Come progettare un antifurto senza fili

Come progettare un antifurto senza fili

Buon giorno,

mi chiamo Stefano, ti seguo sempre e ti scrivo perché mi piacerebbe avere da te un consiglio sul miglior modo per proteggere la mia abitazione. Possiedo una casa indipendente che si sviluppa su tre livelli, pian terreno, primo piano e mansarda, in cui gli accessi totali tra porte, finestre e porte finestre sono 16 (ti specifico che la predisposizione è presente soltanto per gli infissi). Detto questo ti espongo alcuni quesiti: nella mansarda ci sono le camere da notte, ed ogni apertura è dotata di una persiana e di una zanzariera a scomparsa, secondo te qual è il sensore è più adatto? Per quanto riguarda il piano terra ed il primo piano, invece, sono presenti delle finestre e delle porte-finestre sprovviste di persiane (la maggior parte sono molto grandi): in tal caso cosa suggerisci? Per ciò che concerne la sirena, secondo te è meglio averne una in totale oppure una per ogni piano? Infine, soldi permettendo, in futuro mi piacerebbe poter estendere la protezione anche al garage e al giardino, per farlo è preferibile acquistare una centrale d’allarme con più posizioni? Grazie infinite per l’attenzione, aspetto un tuo parere in merito!

Saluti Stefano

Salve Stefano,

grazie a te per avermi scritto! andiamo per ordine, innanzitutto ti dico che se ritieni che il pericolo intrusione sia scarso nell’ambiente con le stanze da notte, allora puoi scegliere i contatti magnetici d’apertura da montare sui serramenti, e dato il basso costo di questi dispositivi, potresti pensare di collocarli sia sulla persiana che sulla finestra. Se al contrario ritieni che il rischio sia elevato, allora ti consiglio l’installazione di sensori a tenda o delle barriere a stilo.

Per quanto riguarda i piani sottostanti, puoi montare dei sensori a tenda all’interno dell’infisso, in questo modo la sicurezza è assicurata e non c’è il rischio di incorrere in interferenze di tipo ambientale. In più, se scegli i modelli con puntamento a laser, puoi essere sicuro che la copertura rasenti alla perfezione la superficie dei vetri.

Per ciò che concerne la sirena, moltissimo dipende dalle tue specifiche esigenze di sicurezza: a tal proposito ti posso dire che la sirena interna ha l’incarico di segnalare il pre allarme, pertanto una è sufficiente per tutta l’abitazione, a meno che tu non abbia più piani con aree giorno e aree notte staccate e divise da porte; la sirena esterna rappresenta un deterrente per i malviventi ed allerta i vicini di casa, i passanti e le forze dell’ordine sugli eventuali tentativi di effrazione.

Infine, se hai l’obiettivo di espandere l’impianto di antifurto nel corso del tempo, allora ti consiglio di acquistare una centrale d’allarme a 32 zone, ricorda anche di dotarti di un attivatore per piano, poiché sono elementi fondamentali per poter realizzare la parzializzazione. Detto ciò, devi stare attento a non trascurare la protezione dell’ambiente interno, va bene il perimetrale, ma per tutelare il tuo immobile a 360 gradi ti occorre anche l’impiego di qualche sensore volumetrico da poter installare nei punti di passaggio e in quelli più critici della casa.

È giusto sostituire una centrale monofrequenza con una multifrequenza?

È giusto sostituire una centrale monofrequenza con una multifrequenza?

Buongiorno,

vi scrivo perché ho un sistema di antifurto installato nel 2006 e non molto tempo fa mi ha contatto l’installatore per propormi di sostituire la centralina di antifurto monofrequenza con un modello di centralina a multifrequenza, la motivazione che mi ha dato l’installatore riguarda la necessità, secondo lui, di evitare problematiche di malfunzionamento e di eventuali disturbi presenti nell’etere. Mi ha riferito inoltre di non garantire più il corretto funzionamento della centralina attuale poiché, da un giorno all’altro, potrebbe cominciare a suonare senza ragioni valide oppure a dare complicazioni per ciò che concerne sia l’attivazione che la disattivazione attraverso il telecomando. È tutto vero quello che mi ha detto questo installatore? Esiste una specifica normativa a riguardo da prendere in considerazione e da seguire senza incorrere in fregature? Vi porgo queste domande perché ho dei seri dubbi su ciò che mi è stato detto poiché ad oggi non ho avuto alcun tipo di criticità nel funzionamento del mio impianto d’allarme. Se ne sentono di tutti i colori e non vorrei che sia tutta una strategia per farmi sborsare altre migliaia di euro senza motivo e soprattutto senza alcun giovamento per me! Aspetto dei vostri consigli per far luce su tutta questa strana faccenda.

Grazie

Francesco

Salve Francesco,

grazie per esserti rivolto a me, da ciò che racconti è ben chiaro che fino ad ora il tuo sistema di antifurto ha funzionato bene e che sia stata la stessa azienda produttrice a contattarti ultimamente per proporti questo tipo di sostituzione. Da quello che leggo le maggiori ipotesi sono due: la ditta in questione sta effettuando dei richiami sui propri dispositivi in quanto sono risultati in qualche modo rischiosi e malfunzionanti, o l’installatore sta tentando di vendere i suoi prodotti per via di sue motivazioni contingenti.

