Casa Sicura: il top per affidabilità e qualità nel mondo della sicurezza

Casa Sicura: il top per affidabilità e qualità nel mondo della sicurezza

Per CasaSicura.it la tranquillità ed il gradimento del cliente sono sempre al primo posto: l’obiettivo, infatti, è quello di realizzare dalla A alla Z prodotti per la sicurezza garantiti, di qualità e all’avanguardia nel settore della sicurezza.

La grande azienda Dtelecom srl, da 9 anni nel settore antifurti, è così tanto sicura degli alti requisiti dei propri prodotti da promuovere un’area dedicata alle recensioni degli utenti, sicura del fatto che l’appagamento di coloro che acquistano su CasaSicura.it è costantemente elevato.

Se ancora non hai dato un’occhiata al portare di Casa Sicura e ai suoi prodotti in vendita, che aspetti! Non farti scappare il top del settore, tra cui i sistemi antifurto più all’avanguardia e tecnologici dei nostri tempi, o ancora il SuperOkkio tripla frequenza o Siqura,

Si tratta di prodotti affidabili, con un’alta immunità ai falsi allarmi e super competitivi a livello di qualità-prezzo, per non parlare poi della garanzia minima di due anni, delle detrazioni fiscali, delle innumerevoli certificazioni e, dulcis in fundo, della possibilità di godere del diritto di recesso nel caso (alquanto remoto) non si dovesse essere soddisfatti appieno del prodotto acquistato.

Sensori a Doppia Tecnologia: cosa sono e come funzionano

Sensori a Doppia Tecnologia: cosa sono e come funzionano

I Sensori a doppia tecnologia impiegano due tipi di tecnologia che comunicano tra loro, ossia i raggi infrarossi e le micro onde (PIR + MW): in questo modo non solo aumenta l’affidabilità dell’antifurto per rilevare la presenza di qualcuno nel raggio d’azione sottoposto al controllo (si attiva al verificarsi delle due situazioni), ma si realizza nella fattispecie un doppio controllo rispetto al semplice sensore PIR (invia l’allarme soltanto quando si attiva l’infrarosso).

Il sensore infrarosso è capace di rilevare a distanza la variazione del calore. La tecnologia Mw applicata ai sensori, invece, è costituita da diodi (componenti elettronici passivi): questi inviano onde ad alta frequenza (10-2,4 Ghz) che si propagano nell’ambiente di riferimento. Il sensore ha il compito di decifrare la quantità di energia impiegata per eseguire questo lavoro.

Quando si verifica un’intromissione, la quantità di energia cambia e l’allarme viene fatto scattare; è in questo esatto momento che l’infrarosso subentra anch’esso nella funzione di controllo: se anche quest’ultimo percepisce una variazione di temperatura, ecco che sono state riscontrate le due condizioni AND.

La scelta tra sensori PIR e doppia tecnologia va fatta soprattutto in riferimento a quanto siano performanti separati o uniti. Sta di fatto che una questione dibattuta è quella dei “falsi allarmi”: in questo caso è un fatto, però, che un sensore che ha il compito di inviare l’allarme solo quando si verificano le due condizioni AND, ossia rilevazione infrarosso + micro onde lo farà di meno rispetto ad un PIR che scatta solo di conseguenza alla rilevazione dell’infrarosso.

Ovviamente le situazioni vanno valutate singolarmente nella scelta tra le due opzioni: ad esempio una condizione in cui risulta migliore l’installazione di un sensore a doppia frequenza rispetto ad un PIR si verifica quando il sensore è rivolto ad un camino acceso: nella fattispecie, se si verificano brusche mutazioni di calore nella stanza sottoposta a controllo, oppure se si rilevano cambi di corrente o vibrazioni disturbanti rispetto al lavoro del PIR, risulterà sicuramente meglio installare una DT.

