Tali sistemi, usati nel campo del controllo perimetrale, sono in grado di individuare i tentativi di effrazione in ambiente esterno (come ad esempio la distruzione o lo scavalcamento di un recinto, l’attraversamento in prossimità di un muro ecc.). Dunque parliamo di impianti pratici ed indicati per le recinzioni perimetrali, proprio perché non risentono degli agenti corrosivi, delle variazioni di temperatura esterna e di perturbamenti ambientali.

La domotica ci semplifica la vita

La domotica ci semplifica la vita

Il termine domotica indica la scienza che studia tutte quelle tecnologie che hanno alla base l’obiettivo di migliorare la qualità della vita all’interno delle case: si tratta dunque della interdipendenza delle tecniche legate all’elaborazione delle informazioni attraverso i dispositivi più usati e diffusi negli ambienti casalinghi. La domotica, pertanto, consiste in una serie di apparecchi elettronici volti all’automazione dell’abitazione, che agisce controllando l’illuminazione, i vari elettrodomestici, la videosorveglianza, l’impianto di allarme, il riscaldamento e così via. Tutti questi elementi, per essere controllati a distanza, devono essere collegati ad una centrale appositamente impostata in base alle specifiche esigenze e necessità dell’utente; il tutto può essere fatto via Smartphone, Tablet o personal computer.

I vari sistemi di domotica possono essere integrati facilmente nelle abitazioni di oggi. Basta pensare al fatto che nella maggior parte delle case sono presenti personal computer, apri cancello, antifurto governabile da remoto, elettrodomestici all’avanguardia e quant’altro. Grazie all’evoluzione esponenziale del mondo della tecnologia, attualmente gli elettrodomestici si possono integrare in sistemi più ampi: un traguardo, questo, che porta moltissime persone a risparmiare del tempo e ad ottimizzare e ridurre il consumo di energia.

Per ciò che concerne l’automazione nel settore domestico, fra le mura di casa può essere applicata ad una vasta gamma di sistemi. Vediamo ora quali sono gli utilizzi principali nell’ambito di un sistema di domotica: avvio e spegnimento dell’impianto di riscaldamento e raffreddamento della casa; apertura e chiusura delle tapparelle anche a seconda alle condizioni climatiche; accensione e spegnimento dell’illuminazione del cortile o più in generale di determinate aree della casa; attivazione dell’impianto di videosorveglianza.

Un sistema di domotica, se integrato con un impianto di allarme, risulta l’ideale per poter realizzare le seguenti funzionalità: controllare l’intero sistema attraverso lo Smartphone sfruttando il GSM; verificare l’impianto tramite un web server; esaminare eventuali perdite di gas e/o di acqua; utilizzare un videocitofono direttamente dalla centrale, gestendo le sequenze sia di apertura che di segreteria.

Per quanto riguarda la questione della fruibilità di questi sistemi di domotica, è importante porre l’attenzione sul fatto che, oggigiorno, l’installazione di questi impianti può essere realizzata in maniera del tutto semplice, veloce ed intuitiva, senza dover necessariamente preoccuparsi di chissà quali interventi sulle strutture della propria abitazione. Questi sistemi, infatti, sono pensati e realizzati per essere in grado di sfruttare gli impianti ed i collegamenti già esistenti servendosi delle cosiddette “onde convogliate”: parliamo di una specifica tecnologia notevolmente innovativa per quel che concerne l’uso domestico.

Come si evince da questo approfondimento, le applicazioni nel campo della domotica sono davvero tante, a voi non resta che valutare quali siano le più utili per le vostre specifiche esigenze di sicurezza e scegliere un buon sistema tra i numerosi presenti sul mercato (ad esempio le tipologie CAME, BTicino, Vimar, Gewiss, Ditech e tanti altre). È importante ricordare agli utenti che tutte le periferiche di un sistema di domotica comunicano e dialogano tra loro attraverso un protocollo denominato Knx: si tratta di uno standard mondiale grazie al quale è possibile la corretta comunicazione tra marche diverse.

L’importanza di installare un sistema d’allarme in casa

L’importanza di installare un sistema d’allarme in casa

Tornare nella propria abitazione e trovarla rivoltata con tutto all’aria può essere un’esperienza davvero devastante. In questo contesto, oltre all’ingente danno economico ed alla perdita o alla distruzione degli oggetti con un valore affettivo, il danno più grave è rappresentato dalla sofferenza emotiva e psicologica. Il senso di protezione e sicurezza provato fino a quel momento tra le rassicuranti mura di casa, non avrà più la stessa valenza, in quanto si prende atto che un ambiente prima intimo ed inviolato è rimasto e può essere ancora preda di sconosciuti malintenzionati. Dopo una situazione di questo tipo, tendenzialmente, le vittime di un furto in abitazione avranno paura di rivivere la stessa scena ogni qualvolta torneranno a casa, o peggio ancora di trovare i ladri ancora dentro l’edificio.

