Sensore e prove tecniche: cosa fare ancora?

Sensore e prove tecniche: cosa fare ancora?

Buon pomeriggio,

mi chiamo Tonino, non so se ti ricordi di me e della mia difficoltà con un rilevatore DUAL-IR ed un trattore: non avendo ancora risolto, torno a contattarti poiché ho fatto tutte le tarature che mi avevi suggerito nella mail precedente ma purtroppo, al transito del trattore, il rilevatore è tornato a dare problemi… Ti specifico che ho già impostato il dip switch nella modalità ON, che mi abbatte la potenza del segnale; ho verificato anche che le testine agiscano radenti alla facciata della casa ed ho regolato al minimo tramite il trimmer la profondità della rilevazione delle stesse. Ora non so più come agire, e ho deciso di contattati di nuovo per sapere se hai ulteriori consigli da darmi visto che non so più cosa fare! Devo dire con tutta franchezza che non sono sicuro al 100 % di aver tarato alla perfezione i sensori, ed ho il timore che i ladri e i malviventi possano gironzolare tranquilli e senza problemi nella mia proprietà, mentre dovrei essere soltanto io e il mio trattore a poterlo fare. Ti ringrazio nuovamente, confido in te e nei tuoi nuovi suggerimenti per venire finalmente a capo del nodo della questione!

Un saluto

Tonino da Firenze

Risposta:

Buon pomeriggio Tonino,

assolutamente, mi ricordo benissimo di te e del tuo problema! Allora, mi spiace per la tua situazione, sfortunatamente penso che sia la massa del trattore a generare il riverbero sulle onde del rilevatore, e che il calore originato dal trattore stesso interferisca in modo negativo con i fasci dell’infrarosso; se è così, cosa che ormai ritengo più che probabile, vuol dure che tale interferenza riesce a penetrare nel raggio di copertura, e di conseguenza fa sì che il sensore vada in allarme quando non dovrebbe. Senza dubbio hai agito bene, poiché ridurre al minimo la portata e quindi l’intensità del sensore è una buona soluzione, ma al contempo devi fare molta attenzione poiché tale meccanismo potrebbe in qualche modo andare a diminuire il grado di sicurezza e quindi la funzione primaria del sensore stesso.

A questo punto ti suggerisco di associare al vecchio un sensore di un’altra tipologia (per esempio i sensori con lente a tenda, che proiettano dall’alto verso il basso e che proteggono evitando i falsi allarmi), o in alternativa di variare in maniera drastica l’orientamento di quello attuale, ma devi vedere se si può fare e come va dopo! Oppure potresti installare una barriera a raggi infrarossi attiva (con fasci di raggi infrarossi a tagliare), che non dovrebbe provocare la manifestazione dei falsi allarmi, a meno che il trattore non entri nel terreno.

Pensi di poter intraprendere una di queste soluzioni che ho prospettato? Se si fammi sapere come andrà, spero tu possa risolvere finalmente la questione! Aspetto aggiornamenti, sono curioso, e naturalmente, se dovessi avere ancora bisogno di pormi altre domande o di avere ulteriori chiarimenti su quanto ci siamo detti, torna pure a scrivermi! Un saluto e in bocca al lupo per i tuoi nuovi tentativi

Giardino e falsi allarmi

Giardino e falsi allarmi

Buongiorno,

mi chiamo Federico e prima di tutto ci tengo a complimentarmi con te per la professionalità e la disponibilità che dimostri in ogni tua risposta su questo blog, preparazione di cui approfitto anche io per provare a risolvere le mie perplessità in merito al mio sensore. Mi piacerebbe avere un consiglio riguardo la protezione dell’ambiente esterno di una piccola abitazione singola, da qualche tempo sto sperimentando un rilevatore da esterno a doppia tecnologia, ma non sono per nulla soddisfatto a causa della manifestazione dei tanti falsi allarmi che si stanno verificando (ti specifico che in giardino non ci sono animali domestici). Per provare a ridurli, sto valutando la protezione dell’area tramite l’installazione di un doppio sensore con orientamento contrapposto, così che le interferenze ambientali non condizionino entrambi simultaneamente. I rilevatori lavorano in AND, quindi fanno scattare l’allarme soltanto se entrambi rilevano in contemporanea, o nel giro di qualche secondo, la presenza di un intruso. Devo precisarti che non sono affatto sicuro di avere la possibilità di prolungare il segnale d’allarme; ad ogni modo, se non avessi tale possibilità, cosa posso fare? Inoltre, in base alla tua esperienza nel settore, è un buon sistema per ridurre la manifestazione dei falsi allarmi senza al contempo diminuire il livello di sicurezza? Grazie tante per l’attenzione e per l’aiuto che vorrai darmi, aspetto di sapere che idea ti sei fatto!

