Registrazione e invio di allarmi nei Digital Video Recorder

Registrazione e invio di allarmi nei Digital Video Recorder

Il Digital Video Recorder (DVR) è un videoregistratore digitale che ha il compito di gestire e coordinare il flusso dei filmati generati dalle telecamere. Sul mercato esistono diverse tipologie di Digital Video Recorder, che si differenziano fra loro in base alle prestazioni, al numero di ingressi video ed alla capacità di trasmettere il tutto via web o rete LAN. Dunque ogni Digital Video Recorder ha le sue funzionalità e peculiarità, ma è un fatto che tutti possiedano funzioni di base comuni a tutti i dispositivi, tra cui la registrazione dei video e l’archiviazione nell’Hard Disk per la successiva visione delle immagini sul monitor da parte dell’utente. Per poter essere valutato discreto, il Digital Video Recorder deve possedere la funzione Motion e quella Allarme. Se privo di queste due funzioni, siamo di fronte ad un Digital Video Recorder di scarsa qualità. Per fortuna i più recenti modelli possiedono tutti queste due importanti funzioni (ad oggi risulta insolito trovarne uno senza).

Per quanto riguarda la funzione Motion, quest’ultima riguarda la registrazione dei video: per poter evitare che il Digital Video Recorder registri ore ed ore di video totalmente superflui, il proprietario, grazie all’uso dei parametri di configurazione del suo dispositivo, può ordinargli di registrare soltanto nei momenti in cui si rilevano movimenti nella scena del video tralasciano il resto. Questa funzione comporta il risparmio di moltissimo spazio sull’Hard Disk e di tante ore di registrazione da visionare alla ricerca delle immagini che ci interessano. Un vantaggio davvero niente mele, non trovate?

Oltre alla funzione Motion, è inoltre possibile, utilizzando i settings del Digital Video Recorder, determinare tutta una sequenza di allarmi volti ad arricchire e perfezionare il livello di sicurezza delle aree monitorate. L’installazione di un sistema del genere ha senza dubbio un ruolo utile ed importante come deterrente per ladri e malviventi, in quanto qualunque malfattore, nel momento in cui vede una telecamera, tende a battere in ritirata, o per lo meno deve preoccuparsi di prendere qualche precauzione per non essere identificato o smascherato in flagranza di reato. In questo contesto entrano in gioco i Digital Video Recorder, in grado di avvisare il proprietario di eventuali movimenti anomali nella propria abitazione oppure nell’ufficio o nel negozio; ciò avviene attraverso l’invio di una e-mail, di un sms o di una telefonata.

Ovviamente, per poter accedere a queste funzioni, il Digital Video Recorder va appositamente configurato; i prodotti meno recenti usano una SIM per connettersi alla rete telefonica, e sono in grado di registrare i numeri telefonici ai quali inviare le chiamate registrate o i messaggi d’allerta. I più recenti apparecchi, al contrario, sono in grado di connettersi alla rete internet ed inviare una e-mail al proprietario del sistema per avvertirlo della situazione di pericolo. In tutte queste circostanze, risulta indispensabile configurare il dispositivo attraverso degli opportuni settaggi; questa configurazione cambia in base al modello che si possiede. In tutti i casi, comunque, risulta molto facile ed intuitivo, basta seguire correttamente l’apposito manuale del proprio dispositivo per poter ottenere una migliore sicurezza dal proprio sistema di videosorveglianza.

La domotica ci semplifica la vita

La domotica ci semplifica la vita

Il termine domotica indica la scienza che studia tutte quelle tecnologie che hanno alla base l’obiettivo di migliorare la qualità della vita all’interno delle case: si tratta dunque della interdipendenza delle tecniche legate all’elaborazione delle informazioni attraverso i dispositivi più usati e diffusi negli ambienti casalinghi. La domotica, pertanto, consiste in una serie di apparecchi elettronici volti all’automazione dell’abitazione, che agisce controllando l’illuminazione, i vari elettrodomestici, la videosorveglianza, l’impianto di allarme, il riscaldamento e così via. Tutti questi elementi, per essere controllati a distanza, devono essere collegati ad una centrale appositamente impostata in base alle specifiche esigenze e necessità dell’utente; il tutto può essere fatto via Smartphone, Tablet o personal computer.