Ad oggi, i sistemi di allarme per uso domestico sono senza dubbio molto sofisticati, funzionali ed accessibili dal punto di vista economico. Un buon impianto di antifurto, completo di telecamere di videosorveglianza, solitamente può costare anche meno di 1000 euro compreso di installazione. Dunque, perché vivere con il perenne terrore di ritrovare l’abitazione ripulita da qualche malvivente? Parliamo di un investimento che si ripaga nel corso del tempo, se si pensa a quanto si debba spendere soltanto per rifare le finestre o peggio ancora un portone danneggiato in seguito ad un tentativo, riuscito o no, di effrazione.

Un sistema di antifurto per la casa, per essere efficiente e di buona qualità, deve essere composto dai seguenti elementi: una centralina (quest’ultima rappresenta il vero e proprio cuore dell’impianto di sicurezza che vede e comanda il tutto), una sirena sonora e visiva (generalmente questo dispositivo va installato al di fuori dell’abitazione, ad esempio sul terrazzo, in quanto servirà a far individuare la casa alle Forze dell’Ordine preposte), un numero variabile di sensori di movimento o sensori anti scasso (vanno installati sulle finestre), ed infine le telecamere di videosorveglianza, grazie alle quali sia l’interno che l’esterno della casa vengono costantemente monitorati.

Questa lista rappresenta i componenti base; gli impianti più complessi prevedono anche le Telecamere wireless (senza fili) comandate tramite la rete Internet via personal computer, Smartphone o Tablet; i Monitor di sorveglianza; le centraline telefoniche, in grado di far partire una chiamata al vostro Smartphone nel momento in cui scatta l’allarme; i sensori anti effrazione, da posizionare sulle finestre, e tante altre soluzioni volte a proteggere non solo le abitazioni ma anche i negozi, gli uffici, le aziende, le attività commerciali e così via.

Come già specificato sopra, i costi per poter acquistare un buon sistema di antifurto per la casa sono ampiamente al di sotto dei 1000 euro. Pertanto, se vi alletta l’idea di dotarvi di un impianto di questo tipo, è consigliabile chiedere un consulto ad un esperto nel settore, senza preoccuparsi dei falsi allarmi o del disturbo che la sirena può arrecare ai vostri vicini di casa, in quanto oggigiorno questi sistemi risultano davvero performanti, efficaci e ben collaudati (se ben tarato il sistema di antifurto scatterà soltanto se vi è un reale pericolo in casa).

Sistema di antifurto per proteggere case, ville e giardini

Sistema di antifurto per proteggere case, ville e giardini

Per proteggere al meglio la propria casa ma anche un ufficio, un negozio, una azienda o una attività commerciale, la scelta più sensata è quella di dotarsi di un buon sistema di antifurto. Spesso infatti, la sola presenza di un impianto di allarme in ambiente domestico o di lavoro, risulta utile a scoraggiare eventuali intrusioni da parte di ladri e di malintenzionati. Per fare ciò è molto importante optare per un antifurto funzionale ed efficiente, valutando attentamente sia la qualità che i prezzi dei prodotti presenti in commercio.

Prima di ogni altra considerazione, è importante sapere che sul mercato esistono svariate tipologie di antifurto, dai più complessi e costosi ai più semplici kit di allarme: questi ultimi possono essere installati in maniera facile. I kit di antifurto fai da te sono sistemi non professionali, molto intuitivi ed al contempo efficaci per contrastare le eventuali effrazioni. L’obiettivo di questo articolo è proprio quello di aiutare le persone nella ricerca del sistema di allarme ideale, per poter potenziare la sicurezza della proprietà affidandosi alla tecnologia più recente ed affidabile.

Facciamo ora l’esempio pratico di una situazione specifica: se si possiede una villa di medie dimensioni fuori città, e di desidera installare un sistema antifurto per proteggere l’abitazione quando si è fuori, oppure quando si è in casa e ci si vuole servire nelle ore notturne di cancelli e grate di protezione per via della presenza di un vasto giardino, quale potrebbe essere la soluzione ideale?

In tal caso è consigliabile un sistema di antifurto semplice ma che al tempo stesso preveda i seguenti elementi: una centrale di antifurto; un combinatore telefonico GSM; una sirena esterna lampeggiante con sonoro; dei sensori da esterno con doppio PIR; un ripetitore visivo di stato.

Andiamo ora ad analizzare le caratteristiche si tutti gli elemento proposti: per quanto riguarda la centrale, questa ultima rappresenta il cuore del sistema, essendo il dispositivo capace di elaborare tutti i segnali in ingresso e in uscita e, se necessario, genera l’allarme.