Per quanto riguarda la prima ipotesi, se fosse così ti dico subito che l’apparecchio dovrebbe essere sostituito in maniera del tutto gratuita, al massimo potrà essere applicato un qualche tipo di costo all’intervento stesso, ma non credo sia questa la tua specifica situazione. Per ciò che concerne la seconda ipotesi, potrebbe essere plausibile che l’installatore che ti ha contattato abbia ricevuto varie segnalazioni riguardanti dei falsi allarmi che magari avvengono frequentemente nella tua zona, falsi allarmi causati eventualmente dall’installazione di ponti radio, cellule telefoniche GSM assai vicine e così via. Se così fosse, si tratterebbe di un installatore molto scrupoloso, il quale sta avvertendo tutti i vari proprietari degli impianti di antifurto che sono a rischio.

Detto questo, tutto ciò che non rientra in questi due casi, è senza dubbio fatto con obiettivi prettamente commerciali, e se è così chi ti ha contattato non ha alcun diritto di non garantire più per il giusto funzionamento di un modello precedente di centralina di antifurto. Inoltre, se esiste davvero una problematica tecnica, quest’ultima va documentata e certificata in un certo modo, ma se non è capace di farlo allora sta solo tentando di venderti dei nuovi prodotti che in realtà non ti servono. Spero di esserti stato di aiuto!

Come scegliere una Centrale d’allarme

Come scegliere una Centrale d’allarme

Ad oggi il pensiero di proteggere la propria abitazione e quindi l’incolumità di chi vi risiede, rappresenta un pensiero costante e crescente di moltissime persone. In questo contesto la centrale rappresenta il cuore vero e proprio di tutto il sistema di allarme, in quanto, sia che si tratti di un impianto Wireless oppure di un impianto filare, ha il ruolo fondamentale di connettere e far comunicare tra loro tutti gli altri componenti presenti nel sistema (tra cui le telecamere, le sirene, i contatti magnetici e i sensori). Vediamo insieme tutte le principali caratteristiche di una buona centrale d’allarme:

Per quanto riguarda il luogo di installazione della centrale, esso avviene quasi sempre all’interno dell’edificio che si vuole porre sotto controllo, che sia una casa, un negozio, una azienda, una attività commerciale e così via. In alcuni casi è possibile scegliere di posizionare la centrale vicino la porta di ingresso oppure in un’area più discreta e quindi meno visibile ai più. Nel primo caso sia l’attivazione che la disattivazione dell’impianto risulta comoda, semplice e veloce; nel secondo caso, la scelta mira a proteggere la centrale da eventuali azioni di malintenzionati.

Le centrali di allarme sono caratterizzate da una tastiera e da un piccolo monitor, ossia uno schermo a cristalli liquidi (in sigla LCD). Le centrali più recenti sono spesso dotate di schermi con “Touchscreen”, grazie ai quali è possibile programmare, attivare, disattivare e parzializzare il sistema. L’attivazione e la disattivazione avvengono entrambe digitando un codice segreto sulla tastiera della centrale stessa; vi sono anche altri metodi per fare ciò, come l’utilizzo di chiavi elettroniche o di telecomandi.

La centrale di allarme per uso domestico può gestire dalla quattro alle otto zone della casa, anche se spesso ne servono anche meno se pensiamo al fatto che generalmente le zone principali di una abitazione si dividono in zona giorno, zona notte e zona perimetro. L’utilità della gestione delle zone risulta alta soprattutto quando si decide di usare la funzione denominata “parzializzazione”, con la quale è possibile allarmare solo parte della casa e muoversi liberamente nelle restanti aree senza fa innescare l’allarme dell’antifurto.

Queste centrali all’avanguardia, tramite il Router, possono essere controllate anche a distanza: se nell’edificio sono presenti anche le telecamere, consentono di controllare in tempo reale i video, le immagini ed il sonoro dell’abitazione. I dispositivi che sfruttano la tecnologia wireless (senza fili) sono spesso a doppia frequenza: ciò garantisce all’utente maggior sicurezza nel caso in cui si verifichi il “tampering” (alterazione dolosa) oppure un qualsiasi sabotaggio da parte di eventuali ladri.

Per acquistare in serenità una centrale d’allarme da installare per uso domestico, bisogna aver presenti le proprie specifiche esigenze di sicurezza ed il livello qualitativo dei prodotti che si vanno a comprare. In questo contesto è preferibile evitare di badare solo ai costi (a volte stracciati), in quanto sono spesso sinonimo di scarsa efficienza, zero garanzie, di basso grado di sicurezza, di falsi allarmi odiosi quando si ha a che fare con un impianto d’allarme in casa, nonché della probabilità di rimettere mano al portafoglio in un futuro più che prossimo.