I vari sistemi di domotica possono essere integrati facilmente nelle abitazioni di oggi. Basta pensare al fatto che nella maggior parte delle case sono presenti personal computer, apri cancello, antifurto governabile da remoto, elettrodomestici all’avanguardia e quant’altro. Grazie all’evoluzione esponenziale del mondo della tecnologia, attualmente gli elettrodomestici si possono integrare in sistemi più ampi: un traguardo, questo, che porta moltissime persone a risparmiare del tempo e ad ottimizzare e ridurre il consumo di energia.

Per ciò che concerne l’automazione nel settore domestico, fra le mura di casa può essere applicata ad una vasta gamma di sistemi. Vediamo ora quali sono gli utilizzi principali nell’ambito di un sistema di domotica: avvio e spegnimento dell’impianto di riscaldamento e raffreddamento della casa; apertura e chiusura delle tapparelle anche a seconda alle condizioni climatiche; accensione e spegnimento dell’illuminazione del cortile o più in generale di determinate aree della casa; attivazione dell’impianto di videosorveglianza.

Un sistema di domotica, se integrato con un impianto di allarme, risulta l’ideale per poter realizzare le seguenti funzionalità: controllare l’intero sistema attraverso lo Smartphone sfruttando il GSM; verificare l’impianto tramite un web server; esaminare eventuali perdite di gas e/o di acqua; utilizzare un videocitofono direttamente dalla centrale, gestendo le sequenze sia di apertura che di segreteria.

Per quanto riguarda la questione della fruibilità di questi sistemi di domotica, è importante porre l’attenzione sul fatto che, oggigiorno, l’installazione di questi impianti può essere realizzata in maniera del tutto semplice, veloce ed intuitiva, senza dover necessariamente preoccuparsi di chissà quali interventi sulle strutture della propria abitazione. Questi sistemi, infatti, sono pensati e realizzati per essere in grado di sfruttare gli impianti ed i collegamenti già esistenti servendosi delle cosiddette “onde convogliate”: parliamo di una specifica tecnologia notevolmente innovativa per quel che concerne l’uso domestico.

Come si evince da questo approfondimento, le applicazioni nel campo della domotica sono davvero tante, a voi non resta che valutare quali siano le più utili per le vostre specifiche esigenze di sicurezza e scegliere un buon sistema tra i numerosi presenti sul mercato (ad esempio le tipologie CAME, BTicino, Vimar, Gewiss, Ditech e tanti altre). È importante ricordare agli utenti che tutte le periferiche di un sistema di domotica comunicano e dialogano tra loro attraverso un protocollo denominato Knx: si tratta di uno standard mondiale grazie al quale è possibile la corretta comunicazione tra marche diverse.

Sistema di antifurto per proteggere case, ville e giardini

Sistema di antifurto per proteggere case, ville e giardini

Per proteggere al meglio la propria casa ma anche un ufficio, un negozio, una azienda o una attività commerciale, la scelta più sensata è quella di dotarsi di un buon sistema di antifurto. Spesso infatti, la sola presenza di un impianto di allarme in ambiente domestico o di lavoro, risulta utile a scoraggiare eventuali intrusioni da parte di ladri e di malintenzionati. Per fare ciò è molto importante optare per un antifurto funzionale ed efficiente, valutando attentamente sia la qualità che i prezzi dei prodotti presenti in commercio.

Prima di ogni altra considerazione, è importante sapere che sul mercato esistono svariate tipologie di antifurto, dai più complessi e costosi ai più semplici kit di allarme: questi ultimi possono essere installati in maniera facile. I kit di antifurto fai da te sono sistemi non professionali, molto intuitivi ed al contempo efficaci per contrastare le eventuali effrazioni. L’obiettivo di questo articolo è proprio quello di aiutare le persone nella ricerca del sistema di allarme ideale, per poter potenziare la sicurezza della proprietà affidandosi alla tecnologia più recente ed affidabile.