Il combinatore telefonico consente di impostare i numeri telefonici da chiamare in caso di intrusione: la telefonata avviene tramite una SIM; previa autorizzazione, è possibile connettere il combinatore con la caserma dei Carabinieri o con il commissariato di Polizia più vicino, così che possano intervenire velocemente.

La sirena antifurto con avvisatore acustico e lampeggiante garantisce che l’eventuale effrazione venga segnalata a vicini di casa e passanti, i quali potranno a loro volta sollecitare l’intervento degli agenti; ovviamente, in questo caso, il suono della sirena antifurto rappresenta anche un potente deterrente per ladri e malintenzionati.

Il sensore doppio PIR sfrutta la tecnologia del doppio infrarosso, e garantisce una copertura perimetrale di 24 metri circa: si possono installare anche tra due aperture (una finestra e il portone principale), così da avere sotto controllo tutto il perimetro dell’abitazione (occhio alle tarature, che dovranno evitare gli eventuali falsi allarmi connessi al passaggio di animali domestici ecc.).

Il ripetitore di stato esterno, infine, sarà utile come deterrente: in questo contesto, infatti, i malintenzionati difficilmente si avvicineranno vedendo un allarme inserito.

Detto ciò, risulta chiaro che un sistema antifurto simile riesce ad assicurare protezione quando si è fuori casa. Questi componenti si possono trovare on line o nei negozi specializzati ad un prezzo decisamente economico.

Come scegliere una Centrale d’allarme

Come scegliere una Centrale d’allarme

Ad oggi il pensiero di proteggere la propria abitazione e quindi l’incolumità di chi vi risiede, rappresenta un pensiero costante e crescente di moltissime persone. In questo contesto la centrale rappresenta il cuore vero e proprio di tutto il sistema di allarme, in quanto, sia che si tratti di un impianto Wireless oppure di un impianto filare, ha il ruolo fondamentale di connettere e far comunicare tra loro tutti gli altri componenti presenti nel sistema (tra cui le telecamere, le sirene, i contatti magnetici e i sensori). Vediamo insieme tutte le principali caratteristiche di una buona centrale d’allarme:

Per quanto riguarda il luogo di installazione della centrale, esso avviene quasi sempre all’interno dell’edificio che si vuole porre sotto controllo, che sia una casa, un negozio, una azienda, una attività commerciale e così via. In alcuni casi è possibile scegliere di posizionare la centrale vicino la porta di ingresso oppure in un’area più discreta e quindi meno visibile ai più. Nel primo caso sia l’attivazione che la disattivazione dell’impianto risulta comoda, semplice e veloce; nel secondo caso, la scelta mira a proteggere la centrale da eventuali azioni di malintenzionati.

Le centrali di allarme sono caratterizzate da una tastiera e da un piccolo monitor, ossia uno schermo a cristalli liquidi (in sigla LCD). Le centrali più recenti sono spesso dotate di schermi con “Touchscreen”, grazie ai quali è possibile programmare, attivare, disattivare e parzializzare il sistema. L’attivazione e la disattivazione avvengono entrambe digitando un codice segreto sulla tastiera della centrale stessa; vi sono anche altri metodi per fare ciò, come l’utilizzo di chiavi elettroniche o di telecomandi.

La centrale di allarme per uso domestico può gestire dalla quattro alle otto zone della casa, anche se spesso ne servono anche meno se pensiamo al fatto che generalmente le zone principali di una abitazione si dividono in zona giorno, zona notte e zona perimetro. L’utilità della gestione delle zone risulta alta soprattutto quando si decide di usare la funzione denominata “parzializzazione”, con la quale è possibile allarmare solo parte della casa e muoversi liberamente nelle restanti aree senza fa innescare l’allarme dell’antifurto.

Queste centrali all’avanguardia, tramite il Router, possono essere controllate anche a distanza: se nell’edificio sono presenti anche le telecamere, consentono di controllare in tempo reale i video, le immagini ed il sonoro dell’abitazione. I dispositivi che sfruttano la tecnologia wireless (senza fili) sono spesso a doppia frequenza: ciò garantisce all’utente maggior sicurezza nel caso in cui si verifichi il “tampering” (alterazione dolosa) oppure un qualsiasi sabotaggio da parte di eventuali ladri.

Per acquistare in serenità una centrale d’allarme da installare per uso domestico, bisogna aver presenti le proprie specifiche esigenze di sicurezza ed il livello qualitativo dei prodotti che si vanno a comprare. In questo contesto è preferibile evitare di badare solo ai costi (a volte stracciati), in quanto sono spesso sinonimo di scarsa efficienza, zero garanzie, di basso grado di sicurezza, di falsi allarmi odiosi quando si ha a che fare con un impianto d’allarme in casa, nonché della probabilità di rimettere mano al portafoglio in un futuro più che prossimo.