Sistema di antifurto per proteggere case, ville e giardini

Sistema di antifurto per proteggere case, ville e giardini

Per proteggere al meglio la propria casa ma anche un ufficio, un negozio, una azienda o una attività commerciale, la scelta più sensata è quella di dotarsi di un buon sistema di antifurto. Spesso infatti, la sola presenza di un impianto di allarme in ambiente domestico o di lavoro, risulta utile a scoraggiare eventuali intrusioni da parte di ladri e di malintenzionati. Per fare ciò è molto importante optare per un antifurto funzionale ed efficiente, valutando attentamente sia la qualità che i prezzi dei prodotti presenti in commercio.

Prima di ogni altra considerazione, è importante sapere che sul mercato esistono svariate tipologie di antifurto, dai più complessi e costosi ai più semplici kit di allarme: questi ultimi possono essere installati in maniera facile. I kit di antifurto fai da te sono sistemi non professionali, molto intuitivi ed al contempo efficaci per contrastare le eventuali effrazioni. L’obiettivo di questo articolo è proprio quello di aiutare le persone nella ricerca del sistema di allarme ideale, per poter potenziare la sicurezza della proprietà affidandosi alla tecnologia più recente ed affidabile.

Facciamo ora l’esempio pratico di una situazione specifica: se si possiede una villa di medie dimensioni fuori città, e di desidera installare un sistema antifurto per proteggere l’abitazione quando si è fuori, oppure quando si è in casa e ci si vuole servire nelle ore notturne di cancelli e grate di protezione per via della presenza di un vasto giardino, quale potrebbe essere la soluzione ideale?

In tal caso è consigliabile un sistema di antifurto semplice ma che al tempo stesso preveda i seguenti elementi: una centrale di antifurto; un combinatore telefonico GSM; una sirena esterna lampeggiante con sonoro; dei sensori da esterno con doppio PIR; un ripetitore visivo di stato.

Andiamo ora ad analizzare le caratteristiche si tutti gli elemento proposti: per quanto riguarda la centrale, questa ultima rappresenta il cuore del sistema, essendo il dispositivo capace di elaborare tutti i segnali in ingresso e in uscita e, se necessario, genera l’allarme.

Il combinatore telefonico consente di impostare i numeri telefonici da chiamare in caso di intrusione: la telefonata avviene tramite una SIM; previa autorizzazione, è possibile connettere il combinatore con la caserma dei Carabinieri o con il commissariato di Polizia più vicino, così che possano intervenire velocemente.

La sirena antifurto con avvisatore acustico e lampeggiante garantisce che l’eventuale effrazione venga segnalata a vicini di casa e passanti, i quali potranno a loro volta sollecitare l’intervento degli agenti; ovviamente, in questo caso, il suono della sirena antifurto rappresenta anche un potente deterrente per ladri e malintenzionati.

Il sensore doppio PIR sfrutta la tecnologia del doppio infrarosso, e garantisce una copertura perimetrale di 24 metri circa: si possono installare anche tra due aperture (una finestra e il portone principale), così da avere sotto controllo tutto il perimetro dell’abitazione (occhio alle tarature, che dovranno evitare gli eventuali falsi allarmi connessi al passaggio di animali domestici ecc.).

Il ripetitore di stato esterno, infine, sarà utile come deterrente: in questo contesto, infatti, i malintenzionati difficilmente si avvicineranno vedendo un allarme inserito.

Detto ciò, risulta chiaro che un sistema antifurto simile riesce ad assicurare protezione quando si è fuori casa. Questi componenti si possono trovare on line o nei negozi specializzati ad un prezzo decisamente economico.

Tripla frequenza antifurto

Tripla frequenza antifurto

I sistemi di allarme wireless (senza fili) sono pensati per funzionare su una singola frequenza: questo aspetto permette alla centrale di allarme di ricevere i segnali radio dai diversi elementi su di un range di frequenze (tra i 433,075 MHz e i 434,775 MHz). Grazie all’evoluzione della tecnologia, il mercato propone il passaggio agli allarmi a doppia frequenza, i quali sfruttano un doppio range di frequenze (tra i 433,075 MHz e i 434,775 MHz), e quello sugli 868 MHz. Sono proprio le frequenze di lavoro a determinare la qualità dei diversi sistemi senza fili presenti sul mercato, anche se per tutte e due le tipologie sono disponibili alcuni dispositivi denominati LPD che consentono di utilizzare i sistemi senza licenze e specifiche autorizzazioni.