Facciamo ora l’esempio pratico di una situazione specifica: se si possiede una villa di medie dimensioni fuori città, e di desidera installare un sistema antifurto per proteggere l’abitazione quando si è fuori, oppure quando si è in casa e ci si vuole servire nelle ore notturne di cancelli e grate di protezione per via della presenza di un vasto giardino, quale potrebbe essere la soluzione ideale?

In tal caso è consigliabile un sistema di antifurto semplice ma che al tempo stesso preveda i seguenti elementi: una centrale di antifurto; un combinatore telefonico GSM; una sirena esterna lampeggiante con sonoro; dei sensori da esterno con doppio PIR; un ripetitore visivo di stato.

Andiamo ora ad analizzare le caratteristiche si tutti gli elemento proposti: per quanto riguarda la centrale, questa ultima rappresenta il cuore del sistema, essendo il dispositivo capace di elaborare tutti i segnali in ingresso e in uscita e, se necessario, genera l’allarme.

Il combinatore telefonico consente di impostare i numeri telefonici da chiamare in caso di intrusione: la telefonata avviene tramite una SIM; previa autorizzazione, è possibile connettere il combinatore con la caserma dei Carabinieri o con il commissariato di Polizia più vicino, così che possano intervenire velocemente.

La sirena antifurto con avvisatore acustico e lampeggiante garantisce che l’eventuale effrazione venga segnalata a vicini di casa e passanti, i quali potranno a loro volta sollecitare l’intervento degli agenti; ovviamente, in questo caso, il suono della sirena antifurto rappresenta anche un potente deterrente per ladri e malintenzionati.

Il sensore doppio PIR sfrutta la tecnologia del doppio infrarosso, e garantisce una copertura perimetrale di 24 metri circa: si possono installare anche tra due aperture (una finestra e il portone principale), così da avere sotto controllo tutto il perimetro dell’abitazione (occhio alle tarature, che dovranno evitare gli eventuali falsi allarmi connessi al passaggio di animali domestici ecc.).

Il ripetitore di stato esterno, infine, sarà utile come deterrente: in questo contesto, infatti, i malintenzionati difficilmente si avvicineranno vedendo un allarme inserito.

Detto ciò, risulta chiaro che un sistema antifurto simile riesce ad assicurare protezione quando si è fuori casa. Questi componenti si possono trovare on line o nei negozi specializzati ad un prezzo decisamente economico.

Tripla frequenza antifurto

Tripla frequenza antifurto

I sistemi di allarme wireless (senza fili) sono pensati per funzionare su una singola frequenza: questo aspetto permette alla centrale di allarme di ricevere i segnali radio dai diversi elementi su di un range di frequenze (tra i 433,075 MHz e i 434,775 MHz). Grazie all’evoluzione della tecnologia, il mercato propone il passaggio agli allarmi a doppia frequenza, i quali sfruttano un doppio range di frequenze (tra i 433,075 MHz e i 434,775 MHz), e quello sugli 868 MHz. Sono proprio le frequenze di lavoro a determinare la qualità dei diversi sistemi senza fili presenti sul mercato, anche se per tutte e due le tipologie sono disponibili alcuni dispositivi denominati LPD che consentono di utilizzare i sistemi senza licenze e specifiche autorizzazioni.

La scelta di optare per un antifurto a singola o a doppia frequenza non si basa tanto sulla loro sicurezza (entrambi risultano sicuri allo stesso modo in assenza di interferenze), ma dalla possibilità che i ladri possiedono di arrestare la comunicazioni tra centrale e componenti vari. Per quanto riguarda il doppio canale di comunicazione degli antifurto a doppia frequenza, questi ultimi forniscono il vantaggio, rispetto a quelli a mono frequenza, di assicurare una connessione più sicura tra i vari dispositivi: l’affidabilità sta nel fatto che, se un ladro inibisce una frequenza, grazie alla funzione detta antij-amming, la centralina riesce ad individuare il disturbo e a far scattare comunque l’allarme.