Approfondendo maggiormente le peculiarità delle due tecnologie, possiamo aggiungere che l’infrarosso risulta poco sensibile quando qualcuno si avvicina al sensore ma al contempo è molto efficiente nella rilevazione di un attraversamento, mentre le micro onde lavorano al contrario, in quanto il raggio d’azione di un MW ha la forma somigliante ad un sigaro allungato, quindi lo spettro è minore rispetto all’infrarosso, che invece ha una forma conica.

Sta di fatto che entrambe hanno i propri punti di forza: sarà dunque compito del tecnico installatore studiare l’ambiente e le esigenze del cliente per poter consigliare il prodotto migliore.

Antifurto perimetrale: cos’è e quale scegliere

Antifurto perimetrale: cos’è e quale scegliere

Casa dolce casa. La nostra abitazione è senza dubbio il luogo in cui vogliamo e dovremmo sentirci maggiormente a sicuro. Non sempre, purtroppo, è così. Ogni giorno le cronache raccontano episodi che mostrano tutta la vulnerabilità della nostra casa. E allora renderla un luogo sicuro non è solo una scelta, ma è un obbligo verso noi stessi e i nostri cari.

Cosa possiamo fare? Certamente la scelta di un buon antifurto può essere una soluzione efficace. Scegliere l’antifurto migliore può risultare complesso, ma siamo qui per darti una mano per capirci qualcosa in più.

Cos’è? A cosa serve?

Iniziamo dalla base. L’antifurto perimetrale è un sistema di protezione che, installato su un supporto fisso come un muro, permette di proteggere il perimetro di una proprietà, anche di grandi dimensioni. È costituito da sensori, solitamente a raggi infrarossi, che delimitando il perimetro riescono a proteggere la proprietà da eventuali malintenzionati. In poche parole, riesce a prevenire e segnalare infrazioni o intrusioni di uno spazio specifico.

Questo tipo di antifurto è particolarmente indicato nei casi proprietà estese, come scuole, aziende, ville, ma riesce facilmente ad adattarsi anche ad aree meno ampie.

I tipi di antifurto perimetrale

In commercio vi sono diverse tipologie di antifurto perimetrale. Ecco le principali:

Sensori a infrarossi

Si tratta della tipologia più diffusa. Come mai? È semplice: è un sistema estremamente efficace ad un prezzo accessibile. È facile da utilizzare ed è molto affidabile.

Sensori interrato

Il secondo tipo piuttosto comune come di antifurto perimetrale è quello con i sensori interrati. L’enorme vantaggio di questa tipologia è che, oltre a garantire una protezione efficace, è un antifurto sostanzialmente invisibile. Infatti, i sensori vengono interrati nel suolo, rendendo pressoché impercettibile la loro presenza. Inoltre, grazie a tecnologie avanzate, sono così sensibili da poter distinguere il passaggio di una persona da quello di un animale.

Barriera a microonde

Un ulteriore antifurto molto diffuso ed efficace è quello con barriera a microonde. Si tratta di una tipologia particolarmente indicata soprattutto nei luoghi con poca visibilità, ad esempio in zone spesso soggette a nebbia. Installando delle colonne a microonde, trasmettono e ricevono una frequenza che si attiva quando una persona passa nelle vicinanze o all’interno dell’area interessata.

Proteggere gli ingressi: come?

Molto importante, però, è proteggere anche e soprattutto ogni possibile varco di accesso dall’esterno. Installare un antifurto su porte, finestre, infissi di vario tipo può dare maggiore sicurezza alla vostra abitazione.

Quello che consigliamo è un sistema antifurto che si realizza utilizzando i sensori per porte e finestre a contatto magnetico. Si tratta di un sensore estremamente semplice da installare ed è, inoltre, molto efficace qualora si verificassero tentativi di intrusione.

Potrete scegliere tra contatti magnetici wireless (senza filo), che funzionano a batteria, o contatti magnetici filari (da incasso o superficiali), che devono essere collegati con un cavo alla centralina. Il vantaggio nell’avere un impianto con contatti magnetici sta nella sua affidabilità: sono molto rari, infatti, i falsi allarmi.