La scelta di optare per un antifurto a singola o a doppia frequenza non si basa tanto sulla loro sicurezza (entrambi risultano sicuri allo stesso modo in assenza di interferenze), ma dalla possibilità che i ladri possiedono di arrestare la comunicazioni tra centrale e componenti vari. Per quanto riguarda il doppio canale di comunicazione degli antifurto a doppia frequenza, questi ultimi forniscono il vantaggio, rispetto a quelli a mono frequenza, di assicurare una connessione più sicura tra i vari dispositivi: l’affidabilità sta nel fatto che, se un ladro inibisce una frequenza, grazie alla funzione detta antij-amming, la centralina riesce ad individuare il disturbo e a far scattare comunque l’allarme.

Ad oggi si è arrivati ad un ulteriore sviluppo: si tratta degli antifurto a tripla frequenza, i quali riescono ad aumentare non solo la sicurezza ma anche l’aspetto della compatibilità tra i sistemi; parliamo di antifurto molto articolati ma al contempo facili ed efficaci per il cliente che li preferisce ai sistemi di allarme filari (via cavo). Molto importante anche l’aspetto della codifica dei sistemi d’allarme: in questo ambito, più è complessa la codifica, più si riescono ad evitare interferenze e falsi allarmi.

Vediamo ora qual è il funzionamento di un sistema di allarme wireless a tripla frequenza: questo sistema funziona tramite le onde radio, grazie alle quali la centrale di allarme e i diversi componenti (tra cui le sirene e i sensori) dialogano fra loro. I sistemi senza fili utilizzano una tecnologia a bassa potenza (detta SRD – Short Range Devices), grazie alle quali è possibile oltrepassare gli ostacoli fisici e trasmettere i segnali codificati ad alta velocità; è bene inoltre sottolineare che i loro consumi ridotti non generano inquinamento elettromagnetico.

Per i sistemi di allarme senza fili, l’Unione Europea ha stabilito che le bande di frequenza che si possono usare sono quelle comprese tra i 25 MHz e i 1000 MHz. Le frequenze di lavoro di questi sistemi dipendono dai dispositivi denominati oscillatori di trasmissione (possono essere al quarzo o ceramico): il primo origina frequenze che vanno dai 26,995 MHz ai 40,700 MHz, il secondo crea frequenze tra i 433,050 MHz e i 434,790 MHz.

L’utilizzo del primo o del secondo dispositivo definisce quali sono le caratteristiche di funzionamento del sistema di allarme senza fili. In tutti e due i casi, però, esistono vantaggi nell’installazione di un sistema di allarme wireless o di un antifurto a tripla frequenza senza fili: non sono previsti cavi e quindi opere murarie per posizionarli; semplicità di installazione anche fai da te; possibilità di integrazione anche con altri dispositivi nel futuro.

Come scegliere una Centrale d’allarme

Come scegliere una Centrale d’allarme

Ad oggi il pensiero di proteggere la propria abitazione e quindi l’incolumità di chi vi risiede, rappresenta un pensiero costante e crescente di moltissime persone. In questo contesto la centrale rappresenta il cuore vero e proprio di tutto il sistema di allarme, in quanto, sia che si tratti di un impianto Wireless oppure di un impianto filare, ha il ruolo fondamentale di connettere e far comunicare tra loro tutti gli altri componenti presenti nel sistema (tra cui le telecamere, le sirene, i contatti magnetici e i sensori). Vediamo insieme tutte le principali caratteristiche di una buona centrale d’allarme:

Per quanto riguarda il luogo di installazione della centrale, esso avviene quasi sempre all’interno dell’edificio che si vuole porre sotto controllo, che sia una casa, un negozio, una azienda, una attività commerciale e così via. In alcuni casi è possibile scegliere di posizionare la centrale vicino la porta di ingresso oppure in un’area più discreta e quindi meno visibile ai più. Nel primo caso sia l’attivazione che la disattivazione dell’impianto risulta comoda, semplice e veloce; nel secondo caso, la scelta mira a proteggere la centrale da eventuali azioni di malintenzionati.