Ad oggi si è arrivati ad un ulteriore sviluppo: si tratta degli antifurto a tripla frequenza, i quali riescono ad aumentare non solo la sicurezza ma anche l’aspetto della compatibilità tra i sistemi; parliamo di antifurto molto articolati ma al contempo facili ed efficaci per il cliente che li preferisce ai sistemi di allarme filari (via cavo). Molto importante anche l’aspetto della codifica dei sistemi d’allarme: in questo ambito, più è complessa la codifica, più si riescono ad evitare interferenze e falsi allarmi.

Vediamo ora qual è il funzionamento di un sistema di allarme wireless a tripla frequenza: questo sistema funziona tramite le onde radio, grazie alle quali la centrale di allarme e i diversi componenti (tra cui le sirene e i sensori) dialogano fra loro. I sistemi senza fili utilizzano una tecnologia a bassa potenza (detta SRD – Short Range Devices), grazie alle quali è possibile oltrepassare gli ostacoli fisici e trasmettere i segnali codificati ad alta velocità; è bene inoltre sottolineare che i loro consumi ridotti non generano inquinamento elettromagnetico.

Per i sistemi di allarme senza fili, l’Unione Europea ha stabilito che le bande di frequenza che si possono usare sono quelle comprese tra i 25 MHz e i 1000 MHz. Le frequenze di lavoro di questi sistemi dipendono dai dispositivi denominati oscillatori di trasmissione (possono essere al quarzo o ceramico): il primo origina frequenze che vanno dai 26,995 MHz ai 40,700 MHz, il secondo crea frequenze tra i 433,050 MHz e i 434,790 MHz.

L’utilizzo del primo o del secondo dispositivo definisce quali sono le caratteristiche di funzionamento del sistema di allarme senza fili. In tutti e due i casi, però, esistono vantaggi nell’installazione di un sistema di allarme wireless o di un antifurto a tripla frequenza senza fili: non sono previsti cavi e quindi opere murarie per posizionarli; semplicità di installazione anche fai da te; possibilità di integrazione anche con altri dispositivi nel futuro.

Come scegliere una Centrale d’allarme

Come scegliere una Centrale d’allarme

Ad oggi il pensiero di proteggere la propria abitazione e quindi l’incolumità di chi vi risiede, rappresenta un pensiero costante e crescente di moltissime persone. In questo contesto la centrale rappresenta il cuore vero e proprio di tutto il sistema di allarme, in quanto, sia che si tratti di un impianto Wireless oppure di un impianto filare, ha il ruolo fondamentale di connettere e far comunicare tra loro tutti gli altri componenti presenti nel sistema (tra cui le telecamere, le sirene, i contatti magnetici e i sensori). Vediamo insieme tutte le principali caratteristiche di una buona centrale d’allarme:

Per quanto riguarda il luogo di installazione della centrale, esso avviene quasi sempre all’interno dell’edificio che si vuole porre sotto controllo, che sia una casa, un negozio, una azienda, una attività commerciale e così via. In alcuni casi è possibile scegliere di posizionare la centrale vicino la porta di ingresso oppure in un’area più discreta e quindi meno visibile ai più. Nel primo caso sia l’attivazione che la disattivazione dell’impianto risulta comoda, semplice e veloce; nel secondo caso, la scelta mira a proteggere la centrale da eventuali azioni di malintenzionati.

Le centrali di allarme sono caratterizzate da una tastiera e da un piccolo monitor, ossia uno schermo a cristalli liquidi (in sigla LCD). Le centrali più recenti sono spesso dotate di schermi con “Touchscreen”, grazie ai quali è possibile programmare, attivare, disattivare e parzializzare il sistema. L’attivazione e la disattivazione avvengono entrambe digitando un codice segreto sulla tastiera della centrale stessa; vi sono anche altri metodi per fare ciò, come l’utilizzo di chiavi elettroniche o di telecomandi.