Un saluto

Federico da Padova

Risposta:

Buongiorno Federico,

innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, mi rende molto orgoglioso avere questo tipo di riscontro positivo, soprattutto da parte di un lettore affezionato! Allora, entriamo nel merito di ciò che descrivi nella tua mail: per quanto riguarda i dubbi sul sensore ed il problema della manifestazione dei falsi allarmi mi rendo conto del disagio che stai provando, se desideri una mia opinione ti dico subito che non penso sia necessario per te ricorrere ad un altro tipo di sensore, poiché secondo me ti basterebbe far funzionare con migliori risultati quello che già possiedi.

Prima di tutto ti suggerisco di controllare per bene che il sensore sia realmente impostato sulla modalità AND, in quanto, se la criticità è data dal forte sole e dall’irraggiamento diretto e basso sulla lente, allora mi risulta alquanto bizzarro che scatti anche la microonda. Nell’eventualità in cui la causa del problema non sia questa ma un’altra, allora non risolveresti niente aggiungendone un secondo, ma ne limiteresti soltanto il livello di sicurezza.

Detto ciò ti rassicuro dicendoti di stare sereno, in quanto potrebbe trattarsi semplicemente di un guasto del rilevatore oppure di un errore nel settaggio in fase di programmazione. Nella maggior parte dei casi, una volta capita l’origine del problema, la risoluzione dello stesso risulta più banale di quanto ci si aspetta, te lo dico per esperienza personale! Prova a seguire il mio consiglio, poi fammi sapere come va! Ovviamente per qualsiasi altra domanda o chiarimento su quanto ci siamo detti o su altre questioni, torna pure a scrivermi senza problemi, mi fa piacere essere d’aiuto! Un saluto e a presto

Miglior sensore d’antifurto

Miglior sensore d’antifurto

Spesso i malviventi agiscono nelle zone più vulnerabili delle case per introdursi all’interno, ossia nei punti dell’edificio più esterni ed esposti, sia che si tratti di piccoli appartamenti o di grandi case isolate. Parliamo delle porte, delle finestre o delle porte-finestre, i cosiddetti varchi: sono proprio questi gli accessi nel mirino dei ladri, poiché tali aperture consentono loro di entrare e compiere razzie. Pertanto vanno tutelate al meglio grazie ai sensori o rilevatori d’antifurto. Vediamo ora quali sono le caratteristiche di tre tipologie di sensori: sensore di vibrazione o inerziale, sensore infrarosso a tenda e contatti magnetici.

Sensore di vibrazione o inerziale: tale dispositivi è molto indicato per proteggere vetri o grate che non vengono aperti di contino, la sua utilità sta nel fatto che si attiva prima che i malviventi possano fare danni effettivi. Parliamo di sensori specifici per la protezione dei punti di accesso delle strutture contro i tentativi di scasso: ad esempio martellate, sfondamenti, uso di trapani e colpi vari. Si tratta di sensori molto efficaci per la rilevazione dell’irregolarità prima che venga realizzata l’apertura della dei serramenti, ma anche per individuare l’eventuale spaccatura dei vetri. Di solito questo tipo di sensore viene abbinato ai sensori perimetrali d’apertura, come ad esempio i contatti magnetici. I sensori di vibrazione o inerziali, dunque, rappresentano la scelta migliore se vi è la necessità di essere avvisati tempestivamente già al primo tentativo di manomissione.

Sensore infrarosso a tenda: questo tipo di rilevatore va applicato sulle porte e sulle finestre nel caso in cui non sia possibile installare un contatto d’apertura: il funzionamento è lo stesso, ma in questo caso si usano i sensori a raggi infrarossi. Tali dispositivi, in grado di coprire un angolo di 130 gradi, vanno posizionati al di sotto delle finestre, dei terrazzi, lungo il perimetro dei giardini, dei muri e delle recinzioni che circondano la casa e quindi il confine con vicini e con le strade adiacenti (è meglio occultarli alla vista di occhi indiscreti). Si tratta di apparecchi decisamente affidabili ed economici, anche se a volte possono originare i cosiddetti falsi allarmi (per esempio se un animale passeggia nell’ambiente monitorato, se un oggetto oscilla a causa del forte vento, se le foglie ricoprono il sensore, se le intemperie appannano il vetro e così via), specialmente se la qualità dei sensori è scarsa oppure se sono tarati male.

Contatti magnetici: si tratta di dispositivi molto diffusi per ciò che concerne le porte, in quanto sono semplici da montare, danno la segnalazione solo quando serve e sono economici. I contatti magnetici sono costituiti da due magneti, che possono avere forma rettangolare o cilindrica, e sono da incassare a scomparsa. Un magnete deve essere posizionato sulla finestra o sulla porta, mentre l’altro sul punto fisso della porta o della finestra. Quando i due magneti vengono separati l’uno dall’altro, quindi quando viene aperta la porta o la finestra, questa separazione dei due componenti fa scattare l’allarme.

Dopo questa lista di caratteristiche e funzionalità dei tre tipi di sensori, è possibile trovare questi sensori nei negozi oppure sui siti online specializzati, dove vi è la possibilità di trovare un ottimo rapporto qualità prezzo.