Le centrali di allarme sono caratterizzate da una tastiera e da un piccolo monitor, ossia uno schermo a cristalli liquidi (in sigla LCD). Le centrali più recenti sono spesso dotate di schermi con “Touchscreen”, grazie ai quali è possibile programmare, attivare, disattivare e parzializzare il sistema. L’attivazione e la disattivazione avvengono entrambe digitando un codice segreto sulla tastiera della centrale stessa; vi sono anche altri metodi per fare ciò, come l’utilizzo di chiavi elettroniche o di telecomandi.

La centrale di allarme per uso domestico può gestire dalla quattro alle otto zone della casa, anche se spesso ne servono anche meno se pensiamo al fatto che generalmente le zone principali di una abitazione si dividono in zona giorno, zona notte e zona perimetro. L’utilità della gestione delle zone risulta alta soprattutto quando si decide di usare la funzione denominata “parzializzazione”, con la quale è possibile allarmare solo parte della casa e muoversi liberamente nelle restanti aree senza fa innescare l’allarme dell’antifurto.

Queste centrali all’avanguardia, tramite il Router, possono essere controllate anche a distanza: se nell’edificio sono presenti anche le telecamere, consentono di controllare in tempo reale i video, le immagini ed il sonoro dell’abitazione. I dispositivi che sfruttano la tecnologia wireless (senza fili) sono spesso a doppia frequenza: ciò garantisce all’utente maggior sicurezza nel caso in cui si verifichi il “tampering” (alterazione dolosa) oppure un qualsiasi sabotaggio da parte di eventuali ladri.

Per acquistare in serenità una centrale d’allarme da installare per uso domestico, bisogna aver presenti le proprie specifiche esigenze di sicurezza ed il livello qualitativo dei prodotti che si vanno a comprare. In questo contesto è preferibile evitare di badare solo ai costi (a volte stracciati), in quanto sono spesso sinonimo di scarsa efficienza, zero garanzie, di basso grado di sicurezza, di falsi allarmi odiosi quando si ha a che fare con un impianto d’allarme in casa, nonché della probabilità di rimettere mano al portafoglio in un futuro più che prossimo.

Collegare l’Antifurto alla Polizia o ai Carabinieri

Collegare l’Antifurto alla Polizia o ai Carabinieri

Nei sistemi di allarme usati per proteggere la casa, ma anche l’attività commerciale, l’ufficio, il capannone, il garage, il negozio e gli ambienti di lavoro in generale, c’è un componente che risulta fondamentale per dare l’allarme in tempo reale nel momento in cui si verifica un tentativo di effrazione: si tratta del combinatore telefonico. È proprio questo dispositivo ad avere il ruolo importante di avvisare tempestivamente della minaccia i diretti interessati o anche la Polizia di Stato e le forze dell’ordine deputate.

Grazie al combinatore telefonico gli antifurto sono capaci di dialogare telefonicamente per l’invio dell’allarme. A gestire il tutto è la centralina, alla quale arriva il segnale d’allarme dai sensori, dai contatti magnetici e dalle telecamere. Questo meccanismo fa a sua volta attivare il combinatore telefonico, il quale compone un numero di telefono predefinito in fase di configurazione dell’impianto attraverso GSM o linea fissa, facendo così ascoltare all’interlocutore interessato il contenuto del messaggio registrato.

Benché la maggior parte delle recenti centrali di antifurto presenti nelle abitazioni o negli edifici in genere sia già fornita di un combinatore telefonico, in diversi casi questo è pensato per sfruttare la linea telefonica tradizionale: tramite essa, infatti, nel momento in cui i sensori rilevano la presenza di un ladro, viene effettuata una telefonata ai numeri telefonici designati. I numeri di riferimento possono essere quelli del nostro Smartphone, dei nostri parenti oppure delle Forze dell’Ordine, in quanto è possibile collegare il nostro antifurto con Carabinieri o Polizia tramite richiesta scritta.