La centrale di allarme per uso domestico può gestire dalla quattro alle otto zone della casa, anche se spesso ne servono anche meno se pensiamo al fatto che generalmente le zone principali di una abitazione si dividono in zona giorno, zona notte e zona perimetro. L’utilità della gestione delle zone risulta alta soprattutto quando si decide di usare la funzione denominata “parzializzazione”, con la quale è possibile allarmare solo parte della casa e muoversi liberamente nelle restanti aree senza fa innescare l’allarme dell’antifurto.

Queste centrali all’avanguardia, tramite il Router, possono essere controllate anche a distanza: se nell’edificio sono presenti anche le telecamere, consentono di controllare in tempo reale i video, le immagini ed il sonoro dell’abitazione. I dispositivi che sfruttano la tecnologia wireless (senza fili) sono spesso a doppia frequenza: ciò garantisce all’utente maggior sicurezza nel caso in cui si verifichi il “tampering” (alterazione dolosa) oppure un qualsiasi sabotaggio da parte di eventuali ladri.

Per acquistare in serenità una centrale d’allarme da installare per uso domestico, bisogna aver presenti le proprie specifiche esigenze di sicurezza ed il livello qualitativo dei prodotti che si vanno a comprare. In questo contesto è preferibile evitare di badare solo ai costi (a volte stracciati), in quanto sono spesso sinonimo di scarsa efficienza, zero garanzie, di basso grado di sicurezza, di falsi allarmi odiosi quando si ha a che fare con un impianto d’allarme in casa, nonché della probabilità di rimettere mano al portafoglio in un futuro più che prossimo.

Collegare l’Antifurto alla Polizia o ai Carabinieri

Collegare l’Antifurto alla Polizia o ai Carabinieri

Nei sistemi di allarme usati per proteggere la casa, ma anche l’attività commerciale, l’ufficio, il capannone, il garage, il negozio e gli ambienti di lavoro in generale, c’è un componente che risulta fondamentale per dare l’allarme in tempo reale nel momento in cui si verifica un tentativo di effrazione: si tratta del combinatore telefonico. È proprio questo dispositivo ad avere il ruolo importante di avvisare tempestivamente della minaccia i diretti interessati o anche la Polizia di Stato e le forze dell’ordine deputate.

Grazie al combinatore telefonico gli antifurto sono capaci di dialogare telefonicamente per l’invio dell’allarme. A gestire il tutto è la centralina, alla quale arriva il segnale d’allarme dai sensori, dai contatti magnetici e dalle telecamere. Questo meccanismo fa a sua volta attivare il combinatore telefonico, il quale compone un numero di telefono predefinito in fase di configurazione dell’impianto attraverso GSM o linea fissa, facendo così ascoltare all’interlocutore interessato il contenuto del messaggio registrato.

Benché la maggior parte delle recenti centrali di antifurto presenti nelle abitazioni o negli edifici in genere sia già fornita di un combinatore telefonico, in diversi casi questo è pensato per sfruttare la linea telefonica tradizionale: tramite essa, infatti, nel momento in cui i sensori rilevano la presenza di un ladro, viene effettuata una telefonata ai numeri telefonici designati. I numeri di riferimento possono essere quelli del nostro Smartphone, dei nostri parenti oppure delle Forze dell’Ordine, in quanto è possibile collegare il nostro antifurto con Carabinieri o Polizia tramite richiesta scritta.

Per poterlo fare con la Polizia si usa il seguente modulo, che va riempito in tutti i campi come si legge specificando dettagliatamente l’indirizzo della propria casa, negozio, ufficio e così via dove è presente l’allarme, nonché il numero di telefono che si collega con il combinatore telefonico ed ovviamente i dati personali. Bisogna barrare la casella A se parliamo di un antifurto che sfrutta due linee telefoniche massimo; la casella B se utilizziamo antifurto più complessi (in tal caso risulterà necessario allegare anche la dichiarazione di conformità dell’impianto, la copia dell’autorizzazione del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, la copia del certificato di approvazione dei requisiti tecnici e professionali).