Se desiderate installare un impianto in grado di proteggervi anche con finestre e porte aperte, potrete utilizzare i sensori a tenda. Sono un’altra tipologia di sensori perimetrali di movimento che, posizionati sui singoli varchi, controllano eventuali tentativi di accesso e intrusione. Potrete scegliere tra sensori senza filo, singola o doppia tecnologia (PIR+MW), oppure sensori filari.

Allarme per casa in costruzione

Allarme per casa in costruzione

Se vi chiedete se sia possibile montare un antifurto in una casa ancora non realizzata completamente, ma in fase di costruzione, la risposta è senz’ombra di dubbio positiva. L’antifurto, difatti, è un sistema tecnologico che necessità dell’elettricità per poter funzionare. Chiarito questo risulta anche chiaro che esso può essere installato ovunque a patto che sia soddisfatto il requisito minimo dell’installazione: ovvero la presenza dell’elettricità. Viene da sé che sarebbe possibile montare l’impianto in quegli edifici che non sono adeguatamente alimentati o si trovano in uno stato di costruzione ancora troppo arretrato.

In alternativa è possibile montare l’allarme in una casa in via di costruzione sfruttando l’elettricità di qualche abitazione vicina, delle batterie e così via: il tutto per aggirare il problema. Gli allarmi stessi che possono venire acquistati per una casa in costruzione sono davvero i più vari e oltre al mero fine di protezione, servono anche per scoraggiare gli eventuali malintenzionati. Per questo si consiglia di scegliere un allarme efficace, mettendo in correlazione la loro qualità con il loro prezzo. Gli allarmi per le case si suddividono in varie tipologie. Oggigiorno è possibile acquistare dei semplici kit antifurto da montare in maniera fai-da-te nell’abitazione. Tuttavia, per una protezione maggiore è possibile acquistare anche degli allarmi molto più professionali e sviluppati sotto tutti i punti di vista.

Per proteggere un’abitazione ancora in via di realizzazione si consigliano maggiormente i kit fai da te. Il motivo di una scelta del genere è chiaro: non sono per niente impegnativi come gli allarmi professionali, ma sono comunque perfetti per delle abitazioni non tanto impegnative. Una volta scelto l’allarme professionale o no è anche bene capire quali sono le aree che devono essere protette nell’abitazione. Compreso questo basterà concentrare proprio in quelle aree il sistema di protezione evitando l’intrusione dei malintenzionati nella costruzione. Come anche gli allarmi basilari, quelli per delle case in costruzione hanno dei componenti fondamentali. Per esempio la centralina, i contatti, il collegamento wireless o quello cablato, telecamere di videosorveglianza, comandi per la sirena d’allarme e così via. Una particolare attenzione va prestata ai rilevatori (come quelli di movimento) e ai sensori. Ogni sensore può lavorare in delle condizioni divise e diverse da quelli precedenti. Inoltre è importante semplificare la gestione, in modo da non appesantire troppo il sistema antifurto al suo completo. I sensori possono essere a tecnologia unica (come i sensori infrarossi) oppure essere un mix di altre tecnologie. In entrambi i casi bisogna analizzare anche la qualità dei sensori, la base unica per una corretta protezione della costruzione.

Come muoversi in caso di batterie sirena esaurite

Come muoversi in caso di batterie sirena esaurite

La sirena dell’antifurto richiede una manutenzione precisa e metodica. In particolare, quando le batterie si esauriscono, è necessario muoversi in maniera tempestiva per effettuare la sostituzione e fare in modo che una struttura continui ad essere protetta da eventuali furti ed intrusioni. Come bisogna muoversi in determinate circostanze?

Prima di scoprire il procedimento vero e proprio, bisogna mettere in evidenza l’importanza fondamentale di un dispositivo di questo genere. Stiamo parlando di un marchingegno semplice e sofisticato al tempo stesso, che va settato con la massima precisione per fare in modo che possa agire nella maniera auspicata. Un buon sistema antifurto deve attivarsi non appena avverte movimenti sospetti all’interno dell’ambiente nel quale è stato installato. Un discorso valido anche per i moderni sistemi wireless, che come si evince dalla denominazione riescono a funzionare senza l’ausilio di alcun filo, cavo o connettore. Basta un rapido settaggio per ottenere i risultati sperati nel giro di pochi minuti, al fine di poter usufruire di un prodotto di assoluto rilievo a prezzi contenuti e dall’efficacia sicura e garantita.