Per poterlo fare con la Polizia si usa il seguente modulo, che va riempito in tutti i campi come si legge specificando dettagliatamente l’indirizzo della propria casa, negozio, ufficio e così via dove è presente l’allarme, nonché il numero di telefono che si collega con il combinatore telefonico ed ovviamente i dati personali. Bisogna barrare la casella A se parliamo di un antifurto che sfrutta due linee telefoniche massimo; la casella B se utilizziamo antifurto più complessi (in tal caso risulterà necessario allegare anche la dichiarazione di conformità dell’impianto, la copia dell’autorizzazione del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, la copia del certificato di approvazione dei requisiti tecnici e professionali).

Per fare richiesta ai Carabinieri, bisogna utilizzare il seguente modulo , che va ugualmente riempito in tutti i campi richiesti con i dati personali, l’indirizzo del luogo in cui è ubicato l’allarme. È necessario anche riportare in modo scritto il contenuto del messaggio che viene recepito e letto dal combinatore telefonico, nonché un eventuale indirizzo di chi custodisce le chiavi della abitazione, utile agli agenti per poter disattivare l’allarme oppure monitorare e controllare la casa.

Per quanto riguarda la scelta tra Polizia di Stato e Carabinieri, essa va fatta in base alla vicinanza del locale con l’allarme alla Caserma oppure al Commissariato; è ovvio che facendo questa valutazione, l’eventuale intervento da parte dell’uno o dell’altro sarà più o meno tempestivo. Inoltre, è bene sapere che le forze dell’Ordine, avendo una stazione o base fissa, conoscono meglio il territorio di competenza e sapranno trovare più velocemente la vostra abitazione.

Il sistema antifurto per le attività commerciali

Il sistema antifurto per le attività commerciali

Negli ultimi anni cresce a dismisura il numero dei negozi che desiderano proteggere la propria attività commerciale dai furti. Di conseguenza sale anche la necessità, da parte dei titolari, di dotarsi di impianti di antifurto efficienti e funzionali in base alle diverse tipologie di attività, soprattutto quelle in cui sono presenti oggetti di valore. Spesso, però, si verificano da parte dei commercianti difficoltà nella scelta dell’impianto giusto o problemi nella fase di progettazione e installazione. Di seguito troverete una carrellata di consigli utili per poter fare la scelta giusta e per spendere il giusto in termini di qualità/prezzo.

Prima di tutto è importante puntare l’attenzione sui punti di accesso al negozio, in quanto rappresentano il pass per i malviventi che intendono mettere in atto l’effrazione (porta principale, porta secondaria, magazzini, laboratori, finestre e vetrine).

Partiamo con le porte: i vari ingressi, frontali o sul retro, possono essere posti sotto controllo con allarmi che funzionano tramite contatto magnetico: quest’ultimo, infatti, fa scattare l’allarme al momento dell’apertura del battente. Ci sono inoltre altri dispositivi sensibili agli urti, ossia i sensori antiscasso.

Per quanto riguarda invece gli ambienti interni, sia durante l’orario di apertura che nelle ore di chiusura in special modo di notte, per poterli proteggere al meglio è necessario installare un impianto di videosorveglianza. Le telecamere devono essere posizionate nei pressi delle aree dove è presente la merce di valore, delle casse e, se sono presenti, anche vicino alle porte secondarie. Le telecamere migliori sono senza dubbio quelle che si connettono alla rete internet, in quanto in questo modo è possibile tenere sotto controllo le zone dell’attività commerciale ventiquattro ore su ventiquattro anche da remoto, per esempio tramite Tablet, personal computer o Smartphone. Per le telecamere più all’avanguardia sarà immediato inviare un messaggio o una e-mail nel caso di intrusioni nel negozio.

Per proteggere gli ambienti dell’attività commerciale sono funzionali anche i sensori volumetrici, i quali possono essere posizionati nelle vicinanze delle entrate principali e/o secondarie. Il tutto deve necessariamente essere collegato ad una centrale antifurto, a sua volta collegata ad una sirena antifurto sistemata all’esterno, ben visibile ma non facilmente raggiungibile.