Per fare richiesta ai Carabinieri, bisogna utilizzare il seguente modulo , che va ugualmente riempito in tutti i campi richiesti con i dati personali, l’indirizzo del luogo in cui è ubicato l’allarme. È necessario anche riportare in modo scritto il contenuto del messaggio che viene recepito e letto dal combinatore telefonico, nonché un eventuale indirizzo di chi custodisce le chiavi della abitazione, utile agli agenti per poter disattivare l’allarme oppure monitorare e controllare la casa.

Per quanto riguarda la scelta tra Polizia di Stato e Carabinieri, essa va fatta in base alla vicinanza del locale con l’allarme alla Caserma oppure al Commissariato; è ovvio che facendo questa valutazione, l’eventuale intervento da parte dell’uno o dell’altro sarà più o meno tempestivo. Inoltre, è bene sapere che le forze dell’Ordine, avendo una stazione o base fissa, conoscono meglio il territorio di competenza e sapranno trovare più velocemente la vostra abitazione.

Sistema Allarme Casa

Sistema Allarme Casa

Da un po’ di anni a questa parte la tecnologia wireless (chiamata anche senza fili o WI-FI), è diventata sempre più apprezzata ed utilizzata per porre sotto controllo le aziende, le attività commerciali, i negozi, gli uffici, i garage, i capannoni e gli ambienti di lavoro in generale, ed in questo contesto sono sempre più numerosi i cittadini che decidono di dotarsi di impianti di sicurezza per proteggere le proprie abitazioni e l’incolumità di chi vi abita.

Fino a qualche tempo fa i collegamenti fisici filari, ossia quelli che avvengono via cavo, suscitavano un maggior senso di sicurezza e di affidabilità. Ad oggi, però, le cose sono molto cambiate, sia per lo sviluppo della tecnologia wireless che per la crescita esponenziale che stanno vivendo le aziende che producono impianti per la sicurezza, sia per quanto riguarda la diversificazione delle proposte sul mercato, sia in termini di equilibrio tra qualità prezzo, e quindi di accessibilità da parte del cliente. Questo tipo di trasmissione wireless ha infatti raggiunto un alto grado di affidabilità ed efficienza, tanto che in commercio la scelta da parte delle persone di installare allarmi senza filo per uso domestico ha superato di gran lunga il via cavo.

Questi sistemi hanno svariati vantaggi, tra cui quello di non dover apportare in casa alcuna opera di muratura per la messa in posa dei cavi; inoltre è più veloce da installare e richiede un costo accessibile. Tra le caratteristiche principali vi è la centralina (il cuore dell’intero sistema) con interfaccia wireless. La scelta di dotarsi di un sistema wireless completo o parziale si realizza valutando la predisposizione per la realizzazione dei singoli cablaggi. Risulta quindi importante tener presente il costo del sensore o del rilevatore ma anche l’onere che può richiedere l’installazione dello stesso sensore o rilevatore in versione filare. Se prendiamo in considerazione un contatto magnetico da porre su una finestra, per far arrivare i fili nel modo giusto e pulito risulterà necessario smontare l’infisso della finestra stessa, con conseguente aumento dei costi di manodopera nonché dei tempi per realizzare il tutto.

Per quanto concerne l’aspetto sicurezza, i sensori del sistema di allarme spesso sfruttano una tecnologia detta di anti accecamento, oppure una specifica supervisione nel momento in cui i sensori stessi dovessero subire interferenze o nell’eventualità in cui la loro trasmissione venisse interrotta da specifici apparecchi usati dai ladri: in questi casi entrerebbe in funzione l’allarme per via della manomissione.

Sul mercato è possibile trovare anche appositi sistemi con tecnologia a doppia frequenza, i quali trasmettono su due diverse bande di frequenza limitando in tal modo le eventuali interruzioni dovute all’azione dei malintenzionati o alle interferenze.