Ma ora entriamo nei particolari e torniamo al tema iniziale, ossia le misure giuste da adottare per sostituire le batterie della sirena dell’antifurto. Per portare a termine questo compito è sufficiente aprire il coperchio della sirena, togliere le batterie che ormai hanno smesso di funzionare e sostituirle con altri modelli nuovi di zecca. La procedura è estremamente semplice e rapida, con la collocazione precisa della centralina. Un’operazione di questo genere può essere portata a termine anche in maniera autonoma, seguendo alcune indicazioni alla portata anche di coloro che non hanno grande dimestichezza con dispositivi elettronici e tecnologici.

Ciò che conta è che qualsiasi ambiente non rimanga mai scoperto, e che quindi la sostituzione avvenga in maniera tempestiva. Ogni tanto bisogna mettere alla prova il dispositivo e verificare la sua effettiva funzionalità, anche nei momenti di massima tranquillità. Se l’apparecchio non risponde nella maniera migliore, è necessario iniziare a porsi alcuni dubbi sulla sua capacità di agire al meglio. Se non viene riscontrato alcun tipo di guasto o usura, ecco che entra in gioco l’ipotesi relativa al cambio delle batterie, che devono risultare pienamente compatibili col dispositivo nel quale devono essere installate.

Come si può ben notare, per sostituire le batterie della sirena dell’antifurto basta davvero poco. Sono sufficienti la capacità di centrare rapidamente il problema e un pizzico di manualità, essenziale per chi possiede anche le più basilari nozioni delle varie tecniche di fai da te.

Interferenza raggi solari

Interferenza raggi solari

Sono parecchi gli elementi che potrebbero generare dei falsi allarmi in un impianto di allarme o di videosorveglianza, soprattutto se installato all’esterno. Fra questi vi è anche la luce solare. L’interferenza dei raggi solari può causare dei falsi allarmi quando la luce colpisce con un angolo particolare le lenti dei sensori. Le interferenze da raggi solari si riconoscono facilmente perchè avvengono sempre alla stessa ora e solo in determinati momenti dell’anno, cioè nel momento in cui il sensore viene colpito dalla luce con un angolo tale da interferire con la normale percezione della lente che, per così dire, rimane abbagliata.

Questo problema generalmente non si pone negli impianti domestici installati all’interno, perchè in casa è difficile che la luce diretta colpisca un sensore in modo da farlo scattare. E’ molto più probabile che questo avvenga invece su sensori posizionati in giardino, su un balcone, una veranda o una terrazza. La soluzione a questo problema è spostare il sensore incriminato. In genere basta spostare il sensore di pochi centimetri oppure modificarne l’inclinazione, in modo che i raggi solari non lo colpiscano direttamente sulla lente.

Quando si procede a spostare il sensore è bene verificare che la copertura non sia stata modificata e non si siano creati dei punti ciechi nell’impianto. Per testare la copertura e il funzionamento del sensore si può procedere in un walking test. Si tratta di un servizio disponibile in moltissime centrali d’allarme. Attivandolo è sufficiente camminare nell’area coperta dal sensore perchè la centralina, se tutto funziona correttamente, rilevi la presenza ed emetta un bip di conferma. In questo modo è possibile accertarsi, dopo ogni modifica alla posizione dei sensori o dopo lavori di manutenzione dell’impianto, che la sua efficacia non sia stata compromessa in nessun modo.