Riguardo le eventuali vetrine presenti nell’attività commerciale, è consigliabile tenerle protette attraverso la presenza di serrande: queste ultime vanno tirate sempre giù nelle ore notturne e nei giorni di chiusura: ovviamente per una sicurezza davvero completa è necessario dotarle di sensori antisfondamento capaci, in caso di urti o forzature, di inviare il segnale d’allarme.

Vantaggi in questo senso possono derivare anche dalla presenza di un combinatore telefonico collegato direttamente agli uffici preposti delle Forze dell’Ordine: in tal modo i militari saranno subito pronti ad intervenire in caso di furto.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il costo di un buon impianto antifurto costituito da: una sirena, tre sensori antisfondamento, tre sensori volumetrici, tre coppie di contatti magnetici, una centralina ed un combinatore, si può aggirare intorno ai 2000 euro, ad esclusione del sistema antifurto nebbiogeno, il quale necessita di un budget più alto in quanto capace di bloccare i malviventi dentro il negozio rilasciando una accecante (momentaneamente) nebbia atossica.

Cerberus, l’antifurto per proteggere lo Smartphone

Cerberus, l’antifurto per proteggere lo Smartphone

Si chiama “Cerberus” ed è una applicazione completa e specifica per il sistema operativo Android: si tratta di una App antifurto capace di offrire all’utente che la scarica una pluralità di servizi utili, sia per quanto riguarda lo smarrimento, sia per quanto concerne un eventuale furto di questi dispositivi. Vediamo insieme come lavora questo speciale antifurto.

Cerberus è dotato di ben tre modalità (da qui il nome: Cerbero, cane mitologico a tre teste) per proteggere il tuo dispositivo: avvisi automatici, controllo remoto tramite il sito della app, controllo remoto via sms da un altro cellulare). Se si è subito il furto dello Smartphone o del Tablet, Cerberus permette di localizzarli, di indentificare il ladro e di recuperare questi dispositivi. Sul mercato dei prodotti per la sicurezza questa App rappresenta l’antifurto migliore, più popolare e più scaricato. Non si tratta solo di una applicazione del tipo “trova il mio telefono”, in quanto Cerberus permette di controllare da remoto il proprio smartphone o tablet, attivando il GPS del device anche se spento.

Il sistema ha la capacità di eseguire in autonomia determinare operazioni, tutte personalizzabili in base alle esigente del cliente, per tutelarvi: far partire un allarme nonostante la modalità silenziosa; localizzare il dispositivo e bloccarlo tramite un codice; di conoscere il numero di una nuova SIM inserita nel device; di inviare avvisi e-mail o sms nel caso in cui la SIM card venisse cambiata; di inviare un messaggio per avvisare che il dispositivo posseduto è stato rubato o smarrito e per richiederne la restituzione; di avere una lista con le ultime chiamate in entrata e in uscita, nonché di entrare in contatto con le varie informazioni sulla rete WiFi al quale è connesso il vostro dispositivo;  di tutelare la privacy cancellando la scheda SD e la memoria interna per proteggere tutti dati personali salvati; scaricare e visionale la cronologia delle posizioni, così da verificare gli spostamenti passati del dispositivo; di inviare una foto del ladro quando un codice di sblocco errato viene inserito; di catturare foto e screenshot nonché anche registrare video e audio dal microfono per identificare il ladro.

Per quanto riguarda la versione di prova dell’antifurto Cerberus, la durata è di sette giorni ed è scaricabile in maniera gratuita dal negozio on line di applicazioni Google Play Store. Se successivamente si decide di acquistare la licenza, il costo sarà di 4.99 euro a vita (un prezzo irrisorio se si pensa invece alla perdita o al furto del proprio smartphone o tablet e quindi anche alla privazioni definitiva di tutti i dati personali). Ad oggi si contano oltre un milione di utenti che utilizzano questa applicazione, segno che Cerberus rappresenta nel campo l’antifurto per smartphone la soluzione migliore e più apprezzata.