Infine è bene sottolineare che nel momento della scelta di un impianto di allarme senza fili, è importante non solo valutare con consapevolezza ed attenzione le proprie specifiche esigenze di sicurezza, ma anche selezionare prodotti di qualità, garantiti delle marche di Allarme Casa più conosciute e diffuse. Soltanto così si potranno dormire sonni tranquilli e protetti.

Il sistema antifurto per le attività commerciali

Il sistema antifurto per le attività commerciali

Negli ultimi anni cresce a dismisura il numero dei negozi che desiderano proteggere la propria attività commerciale dai furti. Di conseguenza sale anche la necessità, da parte dei titolari, di dotarsi di impianti di antifurto efficienti e funzionali in base alle diverse tipologie di attività, soprattutto quelle in cui sono presenti oggetti di valore. Spesso, però, si verificano da parte dei commercianti difficoltà nella scelta dell’impianto giusto o problemi nella fase di progettazione e installazione. Di seguito troverete una carrellata di consigli utili per poter fare la scelta giusta e per spendere il giusto in termini di qualità/prezzo.

Prima di tutto è importante puntare l’attenzione sui punti di accesso al negozio, in quanto rappresentano il pass per i malviventi che intendono mettere in atto l’effrazione (porta principale, porta secondaria, magazzini, laboratori, finestre e vetrine).

Partiamo con le porte: i vari ingressi, frontali o sul retro, possono essere posti sotto controllo con allarmi che funzionano tramite contatto magnetico: quest’ultimo, infatti, fa scattare l’allarme al momento dell’apertura del battente. Ci sono inoltre altri dispositivi sensibili agli urti, ossia i sensori antiscasso.

Per quanto riguarda invece gli ambienti interni, sia durante l’orario di apertura che nelle ore di chiusura in special modo di notte, per poterli proteggere al meglio è necessario installare un impianto di videosorveglianza. Le telecamere devono essere posizionate nei pressi delle aree dove è presente la merce di valore, delle casse e, se sono presenti, anche vicino alle porte secondarie. Le telecamere migliori sono senza dubbio quelle che si connettono alla rete internet, in quanto in questo modo è possibile tenere sotto controllo le zone dell’attività commerciale ventiquattro ore su ventiquattro anche da remoto, per esempio tramite Tablet, personal computer o Smartphone. Per le telecamere più all’avanguardia sarà immediato inviare un messaggio o una e-mail nel caso di intrusioni nel negozio.

Per proteggere gli ambienti dell’attività commerciale sono funzionali anche i sensori volumetrici, i quali possono essere posizionati nelle vicinanze delle entrate principali e/o secondarie. Il tutto deve necessariamente essere collegato ad una centrale antifurto, a sua volta collegata ad una sirena antifurto sistemata all’esterno, ben visibile ma non facilmente raggiungibile.

Riguardo le eventuali vetrine presenti nell’attività commerciale, è consigliabile tenerle protette attraverso la presenza di serrande: queste ultime vanno tirate sempre giù nelle ore notturne e nei giorni di chiusura: ovviamente per una sicurezza davvero completa è necessario dotarle di sensori antisfondamento capaci, in caso di urti o forzature, di inviare il segnale d’allarme.

Vantaggi in questo senso possono derivare anche dalla presenza di un combinatore telefonico collegato direttamente agli uffici preposti delle Forze dell’Ordine: in tal modo i militari saranno subito pronti ad intervenire in caso di furto.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il costo di un buon impianto antifurto costituito da: una sirena, tre sensori antisfondamento, tre sensori volumetrici, tre coppie di contatti magnetici, una centralina ed un combinatore, si può aggirare intorno ai 2000 euro, ad esclusione del sistema antifurto nebbiogeno, il quale necessita di un budget più alto in quanto capace di bloccare i malviventi dentro il negozio rilasciando una accecante (momentaneamente) nebbia atossica.