Per evitare i falsi allarmi dovuti all’interferenza dei raggi solari è possibile modificare la sensibilità del sensore colpito. Per identificarlo è sufficientemente un controllo nella centralina, dopo di che bisogna provvedere a ridurre la sensibilità alla luce. Questo metodo però potrebbe non essere efficace. Il sole colpisce infatti il sensore, facendolo scattare, con un’incidenza particolare. Per evitare che il riflesso del sole faccia scattare il sensore è necessario modificare radicalmente la sensibilità dell’apparecchio, rischiando di renderlo inutile. Il problema poi potrebbe comunque ripresentarsi.

L’unica soluzione semplice ed efficace è procedere con lo spostamento del sensore o la modifica della sua inclinazione. E’ un intervento estremamente semplice, che non compromette l’integrità del sistema e si risolve in pochi minuti, eliminando completamente i falsi allarmi dovuti all’interferenza dei raggi solari.

Contatti magnetici collegati in serie

Contatti magnetici collegati in serie

I contatti magnetici sono una specie di interruttori a due posizioni, attraverso cui, facendo un collegamento in serie, si aprirà uno dei contatti, che darà il segnale d’allarme, che a sua volta segnalerà il pericolo tramite il contatto radio.
Usando questo sistema però, l’unico neo, è che non si riesce a distinguere da quale dei contatti proviene l’allarme.

I sensori filari che segnalano la presenza in casa di sconosciuti, possono essere a doppia tecnologia, a infrarossi o a microonde, e sono dotati di una morsettiera che viene usata per il collegamento, tramite un cavo conduttore, con la Centrale Operativa di Sicurezza.

I contatti magnetici collegati in serie, vengono alimentati attraverso due cavi, quello positivo e quello negativo. L’alimentazione è fornita direttamente dalla centrale antifurto, con una potenza massima di 12 volt.

Un componente di questi sensori è il Tamper, definito anche Antisabotaggio, che altro non è un piccolissimo interruttore che segnala quando l’involucro del contatto viene aperto.
Il Tamper è direttamente in collegamento con la linea antisabotaggio della Centrale Operativa antifurto, tramite l’uso di due cavi.
Nel caso si verifichi l’eventualità che l’involucro venga aperto, il tamper segnala subito alla centrale la tentata manomissione.

I contatti in serie, sono facili da installare, tanto che il tutto può essere fatto autonomamente senza l’aiuto di installatori professionisti.
Di solito sono due i tipi di collegamento che vengono usati per gli impianti antifurto, e sono quello in serie e quello in parallelo. Quello in serie è usato per collegare su un singolo ingresso zona, e cioè in centrale, la linea antisabotaggio dei sensori.
Il secondo invece, e cioè quello in parallelo è usato principalmente per mettere insieme tutte le alimentazioni dei vari rilevatori.
Chi ha già provveduto ad installare nella propria abitazione questi contatti, consiglia di fare un collegamento in serie di massimo tre o quattro sensori, perché nel caso si verificasse una rottura, diventerebbe molto difficile l’individuazione del sensore da sostituire.

Il collegamento in serie di vari componenti, in campo elettronico è definito con “OR”.
La serie tra i due contatti dà vita ad un allarme che si presenta nel momento in cui si viola l’area che è protetta dal sensore, infatti se l’intruso attraversa l’area che viene coperta anche da un solo sensore, l’allarme scatta.

Se si usa un generatore di corrente supplementare per dare energia ai vari sensori, bisogna tenere sempre a mente di collegare la massa del generatore, ad un ingresso zona della Centrale Operativa di Sicurezza.

Qualche volta capita di dover modificare l’impianto esistente, aggiungendo un sensore in una stanza non protetta, per poi effettuare un collegamento con un ingresso zona della centrale. Se invece non ci sono zone disponibili, bisogna invece collegare in serie i due sensori.

Antifurto gsm forze dell’ordine

Antifurto gsm forze dell’ordine

Una delle esigenze maggiormente avvertite dai proprietari di immobili è quella di installare un impianto di antifurto per prevenire furti o intrusioni nelle proprie abitazioni. Sia nel caso di abitazioni civili che di esercizi commerciali una ulteriore tutela è rappresentata dal collegamento dell’antifurto, tramite un’apposita scheda gsm, al centralino delle forze dell’ordine. Prima di entrare nel dettaglio delle modalità che si devono seguire per effettuare tale collegamento, bisogna precisare che solo le centraline degli antifurto che sono dotate di certificazione CE possono essere collegate alle forze dell’ordine. Tale documentazione deve essere infatti allegata all’atto della richiesta di collegamento. Vediamo insieme come collegare l’antifurto gsm alle forze dell’ordine.

Come effettuare il collegamento alla Polizia di Stato

Sul sito istituzionale della Polizia di Stato sono indicate le modalità per eseguire il collegamento dell’antifurto nella sezione dedicata al teleallarme ossia del dispositivo che assicura il collegamento con il 113 e che è un servizio completamente gratuito. La cosa importante è che l’effettivo abbinamento al 113 avvenga solo dopo che ci sia stato un utilizzo consapevole del sistema di antifurto e che si sia acquistata la necessaria dimestichezza. Questo perchè un utilizzo improprio dell’antifurto potrebbe far scattare diversi falsi allarmi allertando inutilmente le forze di polizia che potrebbero arrivare anche a chiedere la cancellazione del servizio di teleallarme. Un altro dei pressuposti fondamentali per collegare l’antifurto alla polizia di stato è che sia già stato attivato un sistema di antifurto a combinatore telefonico. Nel momento in cui il servizio è attivo, nel caso scatti l’allarme, parte automaticamente una chiamata verso tre numerazioni memorizzate, opportunamente indicate dall’utente, oltre che verso il servizio 113 della polizia. I primi tre numeri sono necessari in quanto la Polizia contatterà questi soggetti per procedere alla disattivazione dell’antifurto e comprendere se c’è una reale necessità di intervenire sul posto.

Come effettuare il collegamento con i Carabinieri

Anche nel caso di collegamento dell’antifurto al pronto intervento dei Carabinieri è necessario allegare alla richiesta il certificato di omologazione della centralina alla normativa CE. La domanda di adesione al servizio deve essere presentata presso la stazione dei Carabinieri competente territorialmente ed attendere la conferma di attivazione. Per il resto non sono presenti particolari differenze circa il funzionamento del collegamento rispetto a quello con la Polizia di Stato. Anche in questo caso, nel momento in cui si presenta un tentativo di furto o effrazione partono in automatico le telefonate verso le numerazioni memorizzate per disattivare il servizio e capire se effettuare l’intervento dove è scattato il sistema di allarme.

Sistema di allarme con gatti

Sistema di allarme con gatti

Sempre più persone manifestano la necessità di avere una maggiore tranquillità e sicurezza per la propria abitazione ricorrendo all’installazione di un impianto di antifurto. Per fare ciò si può ricorrere sia ad un’azienda specializzata che si occuperà della realizzazione di un vero e proprio impianto con fili, sia invece acquistando un pratico ed economico kit che potrà essere installato in completa autonomia. Le soluzioni sono diverse e soprattutto sono in continua evoluzione in virtù delle diverse necessità manifestate dal cliente come, ad esempio, quando si ha un animale domestico.

Scelta del sistema di allarme con presenza di gatti

Il dubbio è lecito: come installare un sistema di allarme quando in casa si aggira liberamente un gatto? Si può ricorrere ai classici sensori volumetrici? Partiamo col dire che l’operazione preliminare da effettuare sarebbe quella di limitare il movimento dei gatti, o di un altro animale domestico, a delle specifiche zone della casa dove magari non sono presenti dei sensori volumetrici che farebbero scattare il sistema di allarme. Se invece non possiamo proprio fare a meno di far circolare liberamene il nostro gatto dobbiamo trovare una soluzione idonea.

Sistema di allarme con sensori adatti ai gatti

In tutti i casi in cui ci troviamo di fronte alla scelta di un sistema di allarme con gatti o animali domestici che circolano in casa possiamo ricorrere ai sensori a doppia tecnologia. Questi utilizzano la tecnologia ad infrarosso, che consente di leggere a distanza il calore prodotto da un corpo, abbinata alla tecnologia delle microonde in modo da avere una maggiore affidabilità e sicurezza del sistema di allarme. Il sensore a doppia tecnologia, come detto, combina le funzionalità dei raggi infrarossi e delle microonde. I primi rilevano la variazione di calore prodotta da un corpo in movimento all’interno della stanza mentre le seconde rilevano la variazione di energia sempre dovuta dal movimento. Per cui il sistema di allarme scatterà soltanto nel momento in cui si verificano entrambi gli eventi. Ne consegue che questo sistema si presenta molto indicato laddove ci troviamo in presenza di animali domestici. E’ ovvio che questa forma di sistema di allarme se limita in maniera notevole i cosiddetti falsi allarmi comporta anche una minore protezione in quanto devono verificarsi due condizioni affinchè scatti l’allarme.

Costo di un sistema di allarme a doppia tecnologia

In linea di massima il costo dei sensori a doppia tecnologia si presenta leggermente superiore a quello dei tradizionali sensori volumetrici. Anche i kit di montaggio degli antifurto con questo tipo di sensori risentono di un leggero aumento rispetto ad un kit con normali sensori a tecnologia singola.

Protezione balcone con sensore per esterno

Protezione balcone con sensore per esterno

La necessità di proteggere la propria abitazione è una necessità sempre maggiore da parte dei proprietari di immobili che ricorrono a moderni sistemi di antifurto per evitare e scoraggiare furti ed intrusioni. La scelta può cadere sia un classico sistema di allarme caratterizzato da un vero e proprio impianto con fili sia da un kit di montaggio che si basa su un sistema wireless che collega tramite un’apposita centralina i sensori posti nei punti ritenuti più vulnerabili. Tra questi indubbiamente il balcone rappresenta uno degli accessi che richiede maggiore attenzione. Vediamo insieme, quindi, come effettuare una adeguate protezione balcone con l’ausilio di un sensore per esterno.

Come funzionano i sensori per esterno

Assicurare la protezione balcone con sensore per esterno è molto utile per garantire una protezione efficace contro eventuali intrusioni, in quanto assicurano che scatti l’allarme prima che questa avvenga. Il vantaggio di questi sensori per esterno è che dispongono di diverse funzioni che ne permettono l’attivazione solo in determinate circostanze come ad esempio durante la notte o quando si è comunque presenti in casa senza che ci sia un falso allarme. Le tecnologie sulle quali i sensori per esterno basano il loro funzionamento sono differenti: infrarossi, microonde, doppia tecnologia, pet friendly tutte con lo scopo di garantire la massima sicurezza alla propria abitazione senza correre il pericolo di far scattare falsi allarmi.

Diverse tipologie di sensori per esterno

I sensori per esterno per garantire protezione al balcone sono classificati in diversi modi in base al tipo di rilevamento, di area, di tipo a barriera o all’alimentazione a batteria, elettrica o tramite pannello fotovoltaico. Tra i diversi modelli disponibili segnaliamo ad esempio una coppia di barriere per esterno a tripli infrarossi basata su tecnologia wireless. Presenta il vantaggio dell’alimentazione tramite pannello fotovoltaico con abbinata una batteria di emergenza che evita totalmente il collegamento alla rete elettrica. Il funzionamento dei due moduli in abbinamento è garantito fino ad una distanza massima di 100 metri con collegamento diretto con la centrale in caso si verifichi una intrusione. L’installazione è relativamente semplice e non richiede particolari competenze, e il suo allineamento con la centralina assicura le migliori performance. Molto interessante è il sensore da esterno wireless che comunica con la centralina fino ad una distanza massima di 250 metri. Come il precedente modelli si alimenta con un pannello fotovoltaico e non richiede luce diretta per la carica con la batteria che dura fino ad 1 mese. Il suo pregio migliore è la riduzione dei falsi allarmi in quanto il funzionamento si basa sulla combinazione di 5 differenti tecnologie che personalizzano al massimo il funzionamento del dispositivo.